Stoccaggi fermi al 68% per la guerra in Iran e rinvio dei target di riempimento all’80% per evitare il panico. Il commissario Jørgensen frena i sussidi di Stato: gli aiuti contro i rincari siano temporanei e mirati.
La Commissione europea ha chiesto formalmente ai governi dei Ventisette di predisporre piani immediati per ridurre la domanda di gas ed energia elettrica, individuando nel contenimento dei consumi l’unica leva efficace per frenare l’impennata delle bollette e contrastare l’eccezionale volatilità dei mercati energetici internazionali.
L’appello è contenuto in una lettera riservata inviata ai ministri dell’Energia dell’Unione dal Commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen svelata da Politivo.
Il documento motiva l’urgenza dell’intervento con il livello critico toccato dagli stoccaggi comunitari di metano, scesi al 68% della capacità – il valore più basso mai registrato per questo periodo dell’anno, persino inferiore al 71% censito nel 2021 prima dello scoppio della guerra in Ucraina –, a causa delle interruzioni delle rotte globali provocate dal conflitto in Iran.
Sebbene Bruxelles escluda rischi imminenti per la sicurezza materiale degli approvvigionamenti, l’esecutivo Ue avverte che l’inverno rischia di risultare particolarmente oneroso per il continente: per evitare acquisti speculativi e corse all’accaparramento, il target obbligatorio di riempimento dei depositi per l’inizio di novembre è stato flessibilizzato dall’ordinario 90% all’80%, mentre gli aiuti statali sulle tariffe dovranno essere strettamente temporanei e selettivi per non stimolare nuovi picchi di consumo.
LA LETTERA DI JØRGENSEN: TAGLIARE LA DOMANDA PER FRENARE I PREZZI
Nel testo visionato da Politico, il commissario chiarisce la funzione economica del risparmio forzato: “Nel contesto di un’offerta globale limitata e di un’elevata volatilità dei prezzi, la riduzione della domanda può essere uno strumento efficace per contenere i prezzi”.
L’indicazione operativa sollecita i governi a mantenere attive le restrizioni sui consumi di elettricità e metano “per tutto il tempo necessario” a riequilibrare i mercati. Nonostante il quadro generale venga definito come “difficile”, il vertice europeo dell’Energia precisa che allo stato attuale non sussistono “rischi immediati per la sicurezza dell’approvvigionamento”, allontanando l’ipotesi di interruzioni fisiche nelle forniture ma ponendo l’accento sulla difesa dei bilanci di famiglie e attività produttive.
IL TRACOLLO DEGLI STOCCAGGI AL 68 PER CENTO E L’EFFETTO DEL CONFLITTO IN IRAN
L’ansia delle istituzioni comunitarie riflette lo stato di debolezza delle riserve sotterranee europee. Gli stoccaggi di gas naturale del continente si attestano attualmente su livelli storicamente depressi, un collasso determinato principalmente dal prolungarsi della guerra in Iran che continua a disarticolare i flussi marittimi e terrestri del combustibile su scala planetaria.
La situazione delle scorte presenta parametri peggiori rispetto ai precedenti periodi di crisi: – i depositi dell’Unione Europea sono riempiti in media al 68% della capienza; – il dato odierno risulta marcatamente inferiore al 71% censito nel medesimo intervallo stagionale del 2021; – quel deficit del 2021 precedette la storica crisi energetica innescata dalla ripresa post-pandemica da Covid-19 e dalla successiva invasione russa dell’Ucraina. Il mancato riallineamento delle scorte minaccia ora di trasformare l’inverno in una stagione caratterizzata da costi insostenibili per le economie del continente.
LA DEROGA SUL TARGET DI RIEMPIMENTO: DALL’OBIETTIVO DEL 90 ALL’80 PER CENTO
Per far fronte al rallentamento dei flussi internazionali, l’Unione Europea ha dovuto ricalibrare gli obblighi normativi imposti agli Stati membri. In base ai regolamenti comunitari standard, i Paesi dell’Unione hanno l’obbligo di raggiungere una percentuale minima di riempimento dei depositi pari al 90% entro l’inizio del mese di novembre.
La rigidità di tale vincolo è stata tuttavia attenuata per scongiurare derive speculative: già nel mese di marzo la Commissione ha accordato un margine di flessibilità operativa, consentendo agli Stati di puntare a una soglia dell’80% per l’anno in corso. La deroga è stata concepita con l’intento esplicito di evitare acquisti dettati dal panico sul mercato spot, impedendo che la corsa ad accumulare volumi a qualsiasi costo finisse per surriscaldare ulteriormente i prezzi di mercato.
I LIMITI AI SUSSIDI STATALI: INTERVENTI SUI PREZZI SOLO SE MIRATI E TEMPORANEI
L’ultimo capitolo della missiva inviata da Jørgensen fissa precise condizioni alle politiche di sostegno che i singoli governi nazionali intendono mettere in campo per calmierare i costi dell’energia. L’esecutivo comunitario raccomanda massima prudenza nell’adozione di schemi di regolamentazione delle tariffe.
Secondo le linee guida espresse dal commissario, qualsiasi intervento pubblico sui prezzi dell’energia dovrà possedere un carattere rigorosamente “mirato” e “temporaneo”. L’avvertimento mira a impedire che l’erogazione di sussidi indiscriminati o sconti generalizzati alla pompa e in bolletta possa inviare segnali distorsivi ai mercati, innescando un’impennata artificiale della domanda di gas ed elettricità che aggraverebbe le carenze complessive di offerta.

