Con l’entrata in funzione di nuova capacità, la sfida è capire se la domanda globale crescerà abbastanza rapidamente da garantire un elevato utilizzo dei terminal, rendendoli economicamente vantaggiosi
Dieci anni fa gli Stati Uniti stavano appena iniziando a uscire da uno scenario energetico che prevedeva una crescente dipendenza dal gas naturale importato. Per anni il timore predominante era che la produzione interna non riuscisse a tenere il passo con la domanda, rendendo il Paese sempre più dipendente dal GNL proveniente dall’estero. Questa previsione si è rivelata del tutto errata.
Come spiega Oilprice, la perforazione orizzontale e la fratturazione idraulica hanno reso accessibili enormi risorse di gas di scisto (shale gas); la produzione nazionale è aumentata vertiginosamente e gli impianti, originariamente progettati per ricevere GNL dall’estero, sono stati convertiti in terminali di esportazione.
L’EVOLUZIONE DEL BOOM DI GNL NEGLI STATI UNITI
La trasformazione è avvenuta rapidamente. Nel 2016 Cheniere Energy ha effettuato la prima spedizione su larga scala di GNL dagli Stati Uniti continentali (i cosiddetti “Lower 48”) partendo da Sabine Pass, e nel 2023 gli Stati Uniti erano già diventati il principale esportatore mondiale di GNL.
Nel 2025 le esportazioni statunitensi hanno raggiunto il livello record di 15,1 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcf/d) e, secondo le previsioni della U.S. Energy Information Administration (EIA), quest’anno si attesteranno su una media di 17,4 Bcf/d, per poi salire a 18,6 Bcf/d nel 2027. L’EIA stima inoltre che, entro il 2031, la capacità di esportazione di GNL degli Stati Uniti sarà quasi doppia rispetto ai livelli registrati alla fine del 2025.
Questa crescita rappresenta uno dei ribaltamenti più significativi nei moderni mercati energetici, ma modifica anche la natura dei rischi che il settore deve affrontare. Per gran parte dell’ultimo decennio, la questione centrale era se gli USA sarebbero stati in grado di costruire infrastrutture di esportazione sufficienti a valorizzare l’abbondante disponibilità di gas nazionale.
Con l’entrata in funzione di nuova capacità, la sfida principale ora diventa capire se la domanda globale crescerà abbastanza rapidamente da garantire un elevato utilizzo di questi terminal, rendendoli economicamente vantaggiosi.
PERCHÉ GLI STATI UNITI SONO DIVENTATI UNA POTENZA NEL SETTORE DEL GNL
Gli Stati Uniti dispongono di diversi vantaggi strutturali che hanno favorito la loro rapida ascesa nel mercato globale del GNL. Il più evidente è l’ampiezza delle risorse interne: la crescita della produzione nelle aree di Marcellus, Haynesville, nel bacino del Permiano e in altre regioni ricche di scisti (shale) ha garantito agli esportatori l’accesso a ingenti volumi di gas naturale a costi relativamente contenuti. Questo vantaggio in termini di risorse è stato rafforzato da un sistema industriale già esistente – composto da gasdotti, impianti di stoccaggio, porti, competenze ingegneristiche e accesso ai capitali – che ha reso la costa del Golfo del Messico il luogo ideale per lo sviluppo del GNL.
LA STRUTTURA COMMERCIALE DEL GNL AMERICANO
Anche la struttura commerciale del GNL statunitense si è rivelata un fattore chiave. Molti contratti di esportazione sono legati ai prezzi del gas naturale presso l’Henry Hub, anziché direttamente al prezzo del petrolio; inoltre, i contratti statunitensi offrono generalmente agli acquirenti una maggiore flessibilità nel reindirizzare i carichi rispetto ad alcuni accordi di fornitura di GNL più tradizionali.
Questa flessibilità è diventata particolarmente preziosa dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, quando l’Europa ha avuto improvvisamente bisogno di alternative al gas russo proveniente dai gasdotti. Secondo i dati dell’EIA sui flussi commerciali di GNL, nel 2022 l’Europa ha assorbito il 69% delle esportazioni statunitensi di GNL – in netto aumento rispetto al 34% del 2021 – e ha continuato a ricevere circa il 68% del GNL di origine statunitense per gran parte del 2025.
IL RUOLO DEL CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE
Il conflitto in Medio Oriente ha fornito un’ulteriore dimostrazione del valore di una fornitura flessibile. Le interruzioni nei flussi di GNL provenienti dal Golfo hanno causato una contrazione dei mercati globali proprio mentre entrava in funzione nuova capacità produttiva in Nord America.
Nel primo semestre 2026 le esportazioni statunitensi di GNL hanno raggiunto una media di 17,4 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcf/d), segnando un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gran parte di questa crescita è attribuibile a nuovi terminali e ampliamenti, che hanno consentito agli esportatori statunitensi di rispondere ai prezzi internazionali più elevati e alla carenza di forniture provenienti da altre aree.
Sebbene questi episodi abbiano rafforzato la rilevanza strategica del GNL statunitense, non devono essere interpretati come la prova che la domanda continuerà a crescere indefinitamente. I periodi di instabilità geopolitica possono generare una domanda eccezionale di carichi flessibili, ma non eliminano la necessità, in un’ottica di lungo periodo, che i nuovi impianti di liquefazione operino a tassi di utilizzo sufficientemente elevati da giustificare i miliardi di dollari investiti nella loro realizzazione.
IL BOOM DELL’OFFERTA È GLOBALE
L’espansione degli Stati Uniti non avviene in isolamento. Il Qatar sta attuando un importante incremento della produzione di GNL, il Canada ha fatto il suo ingresso nel mercato dell’esportazione su larga scala e altri progetti stanno avanzando in Africa, Australia e altrove. Il risultato è una consistente ondata di offerta a livello globale che, già prima dei recenti sconvolgimenti in Medio Oriente, era destinata a rimodellare i mercati del gas liquefatto.
Il Canada riveste un ruolo particolarmente rilevante per gli esportatori statunitensi, poiché la sua posizione geografica sulla costa del Pacifico gli conferisce un vantaggio nel servire gli acquirenti asiatici. Il progetto LNG Canada ha avviato le esportazioni da Kitimat, nella Columbia Britannica, e a settembre i partner hanno raggiunto la decisione finale di investimento per una seconda fase. La “Fase 2” di LNG Canada raddoppierà la capacità, portandola da 14 a 28 milioni di tonnellate metriche all’anno. Un carico che parte dalla Columbia Britannica può raggiungere i principali mercati asiatici in modo molto più diretto rispetto a uno proveniente dalla costa statunitense del Golfo del Messico; un vantaggio che diventa ancora più significativo quando i costi di spedizione sono elevati.
IL GNL DEL QATAR
Il Qatar gode a sua volta di vantaggi specifici, tra cui costi di produzione estremamente bassi e la vicinanza sia ai mercati asiatici che a quelli europei. Anche altri fornitori stanno cercando di conquistare una quota di quella stessa crescita della domanda che ha spinto gli sviluppatori statunitensi a proseguire con i nuovi impianti. Tale concorrenza non mette a rischio l’esistenza dell’industria statunitense del GNL, ma potrebbe avere un impatto notevole sulla sostenibilità economica dei progetti marginali che entreranno in funzione verso la fine del decennio.
Prima dell’attuale conflitto in Medio Oriente, si prevedeva che il rapido incremento della capacità di liquefazione avrebbe allentato la tensione sui mercati globali del GNL nella seconda metà di questo decennio. Il conflitto ha modificato le tempistiche, senza però eliminare del tutto l’ondata di offerta. I danni alle infrastrutture per il GNL nel Golfo e le interruzioni al traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz hanno, in una certa fase, sottratto quasi il 20% dell’offerta globale di GNL; l’Agenzia Internazionale dell’Energia stima ora che tali criticità ritarderanno di almeno due anni gli effetti distensivi sul mercato derivanti dalla nuova capacità di GNL.
Questa distinzione è fondamentale. Il mercato potrebbe rimanere più teso nel 2026 e nel 2027 rispetto a quanto previsto in precedenza dagli analisti, ma i progetti già in fase di costruzione in Nord America e in altre aree del mondo continuano a procedere verso il completamento. Alla fine, questi nuovi volumi competeranno per conquistare i clienti.
LA DOMANDA È FORTE, MA NON ILLIMITATA
L’Asia resta la fonte più importante per la crescita della domanda di GNL a lungo termine. Il consumo di elettricità continua ad aumentare rapidamente in molte economie emergenti e il gas naturale può svolgere diverse funzioni contemporaneamente: sostituire il carbone nella produzione di energia elettrica, sostenere lo sviluppo industriale e fornire una generazione flessibile man mano che una maggiore quantità di energia rinnovabile intermittente entra nella rete. Cina, India, Vietnam, Filippine e altri paesi potrebbero assorbire collettivamente volumi aggiuntivi considerevoli di GNL nel prossimo decennio.
LO SCENARIO DEL GAS LIQUEFATTO IN EUROPA
Anche l’Europa rimane importante, anche se il consumo totale di gas dovesse diminuire nel tempo. L’interruzione delle forniture tramite gasdotto dalla Russia ha cambiato radicalmente l’approccio della regione alla sicurezza energetica. I paesi europei hanno investito massicciamente nella capacità di importazione di GNL, hanno diversificato i propri fornitori e sono diventati più disposti a pagare per la flessibilità che i mercati globali del GNL possono offrire. Anche in un futuro in cui l’Europa consumasse complessivamente meno gas naturale, il GNL potrebbe conservare un valore considerevole come assicurazione contro interruzioni in altre parti del sistema energetico.
DOMANDA DI GNL E PREZZO
Il problema per gli esportatori è che la domanda di GNL può essere estremamente sensibile al prezzo. I paesi più ricchi potrebbero essere disposti a pagare prezzi più elevati durante una crisi, ma i Paesi in via di sviluppo spesso non possono.
Quando i prezzi del GNL subiscono un’impennata, gli acquirenti nei mercati più sensibili ai prezzi hanno storicamente ridotto gli acquisti, cambiato combustibile o ritardato la crescita della domanda. L’attuale crisi in Medio Oriente ha già prodotto parte di questa reazione, con l’AIE che segnala riduzioni della domanda e cambi di combustibile in diversi mercati importatori a seguito dell’aumento dei prezzi.
Anche il panorama competitivo sta cambiando: le energie rinnovabili continuano ad espandersi, l’accumulo a batteria sta diventando sempre più importante e l’energia nucleare sta ricevendo rinnovata attenzione in diversi Paesi.
I miglioramenti dell’efficienza, le nuove infrastrutture di trasmissione e le tecnologie di gestione della domanda possono anche ridurre la quantità di gas necessaria per la produzione di energia. Nessuno di questi sviluppi elimina il mercato del GNL, ma rendono difficile presumere che ogni terminal di esportazione proposto godrà di decenni di forte utilizzo semplicemente perché il consumo energetico globale continua a crescere.

