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Bonomi: Senza crescita economia difficili interventi in caso di nuove emergenze su energia

Bonomi

Il presidente di Confindustria: “Serve un fondo comune per le future emergenze e un fondo sovrano per le materie prime”

“Abbiamo la necessità di tenere sotto controllo il debito pubblico tenendo conto anche del fatto che il prossimo anno ci sarà la revisione del patto di stabilità”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi parlando all’Associazione Stampa Estera.

BENE I 21 MLD CONTRO IL CARO BOLLETTE

Bene i 21 mld contro il caro bollette, ha detto Bonomi “ma sappiamo che le risorse afferiscono al primo trimestre e qualche riflessione va fatta con il governo. Ci auguriamo non ci siano fiammate” dei prezzi energetici “perché non possiamo godere delle risorse avute dal governo precedente che grazie ai rimbalzi del Pil ha consentito di intervenire”.

DEDICARE RISORSE ALLA CRESCITA PER AVERE SPAZI DI MANOVRA IN CASO DI NUOVE CRISI ENERGETICHE

“Il prossimo anno dovrebbe esserci un rallentamento del Pil”, ha infatti ricordato Bonomi “e questo non consentirà in caso di emergenza di avere le risorse necessarie di fare interventi così massicci. Noi vorremmo che le risorse che ci sono oggi vengano dedicate a crescita e investimenti perché senza crescita non avremmo quelle risorse necessarie per intervenire”, ha precisato il numero uno di Confindustria.

SERVE UN FONDO COMUNE PER AFFRONTARE LE CRISI FUTURE E PER ACQUISTARE MATERIE PRIME CRITICHE

“Sulle catene di approvvigionamento avevamo indicato da un po’ che ci sarebbe stato questo problema. Stiamo cercando di far capire all’Europa che la crisi energetica ci ha disegnato una difficoltà nella risposta comune nelle crisi asimmetriche come quella energetica perché ogni stato ha realtà diverse. Abbiamo proposto due cose: un fondo per affrontare le crisi future, sanitarie, energetiche geopolitiche, e secondo abbiamo imparato una lezione con il conflitto russo-ucraino: siamo trasformatori e dobbiamo metterci ai riparo su materie prime ed energia, serve un fondo sovrano europeo che acquisti materie prime critiche per non farci trovare impreparati un domani”.

BONOMI: ITALIA NON È STATA DA MENO DELLA GERMANIA

Sul caro energia “ogni paese è strutturato in maniera diversa” e “trovare una soluzione comune è complesso. Chi ha potuto mettere in campo una dotazione finanziaria importante è chiaro che si trova avvantaggiato rispetto agli altri. La Germania ha fatto interventi congrui ma devo dire che l’Italia fino ad oggi non è stata da meno”, ha detto il presidente di Confindustria.

“ISAB A HA TRANQUILLIZZATO TUTTI, MA GOVERNO PUÒ INTERVENIRE IN CASO DI EMERGENZA”

“Venerdì – ha poi risposto Bonomi a una domanda – c’è stato un comunicato dell’azienda che ha tranquillizzato tutti: può andare avanti ancora tanti mesi con la raffinazione senza creare problemi e ci sarebbe l’intenzione della proprietà di cessione dell’azienda. Mi sembra però che il governo ha messo con il decreto le condizioni che può intervenire in caso di emergenza”.

BONOMI: SENZA RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO POTREMMO AVERE PROBLEMI IL PROSSIMO ANNO

“Sul gas russo abbiamo messo in campo come paese un piano di emergenza che ci garantisce di poter passare questa stagione energetica. Il problema potrebbe arrivare se non verranno fatti tutti gli interventi previsti il prossimo autunno. Abbiamo fatto il nostro piano di stoccaggi e trovato una serie di forniture alternative ma abbiamo la necessità di mettere in opera il rigassificatore di Piombino entro il marzo del prossimo anno” che garantirà “5 mld di mc. Se non dovesse entrare in funzione qualche problema potremmo averlo. Ma è esemplificativo del problema atavico che abbiamo: la burocrazia, La Germania in 200 giorni ha realizzato il suo rigassificatore”, ha precisato il presidente di Confindustria.

PONTE SULLO STRETTO IMPORTANTE PER PAESE MA STIA ALL’INTERNO DI UN PROGETTO COMPLESSIVO

“È una delle opere infrastrutturale importanti per il paese, ponti di questo tipo sono stati realizzati in tanti paesi. Non è un problema tecnico realizzarlo” ma “deve stare all’intero di un progetto complessivo”, ha detto Bonomi. “Facciamo il ponte sullo Stretto ma intanto facciamo partire tutte le altre opere”, ha aggiunto.

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