Le interruzioni nel settore del GNL del Qatar e l’aumento dei prezzi del gas stanno alimentando l’incremento del carbone, il combustibile più emettitore di CO2
Ad oltre 100 giorni dall’inizio della guerra in Iran, ecco un quadro aggiornato di come il conflitto in Medioriente sta influenzando i mercati energetici. Il consumo globale di petrolio è in calo (nel breve termine), i funzionari ONU per il clima stanno sfruttando la crisi per promuovere le energie pulite e il carbone sta trovando sempre più impiego nella regione Asia-Pacifico.
L’EIA PREVEDE UN CALO DEL CONSUMO GLOBALE DI PETROLIO NEL 2026
L’agenzia di dati del Dipartimento Energia degli Stati Uniti prevede ora un calo del consumo globale di petrolio di 1,1 milioni di barili al giorno quest’anno, seguito da una ripresa l’anno prossimo. “I prezzi elevati dei carburanti, la ridotta disponibilità di carburante e le iniziative governative hanno ridotto la domanda di petrolio”, ha affermato l’Energy Information Administration nel suo ultimo rapporto, pubblicato martedì scorso.
Come riporta Axios, l’agenzia ha nuovamente rivisto al rialzo la sua stima di crescita della produzione statunitense, segnalando una risposta reale, ma non ingente, all’aumento dei prezzi, e adesso prevede un aumento da 13,7 milioni di barili al giorno nel 2026 a quasi 14,2 milioni di barili al giorno nel 2027, rispetto ad una stima prebellica di un calo a 13,3 milioni entro il 2027.
I FUNZIONARI DELL’ONU SPINGONO PER AZIONI PIÙ INCISIVE SUL CLIMA
Questa settimana i funzionari, riuniti a Bonn per i colloqui di metà anno dell’ONU sul clima, hanno indicato la crisi per giustificare misure più incisive. Martedì scorso la Turchia – che a novembre ospiterà il vertice annuale dell’ONU sul clima (COP31) – ha presentato delle iniziative che includono l’obiettivo di raggiungere il 35% del fabbisogno energetico globale totale entro il 2035 con l’elettricità.
Simon Stiell, il massimo funzionario ONU per il clima, ha dichiarato in un comunicato che “l’attuale crisi dei costi dei combustibili fossili sta dolorosamente rendendo necessari questi sforzi”.
RYSTAD ENERGY PREVEDE UN AUMENTO DELL’UTILIZZO DEL CARBONE PER PRODURRE ELETTRICITÀ
Una nuova analisi della società di consulenza Rystad Energy mostra un “significativo aumento a breve termine” dell’uso del carbone per la produzione di energia elettrica nella regione Asia-Pacifico.
Le interruzioni nel settore del GNL del Qatar e l’aumento dei prezzi del combustibile stanno alimentando l’incremento del combustibile più emettitore di CO2. Mentre il carbone sta ricevendo una spinta a breve termine, diversi analisti ritengono che il conflitto, in varie regioni, stia anche spingendo verso le energie rinnovabili e gli accumuli.


