Il Ministro dell’Ambiente illustra il successo delle aste MACSE e la rivoluzione del permitting digitale per le batterie al Sewnato. Necessario un massiccio stoccaggio per evitare il rischio di overgeneration e garantire la stabilità della rete nazionale. Su Fer 2 tavolo a giorni per sciogliere nodi su geotermia e eolico offshore
L’integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico nazionale non è più solo una questione di installazione di pannelli e pale eoliche, ma una sfida di gestione dei flussi e di flessibilità infrastrutturale. È la fotografia scattata dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante l’audizione davanti alla 8ª Commissione del Senato. Il titolare del Dicastero ha delineato il ruolo cruciale dei sistemi di stoccaggio nel quadro del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), evidenziando come l’efficacia della transizione energetica italiana dipenda direttamente dalla capacità del Paese di accumulare l’energia prodotta e di renderla disponibile nei momenti di maggiore necessità.
IL PNIEC E LA SFIDA DELLA NATURA NON PROGRAMMABILE DELLE RINNOVABILI
Il ministro ha ricordato che il PNIEC individua obiettivi di decarbonizzazione estremamente ambiziosi, aggiornati nel 2024 per allinearsi ai target europei del Fit for 55 e del programma REPowerEU. L’Italia è chiamata a raggiungere una copertura dei consumi energetici totali tramite fonti rinnovabili (FER) del 39%, con una punta del 63% per quanto riguarda la sola domanda elettrica. Per centrare questo traguardo, è prevista l’installazione di circa 70-80 GW di nuova capacità, composta prevalentemente da impianti eolici e fotovoltaici. Questa crescita massiccia pone tuttavia una criticità strutturale legata all’intermittenza della produzione. Il Ministro ha avvertito che, senza un’adeguata capacità di accumulo, esiste un rischio concreto di non poter gestire la produzione in eccesso nelle ore di picco, fenomeno noto come overgeneration, che colpisce in particolare le aree meridionali e insulari. “In assenza di tali sistemi, vi è un elevato rischio di non poter dispacciare completamente la crescente produzione da fonti rinnovabili”, ha sottolineato Pichetto Fratin, ribadendo che ciò comprometterebbe l’intero impianto dei target nazionali.
STATO DELL’ARTE E OBIETTIVI DI CAPACITÀ AL 2030
Sulla base dei dati aggiornati al 31 dicembre 2025 forniti da Terna, Pichetto ha ricordato che la potenza complessiva di accumulo installata in Italia ha raggiunto i 14,4 GW. “Questa dotazione è composta per 7 GW da sistemi di pompaggio idroelettrico (puri e misti) e per i restanti 7,4 GW da impianti BESS” (Battery Energy Storage Systems), siano essi stand-alone o integrati in impianti rinnovabili. Tuttavia, la strada è ancora lunga: l’obiettivo fissato per il 2030 è lo sviluppo di ulteriori 50 GWh (corrispondenti a circa 6-8 GW) di nuova capacità utility scale. Guardando alla domanda complessiva di stoccaggio del sistema elettrico, gli scenari Terna 2024 stimano un fabbisogno totale di 122 GWh entro la fine del decennio, con una concentrazione necessaria nel Sud Italia e nelle Isole. Questi sistemi offrono vantaggi tecnici multisettoriali: permettono di accumulare l’energia fotovoltaica nelle ore centrali del giorno per poi rilasciarla durante il calo serale, gestiscono le congestioni di rete, regolano frequenza e tensione e mitigano l’impatto di eventi critici sulla rete, garantendo l’adeguatezza complessiva del sistema.
IL MECCANISMO MACSE E GLI STRUMENTI DI MERCATO
Per stimolare gli investimenti necessari, il Ministero ha introdotto dal 2021 meccanismi concorrenziali specifici. Se il Capacity Market nasce per garantire l’adeguatezza della rete soprattutto nel Nord e Centro-Nord, il MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico) è lo strumento mirato esclusivamente agli accumuli, con un focus particolare sulle Isole e sul Mezzogiorno. Il MACSE, considerato compatibile con le norme europee sugli aiuti di Stato dal dicembre 2023, si basa su aste periodiche gestite da Terna. Il sistema prevede che il gestore di rete analizzi ogni due anni le tecnologie mature (attualmente batterie agli ioni di litio e pompaggi), definisca i requisiti prestazionali come rendimento e vita utile, e bandisca gare per contratti pluriennali. La capacità contrattualizzata viene poi utilizzata nei mercati a pronti attraverso contratti di “time shifting” , permettendo agli operatori di comprare energia quando l’offerta è abbondante e rivenderla durante i picchi di domanda.
IL SUCCESSO DELLE ASTE E LA RIVOLUZIONE DEL PERMITTING DIGITALE
Emerge dalla relazione del ministro un bilancio estremamente positivo della prima asta svoltasi nel settembre 2025 per l’approvvigionamento di 10 GWh di capacità tramite batterie al litio, con contratti quindicennali a partire dal 2028. La partecipazione è stata straordinaria, pari a circa quattro volte il volume offerto, innescando una forte concorrenza che ha abbassato il premio marginale ben al di sotto del tetto fissato dall’ARERA (tra 14.300 e 18.800 €/MWh contro un limite di 37.000 €/MWh). Parallelamente, il Ministero ha dovuto gestire un’esplosione di richieste autorizzative. Dal 2 dicembre 2024 è operativo il portale “Permitting BESS”, che ha digitalizzato l’intero iter per l’Autorizzazione Unica. Ad oggi, il MASE ha rilasciato 132 decreti per una potenza totale di 11,2 GW, con un picco di 69 autorizzazioni nel solo 2025. Attualmente sono in istruttoria ben 451 procedimenti per ulteriori 66 GW, di cui 379 già caricati sul nuovo portale digitale.
ORIZZONTE 2050 E AUTONOMIA INDUSTRIALE: 200 GWH AL 2050
Le proiezioni a lungo termine richiedono un impegno ancora più serrato: entro il 2040 il fabbisogno di accumulo salirà a 135 GWh, per toccare i 200 GWh nel 2050. Questa scalabilità sarà necessaria non solo per la penetrazione delle rinnovabili, ma anche per supportare un eventuale ritorno dell’energia nucleare, che richiederebbe comunque flessibilità nella modulazione dei flussi. In chiusura del suo intervento, il Ministro Pichetto Fratin ha ribadito la necessità di investire nei BESS come asset strategico nazionale, potenziando le filiere industriali italiane ed europee rispetto alla dipendenza da fornitori extra-UE, garantendo la neutralità tecnologica e continuando a snellire i processi autorizzativi per mantenere il Paese su una traiettoria di sviluppo credibile e sicura.
FER 2, PICHETTO: A GIORNI TAVOLO SULLA GEOTERMIA PER VERIFICARE CORREZIONI, ANCHE SU EOLICO OFFSHORE
“Il Fer 2 è rimasto bloccato sulla geotermia innovativa e l’eolico offshore. Partirà un tavolo della geotermia a giorni per vedere se riusciamo senza modifiche del Fer 2, a dargli il via. È interesse del ministero e di tutti. Credo che sull’eolico offshore, dove ci sarà comunque un giro di consultazioni anche con i proponenti, si debba fare qualche correzione e naturalmente passare per la Commissione europea. Non voglio puntare il dito ma 185 euro al MWh per 25 anni di premio senza distinguere il flottante da quello palificato oggi non sta più in piedi, perché il palificato costa molto meno e qui c’è tutta una valutazione da fare” ha detto il ministro rispondendo a una domanda nel corso dell’audizione.

