Gli stoccaggi italiani sono quasi al 91%, ma il riempimento è costato 300 milioni pagati dai consumatori. Allo studio un tetto nazionale al prezzo del gas a 58,9 euro al megawattora.
Gli acquisti di gas della Germania, che deve recuperare il ritardo nel riempimento degli stoccaggi, hanno spinto i prezzi oltre i 100 euro al megawattora, circa il 50% sopra i livelli normali. Se gennaio sarà freddo, il prezzo potrebbe salire fino a 150 euro. A lanciare l’allarme è Alessandro Noce, direttore generale per i mercati energetici e le infrastrutture del ministero dell’Energia, intervenuto all’Italy Energy Day di Milano. Le sue dichiarazioni sono riportate da Montel. Noce ha ricordato che l’Italia ha stoccaggi pieni quasi al 91%, raggiunti con una spesa di 300 milioni a carico dei consumatori. Grazie al raddoppio della capacità di esportazione a Tarvisio, però, quel gas potrebbe finire in Germania.
“SENZA GLI ACQUISTI TEDESCHI SAREMMO A 70 EURO”
Secondo Noce, il mercato è stato distorto dal comportamento della Germania. Berlino aveva chiesto una deroga all’impegno europeo di riempire gli stoccaggi almeno all’80% prima dell’inverno, e ora sta recuperando il ritardo. “I prezzi sono ora a 100 euro perché stanno acquistando i tedeschi, altrimenti sarebbero a 70 euro”, ha spiegato.
Secondo quanto riportato da Montel, un gennaio gelido potrebbe portare i prezzi tra 150 e 180 euro al megawattora, con conseguenze per tutti. “Se gennaio sarà mite, non ci saranno problemi. Se gennaio sarà come l’anno scorso, quando faceva molto freddo nel nord Europa, in Polonia, Lituania e nel nord della Germania, allora avremo dei problemi”, ha avvertito Noce.
STOCCAGGI UE AL 75%, IL LIVELLO PIÙ BASSO DAL 2011
I dati sugli stoccaggi confermano il quadro descritto da Noce. Secondo Gas Infrastructure Europe (Gie), l’Europa entra nella stagione del riscaldamento con le scorte di gas più basse per questo periodo dell’anno da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 2011. Gli stoccaggi Ue sono al 75%, contro circa l’83% di un anno fa. In Germania le scorte sono sotto il 62%, mentre in Italia arrivano quasi al 91%.
ITALIA, 300 MILIONI PER RIEMPIRE I DEPOSITI E TARVISIO RADDOPPIATA
Il livello italiano, però, ha avuto un costo. Secondo Noce l’Italia ha speso 300 milioni di euro per riempire gli stoccaggi, una cifra pagata dai consumatori con un sovrapprezzo sulle tariffe di stoccaggio. “Abbiamo speso 300 milioni di euro per riempire i depositi e ora stiamo pagando di più per il gas perché lo stanno comprando i tedeschi”, ha detto.
Quest’anno, inoltre, l’Italia ha raddoppiato a 40 milioni di metri cubi al giorno la capacità di esportazione dal punto di Tarvisio, dopo che Snam, il gestore della rete, ha completato i lavori. In caso di necessità, quindi, il gas stoccato a spese dei consumatori italiani potrebbe essere inviato in Germania.
PREZZO DEL GAS SOPRA I 100 EURO PER LA PRIMA VOLTA DA DICEMBRE 2022
Le tensioni si vedono già sul mercato. Mercoledì il prezzo di riferimento del gas in Europa ha superato i 100 euro al megawattora per la prima volta da dicembre 2022. Secondo la società di trading danese Mind Energy, il mercato deve fare i conti con più fattori insieme: le esportazioni limitate dal Medio Oriente, le interruzioni dei flussi dalla Norvegia, gli stoccaggi bassi, soprattutto in Germania, e ora anche le previsioni di un clima più freddo e con poco vento.
TETTO AL PREZZO DEL GAS A 58,9 EURO, DETTAGLI CON ARERA E BRUXELLES
Per contenere l’impatto dei rincari, l’Italia prepara una propria misura. Secondo Noce, il Paese avrà un tetto al prezzo del gas fissato a 58,9 euro al megawattora. I dettagli sono ancora in discussione con l’Autorità di regolazione Arera e con la Commissione europea. Con gli attuali prezzi dei contratti futures, ha spiegato, il tetto resterebbe in vigore per un numero ragionevole di mesi e ridurrebbe il Pun, il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica.

