Celebrazioni a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica e di quattro ministri. Nel 2026 il termoelettrico spinge i consumi (+11%) e il gas arriva a coprire oltre il 40% del fabbisogno elettrico mensile.
Snam ha celebrato oggi a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, gli 85 anni dalla nascita della Società Nazionale Metanodotti, fondata il 30 ottobre 1941, alla presenza del Presidente della Repubblica, dei ministri Andrea Abodi, Matteo Piantedosi, Gilberto Pichetto Fratin e Antonio Tajani e di numerosi rappresentanti di istituzioni e aziende.
L’anniversario cade in una fase di consumi in aumento: secondo i dati diffusi dalla società, nei primi nove mesi del 2026 la domanda italiana di gas è cresciuta di un ulteriore 2%, trainata dal termoelettrico (+11%), con il metano arrivato a coprire oltre il 40% del fabbisogno elettrico mensile. Gli stoccaggi sono pieni per oltre il 90% in vista dell’inverno. Dal palco l’amministratore delegato Agostino Scornajenchi ha indicato nell’integrazione tra fonti la risposta alle crisi geopolitiche: “Non esiste una sola tecnologia capace di rispondere a una sfida di questa dimensione. Servono tutte”.
TERMOELETTRICO A +11%, IL GAS COPRE OLTRE IL 40% DELLA DOMANDA ELETTRICA
Il dato sui consumi conferma, secondo Snam, una tendenza già osservata nel 2025. A sostenere la crescita del 2% registrata tra gennaio e settembre è soprattutto la generazione termoelettrica, salita dell’11% anche per compensare una minore produzione idroelettrica. All’orizzonte, sottolinea l’azienda, si affacciano poi nuovi grandi consumatori di energia come i data center, mentre aumenta la necessità di far convivere fonti programmabili e non programmabili.
Per rispondere a questa domanda, il sistema italiano può contare oggi, stando ai numeri forniti dalla società, su dieci punti di ingresso tra metanodotti e GNL, oltre 33 mila chilometri di rete, 13 siti di stoccaggio e cinque terminali di rigassificazione.
SCORNAJENCHI: “INTEGRARE SIGNIFICA NON DOVER SCEGLIERE TRA SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ”
È proprio la convivenza tra fonti diverse il cuore del messaggio lanciato dall’amministratore delegato. “In un mondo nel quale energia, geopolitica, industria e sicurezza sono sempre più interconnesse, non esiste una sola tecnologia capace di rispondere a una sfida di questa dimensione. Servono tutte. Integrare significa non dover scegliere tra sicurezza e sostenibilità, tra industria e ambiente, tra presente e futuro. Significa, invece, creare le condizioni perché queste diverse istanze possano avanzare insieme”, ha dichiarato Scornajenchi.
Una linea che Snam declina in termini di sistema: l’integrazione energetica, spiega la società, non è una competizione in cui una fonte deve sostituirne un’altra, ma un modello in cui vettori, tecnologie e infrastrutture diverse lavorano insieme per garantire affidabilità, resilienza ed efficienza. In questo quadro, ha aggiunto l’AD, “il gas continua a rappresentare l’ultima linea di difesa del sistema energetico, la risorsa che garantisce sicurezza e flessibilità quando le altre fonti non sono disponibili”.
“LA SICUREZZA ENERGETICA NON NASCE QUANDO ARRIVA L’EMERGENZA”
Dalla funzione del gas come riserva di sicurezza, l’amministratore delegato è passato alle lezioni delle crisi recenti. “Le crisi geopolitiche degli ultimi anni ci ricordano quotidianamente quanto tutto questo sia concreto, e ci consegnano una grande responsabilità. Non possiamo limitarci a essere pronti alla prossima crisi. Dobbiamo costruire in anticipo un sistema capace di prevenirne e assorbirne gli effetti”, ha detto. “La sicurezza energetica non nasce quando arriva l’emergenza. L’emergenza, semmai, ne saggia il livello. Si costruisce molti anni prima. C’è un sentimento, in questo senso, che attraversa tutti gli 85 anni della nostra storia. È un sentimento semplice, si chiama fiducia”.
RETE OLTRE 38 MILA CHILOMETRI E STOCCAGGI PIENI PER L’INVERNO
Quella costruzione anticipata si traduce, nei numeri del gruppo, in una presenza lungo tutta la filiera: trasporto, stoccaggio e rigassificazione. La rete gestita da Snam supera i 38 mila chilometri in Italia e all’estero. Gli investimenti più recenti, dai nuovi rigassificatori alla Linea Adriatica, dal progetto di cattura e stoccaggio della CO2 di Ravenna al consolidamento degli stoccaggi, puntano secondo l’azienda a rendere il sistema più sicuro e flessibile. Un patrimonio che, anche con il contributo delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale, sarà chiamato a un ruolo sempre più centrale per l’equilibrio energetico italiano ed europeo.
DA MATTEI E DE GASPERI AI METANODOTTI DEL BOOM ECONOMICO
Per spiegare il presente, Scornajenchi è tornato alle origini. “Nell’Italia che usciva dalla guerra e che si preparava a costruire le fondamenta della sua democrazia, Mattei e con lui Alcide De Gasperi che lo scelse compresero quanto la disponibilità sicura di energia fosse essenziale per la ricostruzione economica e per la stessa solidità del Paese, nonché per il suo ruolo nel novero delle Nazioni che contano”, ha ricordato. “Servivano metanodotti. Serviva una rete. Tutto ciò che, in altre parole, trasforma una risorsa naturale in un asset strategico”.
Enrico Mattei fu presidente di Snam ininterrottamente dal 1949 fino alla scomparsa nel 1962, quello che l’AD ha definito “il tragico epilogo di Bascapè”. Sotto la sua guida la società ideò, progettò e realizzò la progressiva metanizzazione del Paese: lo sviluppo dei giacimenti della Pianura Padana e i primi metanodotti contribuirono, ricostruisce Snam, a porre le basi del boom economico, mentre l’estensione della rete su scala nazionale fece del gas una leva per lo sviluppo del Mezzogiorno.
DA PANIGAGLIA AL TAP, LA DIVERSIFICAZIONE DELLE FORNITURE
Alla fase della costruzione della rete nazionale è seguita quella dell’apertura verso nuove fonti e rotte. Le tappe ricordate dall’azienda vanno dai primi grandi contratti internazionali con Libia, Unione Sovietica e Olanda al rigassificatore di Panigaglia, dal Transmed, il “gasdotto dei record”, fino al TAP e alle nuove navi rigassificatrici di Piombino e Ravenna. Un percorso che, secondo Snam, consente oggi all’Italia di affrontare da una posizione di maggiore solidità le crisi delle catene globali di fornitura.
In questa storia l’AD ha inserito anche il rapporto con Eni: “Ieri Snam ed Eni hanno contribuito insieme a costruire le infrastrutture dell’industrializzazione italiana. Oggi collaborano per disegnare le infrastrutture della sua nuova stagione energetica, sul fronte della sicurezza degli approvvigionamenti e sulle nuove frontiere”. Per la società, la sfida del 1941 era immaginare una rete che non esisteva, quella dei decenni successivi renderla abbastanza flessibile da cambiare rapidamente approvvigionamenti; quella di oggi è integrare fonti, tecnologie e infrastrutture, comprendendone prima le reciproche connessioni.
SOVRANITÀ ENERGETICA E “PATTO TRA GENERAZIONI”
Proprio l’orizzonte lungo delle infrastrutture è stato il filo conduttore della parte conclusiva dell’intervento. “L’energia è un patto tra generazioni: le scelte che compiamo oggi dispiegheranno il loro valore quando altri saranno chiamati a raccoglierne i frutti. Questa responsabilità è un patto fra chi non c’è più, chi c’è oggi e chi ancora non è nato”, ha affermato Scornajenchi. “Forse è questa la definizione più bella di infrastruttura: costruire oggi qualcosa che servirà a persone che ancora non conosciamo, nella consapevolezza che un Paese che può scegliere la propria energia è un Paese più libero di scegliere il proprio futuro. Perché la sovranità energetica non è il privilegio di chi ha le risorse, è la responsabilità di chi ha una strategia”.
In 85 anni, ha osservato l’AD, “è cambiato quasi tutto”, ma è rimasta immutata “la ragione profonda per cui Snam esiste: garantire al Paese l’energia di cui ha bisogno oggi e realizzare le infrastrutture di cui avrà bisogno domani”. Da qui il ringraziamento alle persone che si sono avvicendate nell’azienda: “Grazie, per averci lasciato un’eredità così straordinaria”. E la chiusura: “Ottantacinque anni dopo continuiamo a far sì che l’energia non sia mai un limite alla libertà dell’Italia, ma uno dei presupposti della sua forza”.
IL 9 NOVEMBRE LA MOSTRA ALLA SNAM ENERGY HOUSE DI MILANO
Le celebrazioni, che a Roma hanno ospitato tra l’altro il concerto della Banda della Polizia di Stato, proseguiranno il 9 novembre a Milano, nella sede della Snam Energy House, con l’inaugurazione di una mostra interattiva dedicata all’anniversario.

