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Carburanti: ecco le proposte di Up, Eni, Q8 e Tamoil

carburanti

Tra le iniziative urgenti in favore del settore della distribuzione dei carburanti suggerite rientrano misure per garantire maggiore efficienza, digitalizzazione, gestione della transizione energetica e lotta all’illegalità

Efficienza, digitalizzazione, gestione della transizione energetica, lotta all’illegalità. Sono questi i temi principali illustrati da Unione petrolifera, Eni, Q8 e Tamoil, ascoltate in commissione Attività produttive alla Camera nell’ambito della risoluzione di De Toma, riguardanti le Iniziative urgenti in favore del settore della distribuzione dei carburanti.

LA POSIZIONE DI UP

“In Italia il non-oil non solo è scarsamente diffuso, ma anche dove presente contribuisce marginalmente ai ricavi del punto vendita”, si legge in una memoria di Up depositata in commissione. “Il mercato dei carburanti italiano è molto polverizzato, data la numerosità degli operatori. I 21.000 impianti presenti in Italia sono riconducibili a oltre 200 marchi, di cui alcuni con pochissimi impianti”. “Nonostante la distanza in termini di efficienza i prezzi industriali italiani sono in linea con l’Europa”, osserva Up secondo cui “nonostante una rete ridondante, con moltissimi impianti economicamente insostenibili e non in grado di sostenere nuovi investimenti, la razionalizzazione è ferma”. Nel tempo, ha evidenziato Up, sono state adottate diverse misure di legge per accelerare la ristrutturazione che non hanno portato ai risultati sperati”. In particolare, ha evidenziato Up “la diffusione di pratiche illegali nella filiera petrolifera ostacola una sana concorrenza, bloccando la razionalizzazione”. “Per avviare una reale modernizzazione della rete carburanti occorre quindi contrastare tali pratiche illegali in tutta la filiera”. Per contrastare il fenomeno dell’illegalità “è necessario aumentare il numero di controlli,velocizzandone i tempi e utilizzando strumenti digitali su tutta la filiera”. “Nel nuovo concept di impianto multiprodotto e multiservizi la figura del gestore appare centrale,ma dovrà evolversi e qualificarsi”. Infine, “l’introduzione per legge di trattamenti minimi delle gestioni nega il principio della negoziazione tra le parti. Inoltre appare concettualmente non condivisibile trattandosi di un rapporto commerciale e non di lavoro subordinato e tecnicamente non corretto essendo il rapporto tra le parti caratterizzato da una pluralità di fattori non riconducibili ad un singolo numero (potenzialità p.v., modalità di servizio self/servito – presenza non-oil, dilazioni di pagamento, orari)”. (Memoria_Eni Memoria_Q8 Memoria_Tamoil qui la memoria)

LA POSIZIONE DI ENI

Eni ritiene necessaria “la definizione di nuovi strumenti normativi volti a contrastare l’evasione di IVA e Accisa quali ad esempio: L’Inibizione dell’acquisto di carburanti mediante lettere di intenti per l’eliminazione del fenomeno dei ‘falsi esportatori’; L’introduzione della confisca degli asset oggetto di azioni illecite; La digitalizzazione e controllo (eDAS,GPS,trasmissione elettronica dei corrispettivi,tracciante della molecola) di tutte le fasi della filiera per una maggiore tracciabilità delle movimentazioni di carburante su tutta la rete; Il potenziamento dei controlli a verifica degli operatori del mercato dei prodotti energetici e costante monitoraggio del registro degli operatori dei depositi fiscali; L’utilizzo del monitoraggio dei prezzi gestito dal MISE come strumento per l’identificazione di comportamenti illeciti consistenti nell’acquisto di prodotto illegale”. (qui la memoria)

LA POSIZIONE DI Q8

“Riteniamo prioritario e assolutamente condivisibile l’obiettivo indicato nella risoluzione dell’On. De Toma di una reale razionalizzazione della rete carburanti, che possa migliorare l’efficienza della rete italiana avvicinandola agli standard europei, sia in termini di erogato medio sia in termini di attività non-oil che si affiancano a quelle tradizionali della vendita dei combustibili”, si legge nel documento depositato da Q8 in commissione alla Camera. “Nell’ottica della razionalizzazione preliminarmente riteniamo che occorra provvedere definitivamente alla chiusura di tutti i punti vendita ‘non sicuri’, quelli cioè non conformi alle norme di sicurezza del Codice della Strada – ha aggiunto Q8 -: mi riferisco, a titolo di esempio, agli impianti che ancora si vedono sulle nostre strade per il rifornimento dei quali l’autobotte – o addirittura l’automobile del cliente – invadono la carreggiata stradale. Quei punti vendita sono pericolosi: vanno chiusi”. Come Q8 “riteniamo che la razionalizzazione non possa essere ricercata tramite nuove disposizioni normative, ma che debba essere il mercato con le sue dinamiche ad operare in tale direzione”. Per consentire ciò “riteniamo indispensabile per prima cosa eliminare dal mercato il purtroppo diffuso fenomeno dell’illegalità su Iva e Accise, unico elemento che, secondo noi, consente il mantenimento in vita di impianti altrimenti non sostenibili. Sul tema dell’illegalità, che riteniamo centrale per la sopravvivenza degli operatori onesti, diamo atto che molto è stato già fatto dalle Autorità e dalle Forze dell’Ordine. Ci riferiamo ai provvedimenti normativi sinora emanati ed anche al recentissimo DL Fiscale in corso di discussione: provvedimenti che vanno, a nostro avviso, nella giusta direzione. Occorre, quindi, continuare con sempre maggiore determinazione a contrastare il fenomeno in tutti i suoi aspetti: primo fra tutti il contrabbando e le frodi fiscali che, oltre a danneggiare le aziende sane, comportano un danno rilevante anche per le casse dello Stato. Al fine di consentire controlli sempre più tempestivi, efficaci e puntuali siamo convinti che uno strumento fondamentale possa essere la digitalizzazione: tracciare digitalmente tutta la filiera del carburante”. Sempre in tema di contrasto all’illegalità “consideriamo essenziale anche l’eliminazione delle lettere d’intento nel settore carburanti, dal momento che è stato uno degli strumenti più utilizzati per realizzare alcune tipologie di frodi”. “Come azienda stiamo investendo, inoltre, ingenti capitali sulla nostra idea di una rete moderna e sostenibile – si legge ancora nella memoria depositata da Q8 -. Moderna: con stazioni di servizio multiprodotto, che affiancano ai carburanti tradizionali il CNG, l’LNG e le colonnine di ricarica elettrica rapida, oltre ad un sistema di connettività avanzato e wifi gratuito per i clienti. Una rete sostenibile: oltre 300 impianti con pannelli solari per l’autoproduzione di energia e la sperimentazione di un nuovo concept di stazione di servizio completamente green”. “E’ all’interno di questa nuova rete moderna e sostenibile che si colloca, secondo noi, il ruolo del gestore. Un ruolo che consideriamo ancor più cruciale in questa fase di transizione”, ha concluso Q8. (qui la memoria)

LA POSIZIONE DI TAMOIL

“Supportiamo direttive volte a promuovere nuovi caburanti, lo sviluppo equilibrato del mercato dei biocarburanti e partnership che rendano possibile un’offerta integrata alla domanda di mobilità in ogni sua declinazione”, si legge nella memoria depositata da Tamoil. “Secondo la nostra opinione – ha aggiunto la compagnia – la lotta all’illegalità è una condizione necessaria per ristabilire un equilibrio di mercato che garantisca una corretta concorrenza e una soddisfacente remunerazione degli investimenti”. Il contrasto all’evasione, secondo Tamoil andrebbe basato sul pagamento con carte, il divieto delle lettere di intento, i micro-depositi e i destinatari registrati e l’utilizzo di nuove tecnologie.”In conclusione le compagnie petrolifere e i loro gestori si trovano ad affrontare un mercato in costante evoluzione. Sotto questo profilo una revisione della attuale legislazione pare auspicabile in modo tale da poter consentire l’adozione delle configurazioni contrattuali più idonee. Aumentare il novero delle tipologie contrattuali applicabili a quelle codicistiche significa aumentare la competività con evidenti ricadute in termini di efficienza su tutta la filiera”. (qui la memoria)