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A che punto è l’Italia sulla lotta al caro-bollette?

Bollette

Lo stato dell’arte italiana sulle bollette dopo gli interventi contro gli oneri di sistema e le polemiche dal mondo politico

Il mese di marzo ha portato via con sé nuovi ed evidenti effetti della crisi energetica sulle famiglie e le imprese italiane. Se è vero che tecnicamente l’Italia non è in guerra, è vero che e ripercussioni del conflitto e del tira e molla sul gas tra Mosca e Bruxelles stanno manifestandosi da tempo.

LE RISPOSTE DELL’ ARERA

Il governo italiano sta portando avanti una doppia strategia. Esterna, quella di spingere sul tetto ai prezzi del gas per mettere alle corde Putin e i suoi ricatti. Interna, quella di agire contro i rincari. Come scritto qui, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha “modificato una componente tariffaria che permette una compensazione dei costi di commercializzazione del gas. Una misura di riduzione, a vantaggio di tutti i clienti, che si applica alla fascia di consumi fino a 5 mila metri cubi /anno. L’intervento crea il contesto entro cui valorizzare i possibili effetti a sostegno dei clienti finali del monitoraggio dei contratti di importazione del gas naturale, che l’Autorità potrà ora svolgere in base a quanto previsto dal recente decreto-legge n.21/2022”.

LE BOLLETTE SONO ANCORA CARE?

E’ chiaro, però, che serve continuità. Serve spingere sulle manovre contro i costi ormai sempre più insopportabili per chi produce e chi consuma. “Nei prossimi mesi dovremo continuare a sostenere l’economia italiana con nuovi aiuti. L’eccezionalità della situazione impone l’utilizzo di un sistema di sostegni efficiente e che sia in grado di non sprecare neppure un euro” ha detto sabato Davide Crippa, capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera.

E sempre dai grillini, al nostro giornale, il relatore al Dl Energia Antonio Federico ha espresso di accelerazione e diversificazione energetica. Serve “ridare slancio al Superbonus 110%” soprattutto davanti “a una crisi energetica durissima” com’è quella che stiamo vivendo e “concentrare l’attenzione sulla costruzione di una filiera italiana dell’automotive sostenibile”. Domani inizierà l’esame degli emendamenti, prima in commissione e poi dall’11 aprile in Aula, “confidiamo che si possa terminare entro Pasqua” ci aveva confessato.

GLI ALTRI EFFETTI DEL CARO BOLLETTE: GLI EXTRA-PROFITTI

La situazione, dunque, è in divenire e va monitorata. Anche oggi, sulla Stampa, il ministro all’Agricoltura in quota 5 Stelle Stefano Patuanelli ha posto l’accento sulla necessità di tassare ancora gli extra-profitti. “Nel decreto Energia da 4,4 miliardi di euro, approvato dal governo per contenere l’impatto economico della guerra in Ucraina, è prevista una tassa del 10 per cento sui cosiddetti “extraprofitti” riportati negli ultimi sei mesi dalle società energetiche” abbiamo ricordato qui.

I CONTRATTI

Ma ci sono altre questioni. Come analizza Milena Gabanelli nel suo Dataroom di questo lunedì sul Corsera, “tutti conosciamo il nome del fornitore a cui stiamo pagando l’elettricità e il gas, quasi mai invece che tipo di contratto abbiamo stipulato”. A questo si può (e si dovrebbe) porre rimedio informandosi meglio, anzitutto. Nella scelta tra contratto in regime di tutela (alias Arera, ndr) e libero mercato, le famiglie hanno bisogno di un riorientamento. “Ormai oltre il 50% è passato al libero mercato” annota Gabanelli. Da inizio ’23, salvo ripensamenti, vigerà solo questo regime per il gas e poi tra due anni anche per l’elettricità. E intanto i call center sono più che mai smaniosi di farsi sentire.

In ogni caso, le nuove risposte della politica dovranno vedersi già nelle prossime settimane con le discussioni in commissione e Aula. Ad aspettarle, siamo tutti noi.

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