Secondo l’ad di RSE, “per alleviare gli effetti di questa crisi nel breve periodo, le politiche energetiche hanno a disposizione determinati strumenti, quali ad esempio il rilascio delle riserve strategiche di petrolio e l’apertura di nuovi canali di approvvigionamento di gas naturale”
Tra sviluppo delle energie rinnovabili, evoluzione delle reti e ritorno del nucleare, l’Italia ha diverse strade da percorrere per contrastare la crisi energetica in atto ormai da diversi anni. Su questi e altri temi, la rivista “Il Pianeta Terra” ha intervistato l’amministratore delegato di RSE, Franco Cotana.
L’Europa e l’Italia vivono una grave crisi energetica. Uno sviluppo accelerato delle energie rinnovabili rappresenta la strada migliore per uscire da questa situazione?
La crisi energetica attuale è dovuta a uno shock dell’offerta di idrocarburi, generato da fattori geopolitici contingenti. Questo shock energetico – a soli quattro anni da quello precedente dovuto alla guerra in Ucraina – ci ricorda per l’ennesima volta quanto sia vulnerabile un sistema energetico basato sugli idrocarburi.
Per alleviare gli effetti di questa crisi nel breve periodo, le politiche energetiche hanno a disposizione determinati strumenti, quali ad esempio il rilascio delle riserve strategiche di petrolio e l’apertura di nuovi canali di approvvigionamento di gas naturale. Questi strumenti, ovviamente, non hanno effetti diretti e immediati sulla composizione del mix energetico, nel senso di ridurre la percentuale di idrocarburi sul mix di energia primaria.
Tuttavia, nel medio e lungo periodo un’accelerazione della diffusione delle fonti di energia rinnovabile (per la generazione di elettricità, la produzione di calore e i biocombustibili per i trasporti) rappresenta un pilastro fondamentale per mettere maggiormente in sicurezza il sistema nei confronti di futuri shock energetici. La crisi attuale dovrebbe pertanto servire all’Italia a dare ulteriore impulso alla diffusione delle fonti rinnovabili.
Nell’immediato, questo significa innanzitutto riportare la traiettoria della crescita nella produzione da rinnovabili su un percorso allineato con gli obiettivi del PNIEC al 2030, che permetterebbe di ridurre il ruolo preponderante della generazione da gas naturale nella fissazione dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità.
Come può RSE supportare le scelte strategiche attraverso la sua consolidata competenza tecnologica?
Grazie alla sua consolidata competenza tecnologica e di supporto tecnico-scientifico alle istituzioni nazionali e regionali, RSE può supportare le scelte strategiche del Governo e delle industrie nel settore energetico attraverso analisi indipendenti basate su evidenze scientifiche e sperimentali.
In qualità di società di ricerca pubblica, RSE affianca le istituzioni e le industrie nazionali con lo sviluppo di scenari energetici di medio e lungo periodo, la produzione di strumenti analitici quali l’Atlante Eolico, la valutazione dell’impatto di politiche e misure regolatorie e la pianificazione del sistema elettrico in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione e sicurezza energetica.
L’approccio integrato di RSE combina modellistica avanzata, attività di laboratorio, progetti pilota e analisi costi-benefici, coprendo l’intero spettro delle tecnologie di generazione, reti, accumuli, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Questa capacità consente di ridurre l’incertezza delle decisioni pubbliche, anticipare criticità tecnologiche e regolatorie e orientare l’innovazione verso soluzioni compatibili con l’interesse pubblico. Un esempio concreto e recente è il programma Mission Innovation 2.0, per il quale il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha affidato a RSE il ruolo di advisor scientifico.
Si parla molto di sviluppo del nucleare, ma come potrebbe contribuire questa risorsa, attualmente non esistente in Italia in termini di impianti, in uno scenario emergenziale e urgente come quello che stiamo vivendo?
Sebbene, per ovvie ragioni di tempistica, il nucleare non potrebbe alleviare gli effetti della crisi attuale in Italia (a meno che non duri anni), questa fonte rappresenta un’assicurazione importante per mitigare gli effetti di possibili crisi future.
L’introduzione di nuove tecnologie nucleari innovative e sostenibili nel mix energetico italiano avrebbe un effetto positivo sia sulla sicurezza energetica sia sull’obiettivo di decarbonizzazione. Gli scenari elaborati da RSE nel contesto della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile delineano un percorso di introduzione graduale di tecnologie nucleari innovative e sostenibili (a cominciare dagli Small Modular Reactor) a partire dal 2035.
In questo scenario, la capacità nucleare complessiva al 2050 in Italia è di 8 GW (di cui 0,4 GW da fusione), ma il potenziale tecnico-economico è comunque significativamente superiore e stimato pari a 16 GW. Questo percorso, definito dal modello TIMES-RSE, ampiamente validato dalla comunità scientifica internazionale, oltre a implicare maggiore sicurezza e stabilità del sistema elettrico, permetterebbe sia di ridurre i costi della decarbonizzazione del nostro sistema energetico di circa 17 miliardi di euro, sia di contribuire in modo rilevante alla sicurezza economica del Paese sostenendo un’industria domestica ad altissimo valore aggiunto economico e tecnologico.
Nel frattempo, anche le reti dovrebbero evolversi di pari passo con la capacità di generazione. Quali attività conducete in questo ambito e quali sono i maggiori ritardi che sconta l’Italia?
Incrementare ulteriormente il ricorso a fonti di energia rinnovabili e non programmabili, conservando le proprietà di sicurezza, qualità d’esercizio e adeguatezza dell’infrastruttura di rete esistente, richiede lo studio e la valutazione dell’adozione di diverse soluzioni innovative, coprendo tutti gli aspetti collegati all’esercizio di un sistema energetico.
RSE, grazie all’impegno nei progetti di Ricerca di Sistema, sviluppa studi, metodologie, modelli, algoritmi, software e prototipi che possono essere validati attraverso simulazioni e/o sperimentazioni presso i propri laboratori. Gli algoritmi sviluppati consentono di ottimizzare l’uso della flessibilità, introdurre la digitalizzazione end-to-end e sfruttare soluzioni basate su reti in corrente continua (AC/DC) per incrementare la capacità di trasporto e la sicurezza del sistema elettrico.
Un altro pilastro fondamentale è la resilienza alle condizioni estreme e ai cambiamenti climatici. Con la metodologia “Resilienza 2.0”, approvata da ARERA, RSE valuta la vulnerabilità della rete rispetto a eventi come gelo, vento e minacce idrogeologiche, proponendo misure di mitigazione concrete.
L’innovazione tecnologica è pronta: i possibili ostacoli sono oggi di natura autorizzativa e regolatoria. Al fine di superarli, RSE partecipa alle attività della normativa tecnica nazionale (CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano) e internazionale (IEC – International Electrotechnical Commission), alle attività in ambito pre-normativo CIGRE e di cooperazione europea e internazionale, ricoprendo ruoli di rilievo nel SET Plan, nei Technology Collaboration Programme della IEA e nell’iniziativa Green Powered Future Mission (GPFM).
Avete da poco realizzato un convegno con ANEV sull’energia eolica. Quali sono le principali attività che portate avanti in questo settore?
RSE svolge un insieme articolato di attività a supporto dello sviluppo tecnologico e dell’utilizzo sostenibile dell’energia eolica. In particolare, RSE opera nella valutazione del potenziale eolico attraverso analisi meteorologiche, modellistica avanzata e l’utilizzo integrato di dati satellitari e territoriali, inclusi strumenti GIS.
Con il progetto Aeolian, RSE ha sviluppato l’Atlante Eolico nazionale, che fornisce una mappatura ad alta risoluzione delle risorse eoliche sul territorio italiano. L’Atlante, affermatosi come strumento di riferimento per la pianificazione energetica, combina serie storiche di dati anemometrici e modellazione numerica, consentendo valutazioni omogenee e aggiornabili del potenziale eolico onshore e offshore, utili a supportare decisioni strategiche, processi autorizzativi e analisi di compatibilità territoriale e ambientale.
Partendo da questo patrimonio informativo, RSE conduce ulteriori studi a supporto dello sviluppo dell’eolico, dalla valutazione del rischio di siccità energetica (periodi prolungati di carenza di risorsa eolica e solare), alla stima LCA dell’eolico italiano (onshore e offshore) e alla definizione di modelli tecnico-economici per l’analisi di sistemi ibridi offshore che integrano eolico, fotovoltaico galleggiante e tecnologie di accumulo.
Nello sviluppo di queste attività, RSE cerca di considerare costantemente i punti di vista dei diversi stakeholder. Proprio in quest’ottica è stato organizzato congiuntamente con ANEV un workshop che ha permesso di illustrare ai membri dell’associazione le principali attività di ricerca di RSE sull’eolico e ha rappresentato l’inizio di un confronto con ANEV e con i suoi associati per raccogliere commenti e osservazioni al fine di orientare al meglio le attività di ricerca.


