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Acea

Acea diventa water company e macina record. Il piano di Palermo

Ebitda a 1,42 miliardi e utile in crescita del 45%. Dopo tre anni di riorganizzazione tra acquisizioni e dismissioni, il business idrico diventa il cuore del gruppo e pesa per il 65% della redditività. L’ad Palermo spiega la sua strategia

Acea chiude il terzo bilancio dell’era Palermo con numeri record e un’identità industriale cambiata. La storica multiutility oggi è un operatore focalizzato su acqua, reti e ambiente. Tutte le trasformazioni, partono da una scelta strategica: capire cosa puntare, spiega Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea, nell’intervista rilasciata a il Corriere della Sera. Un principio che, a giudicare dai risultati, sembra aver trovato conferma nei conti della multiutility romana. Intanto, prosegue la trasformazione da multiutility a gruppo focalizzato sul business dell’acqua, che ha raggiunto il 65% dell’Ebitda di Acea. Intanto, Palermo sottolinea che si è quasi conclusa l’aggiudicazione della commessa per il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera e appena possibile partiranno i lavori.

LA TRASFORMAZIONE DI ACEA

Acea ha chiuso il terzo bilancio sotto la guida di Palermo con risultati ai massimi storici. L’Ebitda ha raggiunto 1,42 miliardi di euro, l’utile netto 481 milioni (+45%) e 1,20 di euro di dividendo per azione (+26%). Numeri che segnano il completamento di un percorso di trasformazione strategica avviato tre anni fa. Il cambiamento più significativo riguarda il posizionamento industriale: da multiutility a operatore infrastrutturale focalizzato su acqua, reti e ambiente. Il gruppo ha avviato una riorganizzazione che ha comportato sia acquisizioni mirate sia la cessione di asset considerati non strategici. Tra queste operazioni rientrano il rafforzamento nel settore idrico attraverso nuove concessioni e acquisizioni – come quella di Aquanexa – e la cessione di attività come la rete elettrica di alta tensione e l’accordo per la vendita di Acea Energia a Eni Plenitude.

ACEA DIVENTA WATER COMPANY

Il risultato è che oggi il business dell’acqua rappresenta il 65% dell’Ebitda del gruppo. Acea è diventata così il primo operatore idrico in Italia e il secondo in Europa, con oltre 11 milioni di cittadini serviti e circa 90 mila chilometri di rete.

“Ho sempre creduto che le aziende siano più efficaci se si concentrano sulle attività distintive”, ha spiegato Palermo al Corriere della Sera. Una strategia che è risultata vincente anche nei mercati finanziari: dal 2023 il titolo Acea ha più che raddoppiato il proprio valore, accompagnato da una crescita del dividendo superiore alle previsioni del piano industriale.

LA STRATEGIA DI PALERMO

Il modello applicato oggi da Palermo in Acea poggia su tre pilastri: persone, sistemi e processi. Investire nelle competenze, favorire il ricambio generazionale e responsabilizzare il management sono, secondo il manager, elementi chiave per accompagnare la trasformazione industriale. A questo si affiancano la semplificazione dei processi, la digitalizzazione e strumenti decisionali avanzati per migliorare gestione del rischio ed efficienza operativa.

“La creazione di valore parte sempre dal capitale umano”, ha sottolineato Palermo nell’intervista rilasciata a il Corriere della Sera.

LA SFIDA GLOBALE DELL’ACQUA

Il rafforzamento di Acea nel settore idrico si inserisce in un contesto globale sempre più pressante. Durante il World Economic Forum Annual Meeting, Palermo ha richiamato l’attenzione sul crescente fabbisogno mondiale di infrastrutture per l’acqua. Nel corso del vertice, il gruppo ha presentato uno studio che stima un gap globale di circa 6.500 miliardi di euro negli investimenti necessari per le infrastrutture idriche.

Colmare questo divario potrebbe generare oltre 8.400 miliardi di euro di Pil globale e più di 200 milioni di posti di lavoro, secondo Palermo.

IL PIANO MATTEI

Palermo ha sottolineato che Acea ha recentemente ottenuto la prima commessa in Africa, in linea con le iniziative del Piano Mattei. Il progetto riguarda la realizzazione dello studio di fattibilità per un nuovo sistema di approvvigionamento idrico a Brazzaville, nella Repubblica del Congo. Un’opera che potrebbe garantire acqua potabile a circa 1,6 milioni di persone.

Il continente africano presenta infatti un gap infrastrutturale stimato in circa 800 miliardi di euro, e l’acqua rappresenta un’infrastruttura abilitante per lo sviluppo economico e sociale. Acea sta già lavorando su iniziative anche in Tunisia, Angola, Mozambico, Mauritania, Marocco e Kenya.

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