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Cingolani: Mettere la protezione dell’ambiente al servizio dell’innovazione e della crescita

Cingolani

Intervista del Foglio al ministro: le perdite di tempo non saranno più ammissibili e non dovrà più essere accettabile che vi sia qualcuno che renda impossibile l’installazione di un impianto

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stato costruito anche seguendo questo spirito: mettere la protezione dell’ambiente non al servizio dello status quo ma a servizio dell’innovazione e dunque della crescita”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani in una lunga intervista con il Foglio che ricorda come entro maggio il governo guidato da Mario Draghi “dovrà mettere a terra il pacchetto di semplificazioni che proverà a rendere più fluidii molti colli di bottiglia che da anni tengono in ostaggio l’Italia”.

“Abbiamo scelto di scommettere sull’idea di sostenibilità piuttosto che su quella di mantenimento anche per esprimere una volontà precisa. Mantenimento significa lavorare per mantenere le cose come stanno. Sostenibilità significa lavorare affinché tutti gli attori coinvolti in un processo facciano uno sforzo per sostenere il cambiamento. E cambiamento non vuol dire altro che questo: fare uno sforzo, tutti insieme, e sfidare lo status quo”.

Secondo il ministro “sull’ambiente, le perdite di tempo non saranno più ammissibili e non dovrà più essere accettabile che vi sia qualcuno che renda impossibile l’installazione di un impianto per le rinnovabili con giustificazioni arbitrarie. Lo stesso concetto vale per le verifiche di impatto ambientale. Non sono a favore di una deregulation spietata ma dobbiamo chiederci come sia possibile che vi siano alcune procedure per ottenere i permessi che durino anche1.200 giormi”.

Insomma occorrono processi burocratici più snelli. Come? “Le ipotesi sono molte. Io mi auguro che molto venga accorpato e che molto venga ottimizzato quanto più possibile. Magari inserendo all’interno di un’unica commissione i processi autorizzativi, la valutazione di impatto ambientale, le autorizzazioni paesaggistiche. Si dovrebbe decidere una volta, tutto insieme, senza più perdite di tempo, e provando per quanto possibile a combattere, su questo terreno, la cultura del sospetto”.

“Il presidente Mario Draghi ha ricordato spesso negli ultimi mesi che uno dei grandi problemi del sistema burocratico italiano è la paura della firma. Io penso che questo problema vi sia anche nel mondo dell’ambiente e penso che parte di questo problema derivi dal fatto che nel passato la proliferazione della cutura Nimby abbia trovato, nell’ambito del mondo della giustizia, un alleato prezioso nella cultura del sospetto. Su questo fronte si farà quel che si può, ma buona parte della svolta su terreni come questi ha a che fare più con rivoluzioni culturali che con rivoluzioni legislative”.

Per quanto riguarda l’impiantistica di termovalorizzazione Cingolani, “tenta di disarmare lo scontro politico e usa alcuni numeri per dimostrare che dire di no ai termovalorizzatori è solo pura ideologia. ‘Il target di riferimento per l’Italia, sul terreno della raccolta dei rifiuti, resta quello dichiarato ufficialmente e concordato con la comunità internazionale: 65 per cento rifiuti riciclati, 10 per cento discarica, 25 umido. L’Italia è vicina a questi valori e ha regioni che sono fra le migliori d’Europa. Però ci sono aree in cui i rifiuti vengono giornalmente trasportati da grandi convogli di camion a grandi distanze per essere trattate. Occorre valutare se inquina di più un termovalorizzatore di nuova generazione e una gestione dei rifiuti che punta a portare l’immondizia a 500 o a 1.000 km di distanza l in discariche o in altri termovalorizatori, e soprattutto per quanti anni. Occorre poi valutare l’impatto che una soluzione così potrebbe avere nella lotta alla criminalità organizzata per interrompereil traffico di rifiuti. Confermo che la costruzione dei termovalorizzatori non è una prerogativa del governo, ma questo non vuol dire che non si debba considerare una soluzione di questo tipo, qualora essa migliori per tempi sufti cientemente lunghi i parametri ambientali e la vita dei cittadini”.

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