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Cina, pubblicato bando sulle priorità energetiche

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La consultazione pubblica riguarda gli aspetti relativi all’energia presenti nell’ultimo piano quinquennale: si parla di sicurezza energetica e di sviluppo verde

La Commissione nazionale dell’energia, l’agenzia che si occupa delle politiche energetiche in Cina, ha pubblicato un bando per una consultazione pubblica sugli aspetti relativi all’energia presenti nell’ultimo piano quinquennale, il principale strumento di pianificazione economica del governo cinese per gli anni dal 2021 al 2025.

La call for comments della Commissione, che terminerà il prossimo 30 novembre, tocca sette punti.

LA SICUREZZA ENERGETICA

Il primo – e si immagina anche il più importante, per Pechino – riguarda la necessità per il paese di garantirsi la sicurezza energetica attraverso la diversificazione delle forniture, lo sviluppo di una capacità di stoccaggio sufficiente e il miglioramento delle infrastrutture e della logistica.

LO SVILUPPO A BASSE EMISSIONI

Il secondo punto è invece dedicato allo sviluppo “verde” e a basse emissioni di carbonio. L’ultimo piano quinquennale, scrive Argus, sosterrà l’obiettivo cinese per il raggiungimento del picco delle emissioni di CO2 prima del 2030. A fine settembre il presidente cinese Xi Jinping aveva annunciato che la Cina raggiungerà la neutralità carbonica entro il 2060: un obiettivo molto ambizioso – il paese è infatti responsabile del 28 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica –, ma ancora non si conoscono i dettagli sulle politiche che Pechino intende adottare.

Nel bando, la Commissione dell’energia menziona inoltre la possibilità di strumenti di mercato per lo “scambio dei diritti per l’utilizzo di energia”. Potrebbe trattarsi di un riferimento al piano della Cina per dotarsi di un sistema nazionale per lo scambio delle quote di emissione, simile a quello europeo.

GLI ALTRI PUNTI

Le altre priorità energetiche elencate dalla Commissione sono l’innovazione tecnologica, la costruzione di sistemi energetici intelligenti (smart), le riforme del mercato, lo sviluppo regionale e la cooperazione internazionale.

IL FUTURO DI PETROLIO E GAS

Il mese scorso il think tank governativo DRC (Centro di ricerca sullo sviluppo del Consiglio di stato) ha stimato che entro il 2025 il gas naturale e le fonti non-fossili costituiranno più del 30 per cento del mix energetico cinese. Per quella data la quota del petrolio rimarrà stabile, attorno al 18 per cento, mentre quella del carbone scenderà sotto il 50 per cento.

Per il 2030, invece, il DRC stima che la quota del gas e delle fonti non-fossili arriverà al 45 per cento. Se la produzione di petrolio resterà sui livelli attuali (4 milioni di barili all’anno), quella di gas dovrà invece aumentare del 60 per cento rispetto ai volumi del 2019 (174 miliardi di metri cubici) per arrivare a 280 miliardi di metri cubici all’anno. Entro il prossimo decennio, poi, tutte le vecchie centrali a carbone andranno eliminate, e tale capacità verrà “aggiornata” con impianti a basse emissioni.

L’anno scorso il mix energetico cinese era così composto: carbone 58% circa; petrolio 19%; gas 8%; fonti non-fossili 15,3%.

Il DRC invita poi il governo a costruire nuove strutture per lo stoccaggio del petrolio in modo da sfruttare con vantaggio la fase di prezzi bassi. Per il 2030 la capacità di stoccaggio di greggio dovrà – secondo il centro di ricerca – essere sufficiente a soddisfare la domanda per oltre 90 giorni; nello stesso anno, la capacità di stoccaggio del gas dovrà aumentare fino ad arrivare a coprire il 12 per cento del consumo totale.