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Germania

Sassonia-Anhalt, il paradosso delle rinnovabili: record di eolico ma bollette alle stelle

I ritardi nelle dorsali di rete penalizzano la Germania orientale. Il costo del “redispatch” e le tariffe di trasmissione pesano su famiglie e imprese alla vigilia del voto. La Sassonia-Anhalt produce più elettricità rinnovabile di quanta ne consumi, eppure famiglie e imprese continuano a fare i conti con costi energetici elevati. È uno dei paradossi che attraversano la politica energetica tedesca e che, alla vigilia delle elezioni regionali, alimenta un confronto sempre più acceso. In teoria il Land dovrebbe beneficiare della forte crescita dell’eolico, ma nella pratica i limiti della rete di trasmissione trasformano quella che potrebbe essere una risorsa in un fattore di costo.

UNA REGIONE CHE PRODUCE PIÙ ENERGIA DI QUELLA CHE UTILIZZA

Grazie alle vaste aree rurali e agli investimenti accumulati negli ultimi due decenni, la Sassonia-Anhalt è tra i Länder con la maggiore diffusione di impianti eolici onshore. In diversi periodi dell’anno la produzione da fonti rinnovabili supera il fabbisogno elettrico regionale, facendo del territorio un esportatore netto di energia.

Il problema nasce nel momento in cui questa elettricità deve raggiungere i principali poli industriali del paese. La rete locale rientra nell’area gestita da 50Hertz, il gestore di trasmissione responsabile della Germania orientale, ma il sistema di collegamenti verso il Sud continua a essere incompleto. Le grandi dorsali in corrente continua progettate per trasferire l’energia prodotta nel Nord e nell’Est verso Baviera e Baden-Württemberg procedono con ritardi che si trascinano da anni, frenate anche da numerosi ricorsi di comunità locali e organizzazioni ambientaliste. Tra queste c’è anche il SuedOstLink, uno dei progetti considerati decisivi per riequilibrare il sistema elettrico nazionale.

Quando il vento soffia con intensità e la produzione aumenta rapidamente, le linee esistenti non sono sempre in grado di assorbire i flussi di energia. La conseguenza è che una parte dell’elettricità disponibile non può essere trasportata dove servirebbe.

IL COSTO INVISIBILE DELLE CONGESTIONI

Per evitare il sovraccarico della rete, 50Hertz interviene quotidianamente modificando il funzionamento del sistema elettrico. In alcuni casi gli impianti eolici vengono costretti a ridurre o interrompere temporaneamente la produzione, mentre in altre aree della Germania entrano in funzione centrali convenzionali per compensare l’energia che non riesce ad arrivare dal Nord-Est.
È il cosiddetto “redispatch”, una procedura ormai ordinaria nella gestione della rete tedesca. Gli operatori degli impianti fermati ricevono un indennizzo previsto dalla normativa, perché la mancata produzione non dipende da una loro scelta ma dai limiti infrastrutturali del sistema.

Queste operazioni, tuttavia, hanno un costo rilevante. Secondo la Bundesnetzagentur, l’autorità federale di regolazione, le spese sostenute per gestire le congestioni della rete incidono sulle tariffe di trasmissione e distribuzione pagate dagli utenti finali.

Negli ultimi anni il governo federale ha introdotto meccanismi per redistribuire parte degli oneri tra i diversi Länder, attenuando il peso sulle regioni con una maggiore presenza di impianti rinnovabili. Nonostante ciò, molte aree della Germania orientale continuano a registrare costi di rete superiori rispetto a numerosi distretti industriali dell’Ovest. Tra queste, la Sassonia-Anhalt.

GLI INVESTIMENTI SI SCONTRANO CON L’INCERTEZZA

A complicare ulteriormente il quadro c’è il dibattito sulle future regole che disciplinano gli indennizzi riconosciuti agli impianti costretti a fermarsi per saturazione della rete. L’ipotesi di limitare, almeno in parte, questi rimborsi viene considerata dal governo di Berlino uno strumento per contenere la crescita dei costi complessivi del sistema elettrico.

Nel settore eolico, però, la prospettiva viene accolta con preoccupazione. Secondo la sezione regionale della Bundesverband WindEnergie (Bwe), ridurre le compensazioni aumenterebbe l’incertezza economica dei nuovi investimenti, soprattutto nei programmi di repowering che prevedono la sostituzione delle turbine più vecchie con impianti più potenti ed efficienti. Il rischio, sostengono gli operatori, è quello di installare generatori capaci di produrre più energia senza avere la certezza che questa possa essere immessa nella rete nei momenti di maggiore produzione.

Per gli investitori il problema non riguarda soltanto la redditività immediata dei progetti, ma la prevedibilità dei flussi di cassa lungo l’intero ciclo di vita degli impianti. Finché le infrastrutture di trasmissione continueranno a crescere più lentamente della capacità di generazione, ogni nuovo investimento dovrà confrontarsi con un livello di rischio più elevato.

IL TEMA DELLE RETI ENTRA NELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Anche questo dossier è diventato materia di scontro politico. Nei territori rurali della Sassonia-Anhalt, dove la presenza delle turbine è ormai parte del paesaggio, una parte della popolazione fatica a comprendere perché una regione che produce così tanta energia rinnovabile continui a convivere con bollette elevate. È anche per questo che ad est si rimpiange il vecchio legame energetico con la Russia.

Su questa contraddizione insiste la campagna di AfD, che collega la diffusione degli impianti eolici all’aumento dei costi energetici e propone di fermare l’espansione dell’eolico onshore, rivedendo anche il sistema di sostegno ai produttori di energia rinnovabile. È una lettura che semplifica una questione molto più complessa, nella quale il nodo principale resta l’insufficiente sviluppo delle infrastrutture di trasmissione.

Ma proprio la distanza tra l’abbondanza di energia prodotta e i benefici percepiti dai cittadini rende questo argomento particolarmente efficace sul piano del consenso. Nella Sassonia-Anhalt il dibattito non riguarda più soltanto quanta energia verde produrre, bensì come trasportarla e chi debba sostenere il costo di un sistema ancora incompleto. Ma nessun partito tradizionale sembra aver trovato una soluzione che convinca l’elettorato. (3. continua)

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