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Perché L'Europa Dovrà Convivere Con Prezzi Del Gas Imprevedibili

Perché non bastano gli ultimi ribassi dei prezzi dei carburanti. Parlano le associazioni

Che cosa dicono Assoutenti, l’Unione nazionale consumatori e il Codacons rispetto alle recenti variazioni al ribasso dei listini dei carburanti

Bene ma non benissimo. Gli ultimi ribassi dei prezzi dei carburanti sono da accogliere positivamente anche se i meriti non vanno ricondotti al governo e specificatamente al Ministero guidato da Adolfo Urso. A dirlo, le associazioni dei consumatori. I dettagli.

L’AZIONE DEL PETROLIO E L’INAZIONE DEL MIMIT SUI CARBURANTI

I listini dei carburanti – dice ad esempio il Codacons – scendono alla pompa grazie al ribasso del petrolio sui mercati internazionali, e non certo per l’effetto dei cartelli con i prezzi medi esposti presso i distributori.  “E’ vero che in Italia i prezzi di benzina e gasolio stanno registrando una lenta e progressiva diminuzione rispetto ai picchi toccati nei mesi scorsi, ma occorre precisare che le quotazioni del petrolio hanno subito un sensibile decremento nelle ultime settimane – spiega il presidente Carlo Rienzi –.

Si è passati infatti dal picco di 97 dollari al barile toccato lo scorso 28 settembre agli attuali 81 dollari, con un crollo del -16,5% che, in parte, si è trasferito sui listini dei carburanti alla pompa. Un ribasso su cui il provvedimento del Governo che ha introdotto i cartelli con i prezzi medi non ha avuto alcun tipo di influenza”.

“Il vero pericolo ora è rappresentato dalle partenze di Natale – avvisa Rienzi – Con l’aumento degli spostamenti degli italiani durante il periodo delle festività, i prezzi di benzina e gasolio potrebbero subire nuovi e sensibili rialzi, fenomeno che si ripresenta puntualmente in Italia in occasione di esodi e controesodi, e che nessun governo ha saputo contrastare efficacemente”.

IL COMMENTO DELL’UNC

Anche per l’Unc gli ultimi cali registrati non hanno nulla a che vedere con quanto comunicato dal Ministero. Secondo il Mimit – dice la nota dell’Unione – il fatto che oggi il prezzo medio alla pompa della benzina abbia raggiunto il minimo per l’anno in corso sarebbe un risultato a cui avrebbe contribuito anche l’esposizione del prezzo medio.

“Ci spiace disilludere il ministero, ma forse non ricordano che il Tar del Lazio il 10 novembre ha annullato il decreto con l’obbligo di esposizione del prezzo medio, eppure i prezzi, invece di risalire, hanno continuato lo stesso tranquillamente a scendere, mentre in agosto, quando il decreto è entrato in vigore e a maggior ragione i benzinai avrebbero potuto temere di pagare lo scotto di avere prezzi maggiori a quelli medi, i listini sono decollati. La benzina self in autostrada è passata da 1,984 euro al litro del 1° agosto a 2,019 euro del 16 agosto con un rincaro in appena 16 giorni dell’1,8%, mentre il gasolio nello stesso periodo è salito addirittura da 1,854 a 1,928 euro al litro, volando del 4%, +3 euro e 70 cent per un pieno da 50 litri”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Il prezzo medio regionale, insomma, non ha influito sull’andamento dei prezzi, che hanno seguito il solito andamento dei mercati internazionali. Il punto vero è che la media non dà le giuste informazioni al consumatore, ossia dove converrebbe rifornirsi, visto che non basta fare il pieno dove il prezzo è appena sotto la media ma bisognerebbe farlo dove il prezzo è più basso. Per questo da anni chiediamo l’app carburanti che potrebbe indicare il distributore meno caro della zona, in un raggio o lungo un percorso definito dall’utente. Ma l’App, nonostante sia prevista nel decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5, è sparita dai radar” conclude Dona.

ASSOUTENTI APPLAUDE I CALI DEI CARBURANTI MA AVVISA SU SPECULAZIONI E ANOMALIE

Infine, la reazione da Assoutenti. Il ribasso dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana è una buona notizia per i consumatori italiani, ma siamo convinti che la discesa dei listini sia dovuta non solo alle misure del Governo, ma anche alle logiche speculative dei mercati internazionali, che in questo momento sono ribassiste. Lo afferma Assoutenti, commentando i dati forniti oggi dal Mimit.

“Il tema centrale è riuscire a condizionare il prezzo della benzina il più possibile al costo di produzione, affinché non vi siano anomalie e discrepanze eccessive – spiega il presidente Furio Truzzi –.

Per fare questo è necessaria una rivoluzione copernicana a partire dalla nostra ex azienda di Stato Eni, allo scopo di giocare un ruolo inedito sui mercati internazionali privilegiando l’interesse nazionale dell’Italia, e quindi i consumatori e le imprese del nostro Paese. Le società leader in Italia nel settore dei carburanti potrebbero fare da apripista abbandonando la logica finanziaria e speculativa del Platts, costruendo il prezzo dei carburanti su parametri oggettivi e non speculativi, anche perché le oscillazioni del costo del petrolio in questi ultimi 11 mesi hanno influito in modo marginale sul prezzo della benzina alla pompa” – conclude Truzzi.

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