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Cosa elettrizza il futuro di A2a

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Tutte le mosse di A2a per conquistare il Veneto ed aumentare i clienti

Conti da record e piani ambiziosi che potrebbero cambiare definitivamente il futuro di A2a. La società di energia, che ha nei Comuni di Milano e Brescia i principali azionisti con il 25% a testa, e che fornisce i propri servizi in tutta la Lombarda (ad eccezione di Mantova) punta sul Veneto e su Sorgenia. Andiamo per gradi.

I NUMERI DI A2A

Partiamo dai numeri, importanti. Nel 2018, il margine operativo lordo è cresciuto del 3%, l’utile netto è pari a 344 milioni di euro, con un più 17% e la posizione finanziaria netta rimane invariata rispetto al 2017.

A2A E LA PROPOSTA PER SORGENIA

L’azienda ha presentato un offerta non vincolante assieme a Eph per acquisire Sorgenia, uno dei principali operatori del mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, attualmente controllata dalle principali banche italiane.

“Nel giro di un mese Sorgenia indicherà chi sarà ammesso alla fase vincolante. Le banche vogliono valutare l’interesse del mercato anche se non so se abbiano intenzione di vendere tutto”, ha affermato l’amministratore Luca Camerano.

ALLA CONQUISTA DEL VENETO

Nel futuro di A2a c’è anche il Veneto (almeno, nei piani della multiutility). La società ha presentato un’offerta congiunta non vincolante con Agsm Verona e Aim Vicenza e la prossima settimana si saprà se l’offerta è ammessa alla fase “finale” del processo di vendita degli asset.

Nella cordata, A2a è disponibile a dare un contributo” in qualità di “partner industriale”, mettendo “a disposizione competenze ed asset” per “far crescere le aziende”, ha detto Valotti.