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Perché l’Antitrust tira le orecchie alla Campania sui treni e boccia EAV

L’Antitrust blocca la proroga del contratto di gestione dei treni campani e boccia la gestione EAV. Ecco perché

L’Antitrust punta il dito contro la Regione Campania e EAV. L’Autorità ha messo sotto la lente la gestione del trasporto pubblico ferroviario regionale da parte dell’Ente Autonomo Volturno, portando a galla ritardi ed escamotage per prorogare il contratto di servizio. In ballo ci sono quasi 5 miliardi di euro di finanziamenti pubblici stanziati per rinnovare la rete entro il 2031. Tutti i dettagli.

LE PROROGHE RIPETUTE

Perché l’Antitrust tira le orecchie all’ente in house della Campania? Il contratto di servizio per affidare la rete ferroviaria a EAV è scaduto a fine 2025. Invece di organizzare un bando, la Regione Campania ha attivato la solita clausola d’emergenza della normativa europea, allungando la vita al contratto fino al 31 dicembre 2026. La ragione sarebbero gli slittamenti nelle consegne dei nuovi treni e ritardi burocratici. L’Antitrust, però, ha bloccato la proroga emergenziale, chiedendo all’EAV risultati concreti e dimostrabili per continuare con l’affidamento in house.

L’ACCUSA DELL’ANTITRUST

Le procedure per la nuova assegnazione sono ancora in alto mare. Con i tempi tecnici obbligatori tra consultazioni di mercato e verifiche dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, è impossibile chiudere la pratica entro fine anno. È l’accusa dell’Antitrust all’EAV, che ha bloccato la mossa dell’ente in house della Campania per il timore di una proroga d’emergenza a cascata. Un escamotage che per l’Antitrust altera il mercato impedendo gestioni potenzialmente più efficienti. Inoltre, penalizza la stessa EAV, bloccata in un limbo finanziario che taglia le gambe agli investimenti a lungo termine.

TRENI, I NUMERI DELLA GESTIONE EAV

I dati contenuti nell’ultimo Bollettino dell’AGCM mostrano gli effetti della gestione di EAV sulla qualità del trasporto ferroviario campano. Nel 2025 i chilometri percorsi dai treni si sono ridotti del 29,8% rispetto ai piani finanziari, con un ulteriore calo all’inizio del 2026 a causa di guasti, cantieri e scioperi.

Come se non bastasse, oltre il 44% dei treni che circolano sulla linea Circumvesuviana arriva con più di 5 minuti di ritardo (e il 6,3% supera i 15 minuti). Cifre che non considerano il disagio sulle stazioni intermedie o nelle ore di punta. Infine, l’AGCM scrive che rispetto al 2019, EAV ha perso 5 milioni di viaggiatori (-12%), ma il prezzo medio dei biglietti per utente è lievitato di oltre il 30%. In altre parole, i pendolari pagano di più per viaggiare su convogli sempre più affollati, sporchi e in ritardo.

L’ULTIMATUM DELL’ANTITRUST

L’Autorità esige ora una vigilanza stretta e controlli severi sull’operato della società prima di confermare la proroga. La Regione Campania ha 30 giorni per comunicare le contromisure che intende adottare per sanare la gestione.

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