Nicola Monti, ad di Edison, analizza su La Stampa lo scenario energetico europeo tra crisi geopolitiche e mercato del gas
Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, in una intervista a la Stampa analizza le conseguenze della guerra in Medio Oriente e dell’impasse su Hormuz sul mercato energetico europeo. L’ad sottolinea anche come, rispetto allo shock del 2022, il continente mostri oggi una maggiore solidità grazie alla diversificazione delle fonti e allo sviluppo di nuove infrastrutture energetiche. Il manager spiega che la maggiore solidità del sistema europeo deriva dalla diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas, dall’attivazione di nuovi rigassificatori e dall’apertura di rotte alternative, elementi che hanno ridotto la dipendenza da singole direttrici geopolitiche, e sprona all’autonomia europea.
GAS, GNL E DIVERSIFICAZIONE DELLE FORNITURE
Nel mercato globale del Gnl, osserva Monti, si registra un rafforzamento strutturale: la capacità complessiva è aumentata del 9% rispetto al 2022, migliorando la disponibilità internazionale di gas liquefatto.
Il gas del Qatar e quello che transita dal Golfo Persico rappresentano oggi una quota più limitata del fabbisogno europeo. In questo contesto, Edison ha dovuto gestire la cancellazione di 17 carichi di Gnl dal Qatar, sostituendone 13 con forniture provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, che garantiscono maggiore flessibilità produttiva: anche le forniture via gasdotto restano esposte a vulnerabilità geopolitiche, ricordando la compromissione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 e la necessità di una strategia multilivello.
STOCCAGGI, INFRASTRUTTURE E STABILITÀ DEL SISTEMA
L’estate viene indicata come una fase delicata per il riempimento degli stoccaggi nel centro e nel nord Europa, con possibili tensioni sui prezzi nei mesi più caldi in caso di stallo diplomatico: il sistema europeo resta solido ma richiede continui interventi su infrastrutture e gestione operativa, per evitare squilibri tra aree con differenti livelli di sicurezza energetica.
In Italia, invece, i livelli di riempimento risultano in linea con le medie stagionali, anche grazie al mantenimento di un obiettivo prudenziale del 90% prima della stagione invernale.
TRANSIZIONE ENERGETICA, RETI E NUCLEARE
Sul piano strategico, l’amministratore delegato di Edison ribadisce la centralità della diversificazione energetica e della riduzione della dipendenza dal gas: «Serve orientare gli investimenti sulle energie rinnovabili e, in una prospettiva strategica a lungo termine, ripristinare un dibattito incentrato sulla tecnologia nucleare europea».
Monti richiama in particolare il ruolo dei piccoli reattori modulari (SMR), visti come opportunità per sviluppare competenze industriali e tecnologiche europee, riducendo la dipendenza da tecnologie extraeuropee.
Accanto a ciò, sottolinea la necessità di investire sulle reti elettriche e sugli stoccaggi, soprattutto nel Mezzogiorno, per evitare dispersioni di energia rinnovabile e rafforzare la capacità di trasmissione.
INDUSTRIA E COMPETITIVITÀ EUROPEA
Sul fronte macroeconomico, Monti evidenzia una fase di contrazione della produzione industriale europea prolungata per diversi trimestri consecutivi, influenzata sia dai costi energetici sia da fattori tecnologici strutturali.
Il confronto globale con Stati Uniti e Cina mostra un disallineamento competitivo, che richiede politiche industriali più incisive e strumenti di sostegno alle imprese: fondamentale accelerare sull’adozione dell’industria 5.0 e sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, per recuperare efficienza e competitività.


