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Aiuti di Stato: Via libera Bruxelles a compensazione per costi quote CO2 a imprese energivore italiane

Unione Europea

La Commissione europea ha ritenuto che la misura sia in linea con i requisiti degli orientamenti applicabili.

La Commissione europea ha approvato, in base alle norme UE sugli aiuti di Stato, i piani italiani per compensare parzialmente le imprese ad alta intensità energetica per i prezzi dell’elettricità più elevati derivanti dai costi indiretti delle emissioni nell’ambito del sistema Ue di scambio delle quote di emissione (Ets). Il regime coprirà i costi indiretti delle emissioni sostenuti nel periodo 2020-2030, con un budget provvisorio di circa 1,49 miliardi di euro.

LA MISURA A BENEFICIO IMPRESE ITALIANE ESPOSTE A CONCORRENZA

La misura andrà a beneficio delle imprese attive in Italia in settori che devono sostenere costi significativi per l’elettricità e che sono particolarmente esposti alla concorrenza internazionale. La compensazione sarà concessa attraverso un rimborso parziale dei costi indiretti Ets alle imprese ammissibili.

LE VALUTAZIONI DI BRUXELLES

La Commissione Ue ha valutato la misura alla luce dei suoi orientamenti su taluni aiuti di Stato nel contesto del sistema di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra. In particolare, la valutazione è stata effettuata in base agli orientamenti post-2012 per gli aiuti che compensano i costi sostenuti nel 2020 e in base agli orientamenti post-2021 per gli aiuti che compensano i costi sostenuti nel periodo 2021-2030.

L’applicabilità degli orientamenti Ets post-2012 per gli aiuti a copertura dei costi sostenuti nel 2020 deriva dalle caratteristiche specifiche del sistema di compensazione dei costi Ets indiretti, in base al quale gli aiuti possono essere richiesti e versati ex post nell’anno successivo a quello in cui si sono verificati i costi.

La Commissione europea ha ritenuto che la misura sia in linea con i requisiti degli orientamenti applicabili. In particolare, il regime contribuirà ad evitare un aumento delle emissioni globali di gas a effetto serra dovuto alla delocalizzazione delle imprese in paesi al di fuori dell’Ue con una regolamentazione ambientale meno rigorosa. Inoltre, la Commissione ha concluso che l’aiuto concesso è limitato al minimo necessario.

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