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Jet fuel crisi energetica

Aerei a terra in Europa? L’allarme dell’UE: “Senza Hormuz stop al carburante per i voli”

La Commissione Europea segnala mercati sempre più tesi per il carburante avio. Il ministro Pichetto Fratin rassicura sulle scorte italiane per l’inverno ma teme per la raffinazione.

L’Unione Europea si prepara a fronteggiare una nuova fase di criticità energetica a causa del perdurare delle tensioni nello Stretto di Hormuz. Se la situazione in Medio Oriente non dovesse mostrare segni di miglioramento nell’arco di poche settimane, il mercato del carburante per aerei all’interno dell’Unione subirà una sensibile contrazione, passando dall’attuale pressione sui prezzi a una vera e propria scarsità fisica delle forniture.

Nonostante questo allarme, le prospettive per il comparto del gas naturale appaiono più solide: Bruxelles stima che i depositi comunitari possano raggiungere l’80% del riempimento entro la fine dell’estate, mettendo in sicurezza la prossima stagione invernale.

ALLERTA SUI RAFFINATI E IMPATTO SISTEMICO NELL’UNIONE

Secondo quanto riferito dall’Oil Coordination Group della Commissione Europea in una riunione ad hoc, la chiusura dello Stretto di Hormuz sta esercitando una pressione trasversale che coinvolge sia il petrolio greggio che tutti i principali prodotti derivati. La Commissione ha sottolineato come ogni singolo Paese membro sia attualmente interessato da questa dinamica.

Sebbene fino a questo momento l’impatto si sia manifestato esclusivamente attraverso l’oscillazione dei listini, senza tradursi in interruzioni fisiche dell’approvvigionamento per i consumatori finali, la resilienza del sistema è messa alla prova dal fattore tempo. I tecnici di Bruxelles ritengono che il prolungarsi del blocco marittimo porterà a un progressivo assottigliamento delle disponibilità sui mercati internazionali, con ripercussioni dirette sulla logistica e sui costi operativi dell’intero blocco UE.

IL NODO CRITICO DEL CARBURANTE PER L’AVIAZIONE

L’attenzione dei regolatori europei è focalizzata con particolare urgenza sul comparto del cherosene avio. “Tuttavia, se la situazione non dovesse migliorare nelle prossime settimane, si prevede che i mercati diventeranno sempre più ristretti, soprattutto per quanto riguarda il carburante per aerei”, è l’avvertimento contenuto nell’aggiornamento diffuso dal dipartimento energia della Commissione.

Questa specifica vulnerabilità deriva dalla rigidità della catena di approvvigionamento dei prodotti raffinati, che risente in modo più immediato delle strozzature nei transiti attraverso Hormuz rispetto al greggio non lavorato. La tensionalità del mercato avio rappresenta oggi la preoccupazione principale per la tenuta dei trasporti e dei servizi collegati nel breve periodo.

STOCCAGGI DI GAS AL SICURO PER LA STAGIONE INVERNALE

In controtendenza rispetto alle criticità del settore petrolifero, il fronte del gas naturale offre segnali di maggiore stabilità. Il Gas Coordination Group, riunitosi lo scorso 26 maggio, ha confermato che non sussistono preoccupazioni immediate per la sicurezza delle forniture in vista dell’inverno 2026/2027. Nonostante la volatilità dei prezzi e l’incertezza globale, il gruppo ha rilevato che i livelli di stoccaggio nell’Unione potrebbero attestarsi intorno all’80% già prima della fine del periodo estivo.

Questo traguardo garantirebbe una copertura adeguata per il riscaldamento e la produzione industriale, riducendo la necessità di interventi d’emergenza sul mercato. Al momento, infatti, gli Stati membri non hanno pianificato misure correttive aggiuntive, preferendo puntare sul coordinamento e sul monitoraggio costante dei flussi.

LA POSIZIONE DELL’ITALIA TRA SCORTE SOLIDE E RISCHI DI RAFFINAZIONE

Sullo stato delle riserve nazionali è intervenuto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, fornendo rassicurazioni quantitative a margine del Festival dell’Energia di Lecce. “Sotto l’aspetto quantitativo delle scorte, sul fronte del gas per il prossimo autunno e inverno non abbiamo problemi di quantità anche sotto l’aspetto petrolifero”, ha dichiarato il ministro.

Pichetto Fratin ha tuttavia invitato a non abbassare la guardia sulla capacità di trasformazione delle materie prime: “È vero che dobbiamo sempre stare attenti perché continuare con la chiusura dello Stretto di Hormuz può portare ad alcuni settori di raffinazione delle difficoltà, speriamo che non si verifichi”. Il titolare del MASE ha ribadito l’importanza della preparazione continua, confermando che l’Italia monitora con attenzione l’evoluzione del mercato per coordinare eventuali azioni necessarie a proteggere il tessuto produttivo dai riflessi economici della crisi in Medio Oriente.

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