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BASF a Roma: il ruolo della chimica nella sfida del packaging sostenibile e del regolamento PPWR

L’industria chimica chiede neutralità tecnologica e regole chiare sulle certificazioni per proteggere il Made in Italy in vista delle scadenze europee del 2026.

Ieri sera a Roma, nella cornice della Sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo, si è tenuto il primo appuntamento dell’anno de “Il Domani Chiama”, il ciclo di incontri promosso da BASF Italia. L’evento, intitolato “Recycling Journey: il valore della chimica nell’economia circolare del packaging”, ha coinvolto oltre 70 partecipanti tra decision maker, rappresentanti delle filiere industriali e brand owner.

LA PIATTAFORMA DI DIALOGO IL DOMANI CHIAMA

Al centro del dibattito, la necessità di difendere il ruolo della chimica europea e italiana come pilastro fondamentale per la tutela del Made in Italy, sottolineando come non sia possibile proteggere le industrie a valle della filiera senza considerare il valore strategico di quella posta a monte. È la fotografia scattata durante l’iniziativa di BASF Italia, concepita come una piattaforma di dialogo permanente tra l’azienda, le istituzioni e i principali stakeholder. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di creare uno spazio di confronto costruttivo sulle grandi sfide del futuro, mettendo a sistema le competenze di diversi attori industriali per affrontare le trasformazioni che attendono il mondo produttivo.

LA SFIDA DEL REGOLAMENTO EUROPEO PPWR 2026

Secondo quanto emerso dal dibattito, il settore si trova di fronte a un momento di trasformazione decisiva dettato dal nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). La normativa entrerà ufficialmente in vigore ad agosto 2026, imponendo una catena del valore coordinata e percorsi comuni di attuazione. Le nuove regole europee segnano una fase di passaggio obbligato che obbliga l’intera filiera a ripensare l’approccio alla gestione dei rifiuti e alla progettazione degli imballaggi.

IL RUOLO CENTRALE DELLA CHIMICA NELLA FILIERA

In questa complessa transizione, BASF si propone come un elemento di connessione essenziale tra i diversi attori, portando la visione dell’industria chimica europea. È la prospettiva delineata durante i lavori, in cui è stato evidenziato come la chimica intervenga in ogni singola fase del ciclo di vita di un imballaggio. Dalla fase iniziale di progettazione dei materiali al miglioramento delle prestazioni tecniche e della sicurezza, fino all’abilitazione di tecnologie d’avanguardia per il recupero dei materiali, la chimica agisce come motore tecnologico dell’intera filiera.

UN MOSAICO DI SOLUZIONI PER IL RICICLO INTEGRATO

“Il futuro del packaging sostenibile non passa da una soluzione unica, ma da un mosaico di soluzioni complementari, in cui riciclo meccanico, chimico e organico giocano ruoli diversi e sinergici”, ha dichiarato Mario Castagna, Responsabile Relazioni Istituzionali BASF Italia. Durante il suo intervento, Castagna ha sottolineato l’importanza che il regolamento PPWR adotti un approccio di neutralità tecnologica, evitando sterili contrapposizioni tra diversi materiali e valorizzando invece le migliori innovazioni disponibili lungo l’intera catena del valore.

TUTELARE LA CHIMICA PER DIFENDERE IL MADE IN ITALY

Sempre secondo quanto affermato da Castagna, il legame tra innovazione chimica e competitività nazionale è inscindibile. “Difendere il ruolo della chimica europea e italiana significa difendere il Made in Italy, la sua competitività industriale e la capacità di innovare in modo sostenibile”, ha ribadito il Responsabile Relazioni Istituzionali. Il messaggio lanciato da Roma è chiaro: la tutela delle industrie manifatturiere a valle non può prescindere dalla solidità e dal sostegno alla ricerca chimica posta all’inizio della produzione.

IL NODO DELLE CERTIFICAZIONI E DEI COSTI DEL RICICLATO

Un altro tema cruciale emerso durante la serata riguarda il sistema delle certificazioni. Attualmente, il contenuto riciclato deve affrontare costi di produzione superiori rispetto al materiale vergine importato dai mercati extra-UE. Come sottolineato nel dibattito, senza un quadro normativo certo e strumenti che valorizzino concretamente il materiale riciclato, si rischia di penalizzare pesantemente le filiere virtuose che hanno investito risorse ingenti nell’economia circolare, favorendo paradossalmente soluzioni meno sostenibili ma più economiche.

UN CONFRONTO DI ALTO LIVELLO TRA ISTITUZIONI E IMPRESE

La serata, moderata dal giornalista Enrico Sbandi, ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di esperti e rappresentanti istituzionali. Erano presenti Alessandra Fazio, Presidente dell’Istituto Italiano Imballaggio, e Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Ministero è stato rappresentato anche da Alberto Mattesco, Capo Segreteria del Viceministro Vannia Gava. Al tavolo del confronto si sono alternati manager di grandi brand come Lorenza Cipollina (Mondelēz), Marta Schiraldi (Nestlé Group Italy & Malta), Simone Targetti Ferri (L’Oréal Italia) e Astrid Palmieri (Esselunga).

TECNICI E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA A CONFRONTO

Hanno arricchito la discussione anche i contributi tecnici di Luciano Novità (Fedrigoni Self-Adhesives), Egidio Scotini (Sun Chemical), Alessia Scappini (Revet S.p.A.) e Rosi Barrale (Goglio S.p.A.). Il mondo associativo e dei consorzi è stato rappresentato da Luca Bianconi (Assobioplastiche), Massimo Medugno (Assocarta), Franco Meropiali (Plastics Europe Italia), Alberto Palaveri (Giflex), Giuseppe Rinaldi (AIPE), Marco Farina (A2A Ambiente), Simona Fontana (CONAI) e Marco Ravazzolo, Direttore Politiche per l’Ambiente l’Energia e la Mobilità di Confindustria.

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