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Caro benzina, ecco cosa succede in Francia

Il braccio di ferro tra governo francese ed automobilisti sul caro benzina previsto dal 1 gennaio 2019

Il caro benzina, previsto in Francia a partire dal 1 gennaio 2019, non piace agli automobilisti che il 17 novembre hanno promesso di bloccare le strade della nazione transalpina. Il Governo minaccia il braccio di ferro e l’intervento delle forze dell’ordine, mentre la protesta gode del sostegno della leader di estrema destra Marine Le Pen, del capofila della sinistra radicale Jean-Luc Me’lenchon, di Laurent Wauquiez (‘Les Re’publicains’) e del sovranista Nicolas Dupont-Aignan.

L’AUMENTO DEI PREZZI

Partiamo dall’inizio. Il Governo ha previsto un aumento di sei centesimi per il diesel e tre centesimi per la benzina fino al 2022, a partire dal 1 gennaio 2019. Con l’aumento il gasolio andrà a costare di più della benzina verde.

La misura del governo dovrebbe avere lo scopo di incentivare l’acquisto di modelli green. Sempre per il 2019, infatti, è stato previsto un budget di 570 milioni di euro (rafforzato rispetto ai 180 inizialmente previsti) che permetterà di erogare agli automobilisti un contributo di 2.500 euro per l’acquisto di modelli elettrici o ibridi plug-in nuovi.

IL BRACCIO DI FERRO CON IL GOVERNO

Nonostante le buone intenzioni, però, il caro benzina non viene digerito dagli automobilisti che promettono di bloccare tutte le strade della Francia il 17 novembre 2018.

Il governo, però, “non accetterà il blocco totale”, ha avvertito il ministro dell’Interno Christophe Castaner, minacciando “un intervento delle forze dell’ordine laddove tutte le strade saranno bloccate”. “La manifestazione non sarà vietata, a patto che non intralci la libera circolazione, minacci l’ordine pubblico o impedisca interventi di sicurezza”, spiega Castaner.

A guidare la manifestazione sarà il movimento ‘gilets jaunes’, dal nome delle casacche catarinfrangenti.