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Bollette, rischio rincari da quasi 1.300 euro annui a famiglia. Pesano costi gas e CO2

Bollette

Solo per bollette luce e gas maggiore spesa potrebbe raggiungere quota +500 euro annui. Associazioni si preparano allo sciopero della spesa e a iniziative di protesta contro rincari

Un aumento delle tariffe di luce e gas del +40% produrrebbe effetti a cascata sui listini al dettaglio causando una stangata complessiva da quasi +1.300 euro annui a famiglia. Lo denunciano le associazioni Assoutenti e Movimento Consumatori, commentando l’allarme lanciato dal Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

GLI AUMENTI

Un maxi-ritocco delle tariffe energetiche determinerebbe un maggior esborso annuo pari a circa +500 euro annui a carico di una famiglia con due figli solo per le forniture di luce e gas – spiegano le due associazioni – Energia più cara si traduce tuttavia anche in maggiori costi per industria, trasporti, esercenti, e per l’intero sistema produttivo e distributivo, con ripercussioni sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe.

In base alle elaborazioni di Assoutenti e Movimento Consumatori, un maxi aumento delle bollette causerebbe effetti indiretti sui listini al dettaglio per complessivi +768 euro annui a famiglia, di cui +140 euro solo per gli alimentari, e +174 euro per la voce trasporti, portando il conto complessivo della stangata a sfiorare i 1.300 euro a nucleo familiare.

COLDIRETTI: SPESA ANNUALE LUCE E GAS A QUOTA 1.820 EURO

Secondo l’analisi Coldiretti, per effetto dell’aumento delle tariffe la spesa annuale in bollette di luce e gas delle famiglie italiane potrebbe arrivare addirittura 1.820 euro con un impatto sui conti delle famiglie, ma anche sui costi delle imprese, rendendo più onerosa la produzione in un momento difficile per il Paese.

CODACONS: SU BENZINA RINCARI DI 324 EURO ANNNUI, SU LUCE E GAS +500 EURO A FAMIGLIA

I rincari della benzina alla pompa produrranno un aggravio di spesa, solo per i rifornimenti di carburante, pari a +324 euro annui a famiglia. Lo afferma il Codacons, commentando le nuove rilevazioni sui listini diffuse oggi dal Mise. “La benzina continua ad aumentare e costa oggi il 15,3% in più da inizio anno, +19,4% rispetto allo stesso periodo del 2020 – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo significa che un pieno di verde costa oggi +11 euro rispetto a inizio anno, +13,5 euro sul 2020. Il gasolio da gennaio ha subito invece un rincaro del +14,5%, mentre in un anno è cresciuto del +18,5%, con un aggravio di 11,8 euro a pieno. Sulla base dei listini odierni, una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa per i rifornimenti di carburante pari a +324 euro su base annua. Un andamento al rialzo che avrà effetti inevitabili sulle tariffe di luce e gas – avverte il Codacons – Se saranno confermati i maxi-rincari delle bollette del +40% previsti ieri dal Ministro Cingolani, le conseguenze per le tasche dei consumatori saranno pesantissime, con una stangata che rischia di raggiungere quota +500 euro annui per una famiglia con due figli solo per le forniture di luce e gas”.

PERCHÈ GLI AUMENTI

Intervistato da Repubblica, Davide Tabarelli – professore all’Università di Bologna e presidente della società di ricerche Nomisma Energia – ha detto che “dalle quotazioni di mercato ci saremmo aspettati un balzo importante, anche fino al 25-30%. Ma non quanto annunciato dal ministro Cingolani”.

Per comprendere perché, secondo Tabarelli bisogna considerare “il metodo con cui si formano ogni tre mesi i costi delle bollette. Sono tarati da parte dell’Authority anche in base alle previsioni del trimestre successivo: i nuovi rialzi dei prezzi del gas sui mercati internazionali per l’aumento della domanda in Asia e circostanze imprevedibili come la bonaccia sul Mare del Nord delle ultime settimane, che ha quasi azzerato la produzione di energia eolica nel Nord Europa a partire dalla Gran Bretagna, hanno influito sul conto finale”.

Secondo Tabarelli, “l’emergenza finirà verso la metà del prossimo anno La situazione in Europa è momentanea, dettata dalla domanda di gas dell’Asia e dai timori per un inverno freddo che costringe tutti a riempire i depositi. A cui si aggiunge qualche problema tecnico dei giacimenti in Russia, primo fornitore della Ue. Poi, però, bisognerebbe parlare del ruolo dell’Europa. Sono fasi che andrebbero governate meglio”.

Lo stesso Cingolani intervenendo ieri aveva spiegato che il rincaro dipende dall’aumento del prezzo del gas a livello internazionale e da quello della CO2.

COSA CHIEDONO I CONSUMATORI

Contro i rincari che rischiano di abbattersi sugli italiani, Assoutenti e Movimento Consumatori chiamano a raccolta il patto consumerista e tutte le associazioni dei consumatori del Cncu, al fine di organizzare una protesta nazionale che potrebbe sfociare nello “sciopero dei consumi”, con i cittadini invitati a non fare acquisti per un giorno per protestare contro gli aumenti di prezzi e tariffe che rischiano di impoverire ulteriormente una consistente fetta di popolazione, già messa in ginocchio dall’emergenza Covid. Le due associazioni si appellano inoltre al Ministro dell’Economia, Daniele Franco affinché gli aumenti vengano assorbiti cancellando gli oneri impropri in bolletta (tasse e accise anacronistiche e i cd oneri di sistema) e a quello della Transizione ecologica, Roberto Cingolani (per potenziare gli interventi di autoproduzione di energia le cd comunità energetiche) affinché intervengano con urgenza per evitare i maxi-rincari delle bollette e operare sulla tassazione eccessiva che vige su luce e gas, partendo da un sensibile taglio degli oneri di sistema che pesano per oltre il 10% sulle bollette degli italiani.

LE MOSSE DEL GOVERNO

Il governo è comunque pronto a intervenire, secondo quanto riferito qualche giorno fa dal Sole 24 Ore. In particolare con una riforma degli oneri generali di sistema “per alleggerire il ‘fardello’ di quelle voci che in bolletta (…) che a partire dal 2015 hanno raggiunto un livello pari a 14-15 miliardi annui arrivando a pesare fino a un quarto della spesa totale sostenuta dagli utenti finali”.
Per questo, prosegue il quotidiano “si studia un nuova manovra, dopo quella messa in pista agli inizi di luglio, per evitare che gli effetti dell’impennata colpiscano in modo pesante il portafoglio dei consumatori”.

L’obiettivo è quello di “affidare allo strumento della delega, come trapela da una bozza del nuovo disegno di legge per la concorrenza, il lavoro di revisione degli oneri inserendolo in una più compiuta riforma della materia, anche nella prospettiva di trasferire sotto la fiscalità generale gli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili”. Tali oneri, prosegue il Sole 24 Ore, dovrebbero andare a gravare “in modo selettivo sul consumo di combustibili fossili nel riscaldamento e nei trasporti con meccanismi di gradualità, ma sul punto il confronto è tutt’altro che chiuso. Anche perché il ministero della Transizione ecologica, è quanto si legge nel documento, ‘ritiene necessaria una compiuta riforma della materia’”.
Arera, dal canto suo, ha già indicato “la necessità di eliminare fin da subito dalla bolletta ‘gli oneri non direttamente connessi agli obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile e quelli finalizzati al contrasto della povertà energetica’”.

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