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Auto, il report Anfia sull’industria mondiale 2010-2019

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Vendite, emissioni e auto elettriche nel report realizzata dall’Area Studi e Statistiche di ANFIA, che riporta in sintesi i risultati dell’industria autoveicolistica mondiale nell’ultimo decennio.

Dopo la crisi globale finanziaria ed economica del 2008-2009, la produzione globale di autoveicoli inizia nel 2010 la fase di recupero, con volumi in continua crescita fino al 2017, quando consegue un nuovo record produttivo a 98 milioni di autoveicoli prodotti. Nel 2018 e nel 2019 la produzione di autoveicoli è in calo rispettivamente dell’1% e del 5,2%. Nel 2020, le perdite di produzione dovute alla pandemia di Covid-19 hanno riguardato, da gennaio a settembre, oltre 4 milioni di autoveicoli leggeri fino a 6 tonnellate in UE, quasi 3,5 milioni di autoveicoli (inclusi i veicoli industriali pesanti) in USA e 1,21 milioni in Cina, primo paese colpito dalla crisi sanitaria, la cui ripresa è iniziata ad aprile, contenendo le perdite da inizio anno a -6,6%. È quanto emerge la nuova pubblicazione L’industria autoveicolistica mondiale 2010-2019, realizzata dall’Area Studi e Statistiche di ANFIA, che riporta in sintesi i risultati dell’industria autoveicolistica mondiale nell’ultimo decennio.

LE EMISSIONI

Le emissioni globali di gas a effetto serra (GHG) sono aumentate dell’1,5% all’anno, nell’ultimo decennio, con solo un lieve rallentamento dal 2014 al 2016. Nel 2018, la crescita delle emissioni globali di gas a effetto serra è ripresa a un tasso del 2,0% all’anno, raggiungendo 51,8 gigatonnellate di CO2 equivalente (GtCO2 eq). Le emissioni di gas a effetto serra nel 2018 sono state del 57% circa superiori rispetto al 1990 e del 43% rispetto al 2000. I cinque maggiori paesi emittenti e l’Unione europea, insieme, rappresentavano il 62% a livello globale. Nel 2018 si è registrato un reale aumento delle emissioni in quattro di questi paesi: in Cina (+1,9%), India (+5,5%), Stati Uniti (+ 2,7%) e Federazione Russa (+5,1%), mentre le emissioni sono diminuite nell’Unione Europea (-1,5%) e in Giappone (-1,2%). Nel 2018, la Cina ha contribuito per il 26% alle emissioni globali di gas serra (e per circa il 30% alle emissioni globali di CO2), seguita da USA per il 13%, UE 9%, India 7%, Russia 4,8% e Giappone 2,7%. Il trasporto stradale produce emissioni di GHG per l’11,9% del totale (dato 2016, Climate Watch).

AUTO ELETTRICHE

Per anni le Case automobilistiche cinesi sono state in grado di prosperare con generosi sussidi governativi, grazie agli sforzi del Governo cinese per ridurre le emissioni di carbonio e l’inquinamento, ma dopo l’annuncio delle Autorità di ridurre di circa il 50% i sussidi nazionali per i NEV (new energy vehicles), le vendite sono crollate nell’ultima parte dell’anno. Il taglio del sussidio ha prodotto un impatto negativo sui produttori di NEV e ha danneggiato la redditività del settore. Per sostenere i consumi interni, colpiti dall’epidemia di coronavirus, il Governo cinese ha prolungato gli incentivi statali per l’acquisto di veicoli elettrici ricaricabili e a idrogeno (per un importo non superiore a 39mila euro) fino alla fine del 2022. Nei primi 9 mesi del 2020 in UE28/EFTA sono state immatricolate 769mila nuove autovetture BEV+PHEV+FC (+49%), superando i volumi della domanda in Cina, 734.000 (-18%). In un momento come questo, l’accelerazione del mercato elettrico europeo ha superato le aspettative. La Cina sta cercando di diventare il primo mercato al mondo di veicoli elettrici, con l’obiettivo di espandere anche all’estero i veicoli elettrici di produzione cinese. L’industria cinese è in grado di controllare tutta la catena di fornitura a partire dalle materie prime, un vantaggio determinante per sfidare i concorrenti.

L’UE è impegnata a sostenere le iniziative per intercettare parte della catena del valore della fornitura e recuperare anche il ritardo sull’idrogeno, espandendo la catena del valore dalla produzione al trasporto, allo stoccaggio e al consumo.

Nel 2019 in UE/EFTA/UK il mercato di auto ricaricabili registra una crescita del 45,5% sul 2018, grazie ad oltre 564mila nuove registrazioni. Gli USA, con circa 332mila light vehicles ECV venduti, registrano una lieve flessione dello 0,4% sul 2018. Infine la Cina, il primo mercato di veicoli elettrici nel mondo, con 1.206.000 NEV venduti, risulta in flessione del 4%. Nel 2020 la crisi del mercato europeo delle autovetture determina una riduzione delle vendite del 30%, ma il comparto delle auto ricaricabili, sostenuto dagli incentivi, va in controtendenza e nei primi 9 mesi 2020 raddoppia i volumi a 769mila nuove registrazioni (+103% su gennaio-settemrbe 2019), diventando il primo mercato del mondo, davanti alla Cina che si ferma a 734mila nuove registrazioni, in calo del 18%. Anche il mercato USA dei light vehicles ricaricabili rallenta del 20% e si ferma a 198mila unità.

(QUI IL RAPPORTO COMPLETO)