ARERA propone di applicare un “tetto convenzionale” al prezzo del gas utilizzato nelle offerte di vendita. Questo significa che i produttori formuleranno le loro offerte sul Mercato del Giorno Prima (MGP) basandosi su un prezzo del gas calmierato, ricevendo poi dallo Stato un rimborso pari alla differenza tra il prezzo effettivo di mercato (indice SAP o Heren) e il tetto fissato
Le nuove strategie per contenere il caro energia in Italia passano da un intervento strutturale sui costi di generazione delle centrali a gas. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha ufficialmente dato il via alla consultazione su un meccanismo temporaneo di rimborso destinato ai produttori termoelettrici, finalizzato a una drastica riduzione dei prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso. La notizia, contenuta nei documenti per la consultazione 221/2026/R/COM e 222/2026/R/EEL del 25 giugno 2026 ma pubblicato il 28, delinea un piano che punta a generare rimborsi per circa 1,1 miliardi di euro all’anno, prendendo ispirazione dal modello del “tope iberico” già sperimentato con successo in Spagna e Portogallo.
IL QUADRO NORMATIVO E L’ISPIRAZIONE AL MODELLO IBERICO
L’iniziativa dell’Autorità scaturisce dall’attuazione dell’articolo 6, comma 3, del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21 (noto come “DL Bollette“), convertito poi nella legge n. 49/2026. L’obiettivo primario è contenere i prezzi all’ingrosso a beneficio dei consumatori finali, intervenendo su una delle criticità storiche del mercato elettrico italiano: il fatto che le centrali a gas, essendo spesso le “marginali” (ovvero le ultime a essere chiamate a soddisfare la domanda), determinino il prezzo per l’intero sistema attraverso il meccanismo del “pay-as-clear”.
Per superare questa distorsione, ARERA propone di applicare un “tetto convenzionale” al prezzo del gas utilizzato nelle offerte di vendita. Questo significa che i produttori formuleranno le loro offerte sul Mercato del Giorno Prima (MGP) basandosi su un prezzo del gas calmierato, ricevendo poi dallo Stato un rimborso pari alla differenza tra il prezzo effettivo di mercato (indice SAP o Heren) e il tetto fissato. L’operatività della misura, prevista a partire dal 1° gennaio 2027, resta subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato.
L’ARCHITETTURA TECNICA E IL RUOLO DI TERNA E GSE
Il meccanismo proposto poggia su una complessa interazione tra i principali attori del sistema energetico nazionale. Terna avrà il compito di calcolare il “beneficio puntuale” e il tetto convenzionale al prezzo del gas, con una granularità preferibilmente mensile per bilanciare la prevedibilità per gli operatori e la precisione rispetto alla volatilità del mercato. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) si occuperà invece dell’erogazione materiale dei rimborsi sulla base dei consumi reali di gas degli impianti, distinguendo tra centrali “pure”, impianti cogenerativi e quelli asserviti ad altri siti industriali.
Il perimetro degli impianti eleggibili è chiaramente definito: si tratta di unità alimentate a gas naturale che immettono energia in rete. Per garantire la trasparenza, Terna pubblicherà i prezzi convenzionali nel giorno D-2 rispetto alla sessione di mercato, permettendo ai produttori di integrare correttamente questi valori nelle proprie strategie di offerta. Per le unità di produzione più complesse, come le Unità Virtuali (UVN o UVZ), sono previsti criteri di calcolo mediati per riflettere l’effettiva composizione tecnologica degli impianti sottostanti.
DETERMINAZIONE DEL TETTO E TUTELA DEGLI SCAMBI ESTERI
Uno degli aspetti più delicati riguarda la definizione del “prezzo base”. ARERA sta valutando due opzioni: una traiettoria predefinita lineare, che garantisce massima trasparenza ex-ante con incrementi mensili prefissati di 5 €/MWh, oppure una traiettoria parametrica indicizzata, che corregge il prezzo base in funzione del differenziale con le quotazioni forward (PSV). L’intenzione è quella di evitare “effetti soglia” al termine della misura, garantendo un allineamento progressivo ai prezzi di mercato negli ultimi sei mesi di vigenza del meccanismo. Inoltre, il tetto non potrà essere eccessivamente basso per non alterare i flussi transfrontalieri.
L’Autorità monitorerà costantemente gli scambi con Francia, Austria e Slovenia, assicurando che la riduzione del prezzo italiano non superi il differenziale storico con i paesi confinanti. Qualora si verificassero inversioni di flusso o rincari anomali del gas durante il mese, è prevista una clausola di revisione straordinaria infra-mese per ricalcolare il tetto minimo convenzionale.
COPERTURA FINANZIARIA E RICADUTE SUI CONSUMATORI
La copertura economica di questa imponente manovra da 1,1 miliardi di euro non graverà sul debito pubblico. L’orientamento di ARERA è quello di utilizzare prioritariamente le “rendite di congestione” generate sulle frontiere estere, in particolare quelle legate all’aumento delle esportazioni. Per la parte rimanente, i costi saranno allocati su tutti i clienti finali attraverso un nuovo prezzo unitario specifico all’interno del corrispettivo di dispacciamento.
Secondo l’analisi dell’Autorità, i benefici per i consumatori saranno sia diretti che indiretti. I clienti con contratti a prezzo variabile vedranno un calo immediato del PUN (Prezzo Unico Nazionale), mentre chi ha contratti a prezzo fisso potrà beneficiare di nuove offerte commerciali più competitive rese possibili dal ribasso generale dei prezzi all’ingrosso. Ulteriori vantaggi deriveranno dalla riduzione degli oneri per la “energy release” e per i servizi ancillari sul Mercato per il Bilanciamento.
PROCEDURE DI VERIFICA E CONTRASTO ALLE SPECULAZIONI
Per assicurare che i rimborsi si traducano effettivamente in risparmi per i cittadini, ARERA ha previsto un rigoroso sistema di controlli ex-post. In caso di accertamento di comportamenti strutturalmente difformi o manovre speculative, l’Autorità avvierà istruttorie formali che potranno concludersi con pesanti sanzioni pecuniarie e l’obbligo di restituzione integrale dei rimborsi percepiti, maggiorati degli interessi.
La consultazione pubblica resterà aperta fino al 27 luglio 2026, termine entro il quale tutti i soggetti interessati potranno inviare osservazioni per affinare un provvedimento destinato a ridisegnare l’assetto economico del mercato elettrico nazionale.

