Il tetto di Eni trascina Ip, ma apre un fronte con i gestori indipendenti. Il governo punta ad aumentare la produzione delle raffinerie italiane. Intanto tassisti e autotrasportatori chiedono interventi contro il caro-diesel
Il mercato dei carburanti entra in una nuova fase: al tetto deciso da Eni si aggiunge ora l’intervento di Ip, mentre il governo prova a spingere le raffinerie italiane ad aumentare la produzione. Una partita che riguarda direttamente gli automobilisti, ma che sta già creando tensioni tra le diverse componenti della filiera.
ENI APRE LA PARTITA
Il primo scatto è arrivato da Eni, che sulla rete Enilive ha fissato un limite massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio. Il provvedimento, annunciato nei giorni scorsi e operativo da oggi, ha una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
La misura arriva mentre i prezzi medi continuano a muoversi su livelli elevati. Secondo gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, domenica 27 settembre il prezzo medio self sulla rete stradale nazionale era di 2,159 euro al litro per la benzina e di 2,377 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale le medie erano rispettivamente di 2,254 e 2,459 euro al litro.
ANCHE IP SI MUOVE
Il secondo fronte si è aperto con Socar, che ha deciso di calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati in Italia dalla controllata Italiana Petroli, Ip. Il gruppo ha annunciato l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete di distribuzione, con un’applicazione progressiva a partire dalla rete a marchio Ip.
La mossa allarga il numero di distributori interessati dall’azione di contenimento dei prezzi. Il Corriere della Sera ha riferito che il meccanismo sarebbe destinato a raggiungere anche le stazioni a marchio Esso.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la decisione di Ip “un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane” e ha ringraziato il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf. “Il governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa”, ha dichiarato.
IL GOVERNO GUARDA ALLE RAFFINERIE
Mentre le compagnie intervengono sui prezzi alla pompa, il governo sta lavorando sul lato dell’offerta. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno convocato per giovedì 8 ottobre i principali operatori della raffinazione e della produzione energetica.
L’obiettivo dell’incontro è “valutare come le raffinerie nazionali possano aumentare la produzione dei principali prodotti per mitigare gli effetti dell’attuale scenario internazionale sull’approvvigionamento del Paese”. Al tavolo sono stati invitati Unem, Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.
GESTORI, TAXI E AUTOTRASPORTO: LA TENSIONE RESTA
La riduzione dei prezzi alla pompa non elimina però le tensioni all’interno della filiera: la questione potrebbe arrivare anche sul terreno dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Bruno Bearzi, presidente di Figisc, ha parlato di una possibile situazione di concorrenza sleale e ha annunciato il confronto con Faib e Fegica per valutare una linea comune a tutela dei gestori. Secondo Bearzi, i gestori hanno normalmente un margine compreso tra 3,5 e 4 centesimi al litro, mentre la riduzione dei prezzi applicata dalle compagnie integrate può incidere direttamente sui loro conti.
Intanto, sul fronte della domanda, la pressione arriva anche dalle categorie professionali. Carlo Di Alessandro, presidente provinciale di Roma di Federtaxi Cisal, ha chiesto interventi come la riduzione delle accise o l’aumento del credito di imposta. Per l’autotrasporto, Claudio Donati, segretario generale di Assotir, ha affermato che, senza una convocazione delle associazioni da parte del governo per affrontare il costo del gasolio, lo sciopero “non possiamo escluderlo”.

