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Acque reflue, la Commissione Ue bacchetta l’Italia

Gli investimenti nel settore idrico sono passati dai 5 miliardi del biennio 2016-2017 ai 7 miliardi del 2018-2019 e quelli della depurazione sono cresciuti da 1,3 a 1,9 miliardi

Arriva il parere motivato dell’Ue nei confronti dell’Italia per acque reflue e fogne 

La Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato perché 237 centri urbani (o parte di essi) con oltre 2.000 abitanti non dispongono di adeguati sistemi di raccolta e trattamento delle acque di scarico urbane. Le regioni interessate da quella che è definita la seconda fase della procedura di infrazione (avviata più di un anno fa) sono 13: Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana.

Sul capitolo acque reflue, l’Italia sta subendo anche altre tre procedure di infrazione. La Corte Ue ha già condannato il nostro Paese a pagare una multa di 25 milioni di euro, più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma di oltre settanta centri urbani o aree sprovvisti di reti fognarie e adeguati depuratori.