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Pacchetto energia Ue

Raffinerie, Jorgensen: “Un quarto degli impianti Ue chiuso in vent’anni, ora invertire la rotta”

Il commissario richiama la previsione dell’Agenzia internazionale dell’energia: il diesel resterà sotto tensione almeno fino al 2027. Al via il lavoro tecnico con l’industria e una roadmap comune sui combustibili rinnovabili.

Negli ultimi vent’anni circa un quarto delle raffinerie dell’Unione europea ha chiuso, e la capacità di raffinazione interna si è ridotta di circa il 10%. Per il commissario europeo Dan Jorgensen questa tendenza va invertita, perché la crisi energetica in corso ha mostrato quanto la raffinazione sia strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti, per la mobilità e per la difesa. Il commissario ha parlato al termine del dialogo con le raffinerie avviato dalla Commissione europea.

A spingere Bruxelles ad aprire il confronto è anche la previsione dell’Agenzia internazionale dell’energia, secondo cui il mercato globale del diesel resterà sotto tensione almeno fino al 2027, con prezzi ancora elevati. Il dialogo proseguirà ora a livello tecnico, con un nuovo incontro all’inizio del prossimo anno per fare il punto. Commissione e industria lavoreranno inoltre a una roadmap comune sul futuro del settore, che punta anche sulla produzione di combustibili liquidi rinnovabili.

UN QUARTO DELLE RAFFINERIE CHIUSO IN VENT’ANNI, CAPACITÀ GIÙ DEL 10%

Il dato sulle chiusure è il punto di partenza del ragionamento del commissario. “Negli ultimi due decenni, circa un quarto delle raffinerie dell’Ue ha chiuso i battenti, riducendo la capacità di raffinazione interna di circa il 10%”, ha spiegato Jorgensen. “Il disinvestimento in Europa ha subito un’accelerazione, ma questa crisi rappresenta un campanello d’allarme”. Da qui l’obiettivo dichiarato: “Dobbiamo invertire questa tendenza e garantire che, oggi e in futuro, l’Europa disponga di capacità di raffinazione adeguate e flessibili”. Per il commissario, “questo non è solo questione di competitività economica ma anche questione di sicurezza”.

DIESEL SOTTO TENSIONE FINO AL 2027, SECONDO L’AIE

Il richiamo alla sicurezza si lega alle prospettive del mercato dei carburanti. “Come sottolineato dall’Agenzia internazionale dell’energia, si prevede che il mercato globale del diesel rimarrà sotto tensione almeno fino al 2027, il che manterrà i prezzi su livelli elevati”, ha ricordato Jorgensen. “Non possiamo quindi restare fermi. Dobbiamo garantire forniture affidabili per i nostri cittadini, per le imprese e la difesa e assicurare che siano convenienti. Per questo motivo, come Commissione, abbiamo deciso di avviare questo importante dialogo con le raffinerie europee”.

UNA NUOVA CRISI ENERGETICA DOPO IL 2022, LE RAFFINERIE HANNO RETTO

Il commissario ha poi inquadrato l’iniziativa in una fase difficile per l’Europa. “Ancora una volta a causa di turbolenze geopolitiche l’Europa deve affrontare un’altra crisi energetica dopo il 2022: i prezzi del petrolio e dei prodotti petroliferi sono aumentati in modo significativo in tutto il mondo e i carburanti sono alle stelle”, ha affermato. “Questo sta mettendo a dura prova le nostre aziende e le nostre famiglie”.

Secondo Jorgensen, però, il sistema ha tenuto. “Nonostante la difficile situazione, i mercati hanno mostrato una notevole resilienza negli ultimi mesi”, ha osservato. “Le raffinerie hanno svolto un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, producendo i combustibili di cui il mercato ha bisogno, compreso il jet fuel”.

INVERNO DIFFICILE: INTERVENTI SUI PREZZI CON STATI MEMBRI E SETTORE ENERGETICO

Jorgensen non ha nascosto che i prossimi mesi saranno complicati. “Sappiamo che questo inverno sarà difficile per i nostri cittadini e la nostra economia in generale”, ha detto. “Stiamo facendo tutto il possibile, in stretta collaborazione con gli Stati membri e il settore energetico, per affrontare l’impatto immediato sui prezzi, continuando a lavorare per abbassarli strutturalmente e a lungo termine”. Il dialogo con le raffinerie, ha aggiunto, “è stato molto fruttuoso, ma è stato un primo passo”.

LAVORO TECNICO E NUOVO INCONTRO ALL’INIZIO DEL PROSSIMO ANNO

Dopo questo primo passo, il confronto si sposta a livello tecnico. “Continueremo ora il lavoro a livello tecnico e ci riuniremo all’inizio del prossimo anno per fare il punto sui progressi”, ha annunciato. “Lavoreremo per aumentare gli asset di raffinazione in Europa”. Secondo il commissario, l’industria ha già avanzato alcuni suggerimenti per abbassare i prezzi dei carburanti, “e questo è importante nel breve termine”.

BIOCARBURANTI E RAFFINAZIONE DECARBONIZZATA, VERSO UNA ROADMAP CONGIUNTA

Oltre alle misure di breve periodo, Bruxelles guarda al futuro del settore. “Il lavoro non si ferma qui: le crisi sono anche un’opportunità e per questo guarderemo anche al futuro del settore della raffinazione in Europa”, ha proseguito Jorgensen. “La raffinazione è strategica: carburanti, diesel e jet fuel per la mobilità e la difesa. Dobbiamo creare un ambiente che supporti una produzione di carburante nazionale sufficiente in Europa, nonché la fattibilità a lungo termine di una raffinazione decarbonizzata”.

Per il commissario, il futuro delle raffinerie passa anche dalle bioraffinerie. “Si deve intraprendere un percorso nel bio per la produzione di più combustibili liquidi rinnovabili. Il potenziale è significativo nei prossimi anni e aiuterà a ridurre ulteriormente i rischi derivanti dall’importazione di carburanti”, ha concluso Jorgensen. “Ecco perché insieme al settore lavoreremo su una roadmap congiunta”.

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