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Arera

La domanda di energia in Europa torna a crescere dopo un calo durato anni

I dati di Ember rivelano che settembre 2026 ha segnato il tredicesimo mese consecutivo di crescita della domanda di energia nell’UE su base annua, la serie positiva più lunga almeno dal 2018

Dopo anni di calo della domanda di energia in Europa, alcuni dei principali Paesi della regione stanno registrando un aumento dei consumi. Una tendenza destinata ad accelerare con il progressivo abbandono dei combustibili fossili, che potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione le reti elettriche.

Secondo i dati di BloombergNEF, negli ultimi anni i consumi sono stati frenati da un’attività industriale più debole, da prezzi elevati che hanno limitato la domanda e da un utilizzo più efficiente dell’energia, finalizzato alla riduzione delle emissioni.

Tuttavia, con il crescente ricorso alla rete elettrica da parte di consumatori e imprese per alimentare veicoli elettrici, impianti di climatizzazione e centri dati, sta emergendo una nuova fase di crescita della domanda di energia.

IN ITALIA, SPAGNA E GERMANIA LA RICHIESTA DI ELETTRICITÀ STA AUMENTANDO

Al netto delle variabili meteorologiche – che rendono la domanda di energia fortemente fluttuante – BNEF ha rilevato una crescita della richiesta di elettricità, nella maggior parte dei mesi dell’ultimo anno, nelle principali economie europee, tra cui Germania, Italia e Spagna. Secondo i dati elaborati dal think tank Ember, nell’ultimo anno si è registrata una tendenza generalizzata alla crescita della domanda in tutta l’Unione Europea.

Sebbene questo incremento sia lontano dall’impennata osservata negli Stati Uniti – trainata dall’intelligenza artificiale – il maggiore consumo in Europa segnala un cambiamento strutturale, destinato a intensificarsi, man mano che il fabbisogno energetico si sposterà dal petrolio e dal gas verso l’elettricità.

Se da un lato ciò potrebbe stimolare gli investimenti nelle rinnovabili, dall’altro rischia di sottoporre le reti a una pressione maggiore, specialmente quando l’apporto di vento o sole non è sufficiente a soddisfare la domanda, o qualora le infrastrutture risultino inadeguate a trasportare l’energia dove è richiesta.

“Una quota crescente del consumo energetico avviene tramite l’elettricità: anche se la domanda complessiva di energia dovesse diminuire, quella di elettricità è in aumento. È un processo inarrestabile che proseguirà per decenni”, ha affermato Per Lekander, amministratore delegato del fondo speculativo londinese Clean Energy Transition LLP.

L’UE HA REGISTRATO 13 MESI CONSECUTIVI DI CRESCITA DELLA DOMANDA DI ENERGIA

Secondo i dati di BNEF, nell’arco dei 15 anni conclusisi nel 2023, la domanda di energia nell’Unione Europea è diminuita di circa il 9%. Oggi, però, questa tendenza sembra invertirsi: stando ai dati di Ember, settembre ha segnato il tredicesimo mese consecutivo di crescita della domanda di energia nell’UE su base annua, la serie positiva più lunga almeno dal 2018.

L’Europa ha un urgente bisogno di espandere le proprie reti elettriche, che già faticano a tenere il passo con il ritmo di sviluppo dei nuovi impianti a energia rinnovabile; un’impennata della domanda potrebbe aggravare ulteriormente questa pressione, qualora mancasse una capacità sufficiente a trasportare l’energia verde verso le aree in cui viene consumata.

Allo stesso tempo, una crescita costante del consumo di energia potrebbe favorire gli investimenti in nuovi parchi eolici e solari, necessari per soddisfare la domanda, stimolando così l’attività edilizia e l’occupazione.

Il consumo di elettricità può inoltre essere sostenuto dalla crescita economica: il mese scorso la Banca Centrale Europea ha leggermente rivisto al rialzo le stime sul PIL per quest’anno e per il prossimo, prevedendo una crescita dello 0,9% per l’anno in corso e dell’1,4% nel 2027.

IL RUOLO DEI DATA CENTER E DELL’INTELLOGENZA ARTIFICIALE

Oltre al maggiore ricorso all’aria condizionata e alla diffusione dei veicoli elettrici, nei prossimi anni i data center sono destinati a diventare consumatori di energia sempre più rilevanti, man mano che la loro espansione accelera. Secondo BNEF, mercati che offrono energia a basso costo e a basse emissioni di carbonio – come la Finlandia e la Spagna – dovrebbero registrare un vero e proprio boom nella domanda di data center. “Stanno emergendo nuove fonti di domanda. Non si tratta di una crescita immediatamente evidente, ma la nostra previsione complessiva è che la domanda aumenterà”, ha affermato Arhnue Tan, analista di BNEF.

Secondo le stime di BNEF, la capacità energetica dei data center europei è destinata a raddoppiare, superando i 30 GW entro il 2032, per poi arrivare a circa 39 GW entro il 2035.

IL CONSUMO ENERGETICO IN EUROPA

Il consumo complessivo di energia in Europa resta al di sotto dei livelli storici, a causa del rallentamento dell’attività industriale in alcune delle principali economie, come quella tedesca. Esiste inoltre il rischio che la domanda subisca una contrazione a causa dell’aumento dei prezzi del gas previsto per questo inverno, che farebbe lievitare i costi di produzione dell’energia elettrica.

I prezzi dei futures sul gas in Europa hanno raggiunto i massimi dal 2022. Le esportazioni dal Golfo Persico – che nel 2025 hanno rappresentato circa un quinto dell’offerta globale – risultano compromesse dal conflitto che coinvolge l’Iran. Con le scorte di gas in Europa ai minimi stagionali in vista dell’inverno, il mercato appare vulnerabile ad ulteriori impennate dei prezzi non appena aumenterà la domanda per il riscaldamento.

“Al momento – ha affermato Kingsmill Bond, analista energetico di Ember – l’aria condizionata, la crescita industriale e i veicoli elettrici stanno trainando la domanda di energia in Europa, con un’incidenza variabile a seconda del grado di sviluppo delle singole economie. Parallelamente, il conflitto che coinvolge l’Iran sta spingendo Paesi e imprese ad interrogarsi sull’affidabilità delle importazioni di energia, un fattore che sta accelerando ulteriormente il processo di elettrificazione. Gran parte del mondo non possiede molto petrolio, né gas. La gente è sempre più preoccupata per il caos”.

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