La comunità scientifica, guidata dal premio Nobel Giorgio Parisi, lancia un appello per l’autonomia dell’ente. Dubbi sulla nomina del nuovo Direttore Generale, che indiscrezioni indicano come figura vicina al Sottosegretario Barbaro.
Il futuro dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) finisce al centro di un acceso scontro parlamentare. La capogruppo del Partito Democratico alla Camera, Chiara Braga, ha presentato un’interpellanza urgente rivolta al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per fare luce su una serie di criticità che starebbero minando la stabilità e l’indipendenza di quello che è considerato il principale braccio tecnico-scientifico del Paese in materia ambientale.
Braga ha denunciato una situazione di estrema fragilità finanziaria, aggravata da scelte di gestione che rischierebbero di compromettere la terzietà dell’Istituto proprio mentre l’Italia affronta le sfide del cambiamento climatico e del dissesto idrogeologico.
TAGLI FINANZIARI E RISCHI OPERATIVI PER IL PRESIDIO AMBIENTALE
Secondo quanto evidenziato nell’interpellanza del Partito Democratico, l’ISPRA ha subito negli ultimi anni un progressivo indebolimento delle proprie risorse. Chiara Braga ha sottolineato come l’Istituto sia stato colpito da un definanziamento pari al 30% del contributo ordinario erogato dal Ministero.
Questo taglio drastico avrebbe già generato pesanti ripercussioni sul funzionamento quotidiano dell’Ente, mettendone in discussione la capacità di adempiere ai suoi compiti istituzionali di ricerca, monitoraggio e supporto alle decisioni pubbliche. Per l’opposizione, ISPRA rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del territorio; indebolirlo finanziariamente significa, di fatto, privare lo Stato di strumenti essenziali per gestire le emergenze ambientali in modo basato sull’evidenza scientifica.
IL NODO DELLA GOVERNANCE E LA NOMINA DEL DIRETTORE GENERALE
Il fronte più caldo della polemica riguarda però il rinnovo dei vertici. Chiara Braga ha richiamato diverse indiscrezioni di stampa secondo cui la carica di Direttore generale potrebbe essere affidata all’attuale Capo della Segreteria del Sottosegretario all’ambiente Claudio Barbaro. La parlamentare ha definito “imbarazzante” la gestione della risposta in Aula, affidata proprio al Sottosegretario Barbaro, il quale avrebbe replicato con toni definiti burocratici ed evasivi, senza smentire l’ipotesi della nomina.
“Una scelta non smentita dal Sottosegretario, che allarma ancora di più perché segnerebbe un ulteriore attacco alla terzietà e alla piena indipendenza dell’istituto da condizionamenti politici”, ha dichiarato Braga, avvertendo che una simile operazione comprometterebbe la credibilità di un ente che deve invece agire con la massima autonomia rispetto al decisore politico.
L’APPELLO DEL PREMIO NOBEL GIORGIO PARISI E DELLA SCIENZA
Le preoccupazioni espresse dal Partito Democratico trovano eco anche fuori dai palazzi della politica. La comunità scientifica nazionale ha recentemente preso posizione attraverso una lettera aperta, firmata in prima battuta dal premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.
Nel documento viene lanciato un appello accorato per garantire la trasparenza nelle nomine dei dirigenti, la libertà di ricerca e l’autonomia gestionale dell’Istituto. Per gli scienziati, ISPRA deve rimanere un organismo indipendente capace di supportare le scelte pubbliche con oggettività, specialmente in un Paese vulnerabile come l’Italia. La sovrapposizione tra ruoli tecnici e incarichi politici di diretta emanazione governativa viene vista come un rischio sistemico per la qualità e l’imparzialità dei dati ambientali.
LE POLEMICHE SULL’EMILIA ROMAGNA E IL RAPPORTO CON L’EUROPA
L’interpellanza tocca infine temi di stretta attualità politica, criticando la retorica utilizzata da alcuni esponenti della maggioranza nei confronti dell’Ente. Chiara Braga ha ricordato le dichiarazioni di esponenti del governo e della destra che avrebbero attribuito al presunto “integralismo ambientalista” dell’ISPRA la causa delle alluvioni in Emilia Romagna.
Oltre a queste critiche, viene denunciata la sottrazione di competenze chiave, in particolare quelle legate alla materia venatoria. Un punto particolarmente sensibile riguarda una lettera di richiamo inviata dalla Commissione europea, che secondo Braga sarebbe stata tenuta nascosta dal Ministero per mesi. L’interpellanza conclude ribadendo l’impegno del PD a salvaguardare le professionalità dell’Istituto, considerate “imprescindibili per il futuro del Paese”, contro ogni tentativo di condizionamento esterno.


