Gli eurodeputati approvano a maggioranza una proroga fino al 2031 per gli obblighi di monitoraggio sui combustibili fossili, ma escludono i Paesi colpiti da sanzioni.
Il Parlamento europeo ha approvato una consistente proroga per l’applicazione delle disposizioni sul monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni di metano relative alle importazioni di petrolio greggio, gas naturale e carbone. L’Eurocamera ha votato a favore di uno slittamento di tre anni rispetto al calendario originario, andando oltre la proposta formulata dalla Commissione europea che prevedeva un rinvio di un solo anno. L’esito della votazione ha visto 341 voti a favore, 225 contrari e 6 astenuti, determinando l’adozione ufficiale della posizione negoziale dell’assemblea comunitaria sul regolamento di modifica.
LE MOTIVAZIONI LEGATE ALLA CRISI ENERGETICA
L’intervento legislativo nasce dalla necessità di salvaguardare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Unione europea. In un contesto internazionale caratterizzato da mercati sotto forte tensione e quotazioni elevate a causa del conflitto in Medio Oriente, gli operatori commerciali avevano segnalato il rischio concreto di non riuscire a reperire forniture adeguate e al contempo conformi ai parametri ambientali comunitari.
Di fronte a tali difficoltà, la Commissione europea aveva inizialmente prospettato una sospensione di dodici mesi per i vincoli in capo agli importatori — il cui debutto era programmato per il 1° gennaio 2027 — e per la rendicontazione sull’intensità di metano fissata per agosto 2028.
IL NUOVO CALENDARIO: SLITTANO AL 2031 I REQUISITI PER GLI IMPORTATORI
La linea adottata dal Parlamento europeo estende i tempi di conformità di un triennio. In base al testo approvato, le aziende che importano greggio, gas e carbone avranno tempo fino al 31 maggio 2031 (invece del 2029) per comprovare che i contratti conclusi o rinnovati a partire dal 4 agosto 2024 riguardino combustibili sottoposti a sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica equivalenti alle regole dell’Unione.
Il medesimo termine del 31 maggio 2031 varrà anche per la trasmissione della relazione relativa alle misure intraprese al fine di adeguare i contratti siglati prima di tale data. Inoltre, sia gli importatori sia i produttori insediati nell’Unione dovranno comunicare per la prima volta l’intensità di metano dei combustibili fossili immessi sul mercato europeo entro il 5 agosto 2031, posticipando la scadenza precedentemente fissata al 5 agosto 2029.
PIÙ TEMPO ANCHE PER GLI OPERATORI NAZIONALI E I SITI PRODUTTIVI
Le concessioni temporali deliberate dagli eurodeputati coinvolgono direttamente anche l’industria energetica interna all’Unione europea. Per gli operatori del comparto di petrolio e gas comunitario viene chiesta una moratoria di tre anni per la presentazione dei rapporti verificati in grado di unire le misurazioni a livello di fonte con quelle a livello di sito. La tabella di marcia delineata fissa la scadenza a febbraio 2030 per le strutture gestite direttamente e ad agosto 2031 per gli impianti a gestione indiretta.
LINEA DURA PER I COMBUSTIBILI PROVENIENTI DA STATI SOTTO SANZIONE
La dilazione dei termini non troverà applicazione indiscriminata: nessun vantaggio o tempo supplementare sarà concesso alle importazioni da Paesi terzi colpiti da misure restrittive dell’Unione europea. Per petrolio, gas e carbone originari o esportati, direttamente o indirettamente, da Stati sottoposti a sanzioni comunitarie che ne vietino o limitino l’ingresso nell’Unione, resterà in vigore il calendario originario senza alcuna proroga.
Allo scopo di scongiurare manovre elusive, gli importatori saranno obbligati a dichiarare separatamente tali quantitativi, inclusa la quota parte presente all’interno dei carichi misti, mentre alla Commissione spetterà il compito di pubblicare e mantenere aggiornato un elenco indicativo delle nazioni interessate dalle restrizioni.
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE ENTRO IL 2029 E PROSSIMI PASSI NEGOZIALI
Il provvedimento assegna alla Commissione europea il compito di redigere entro il 1° luglio 2029 un rapporto esaustivo sullo stato di attuazione delle norme e sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Il documento dovrà esaminare l’efficacia dei regimi sanzionatori definiti a livello nazionale, i processi di accreditamento dei soggetti verificatori, il riconoscimento dei sistemi di conformità, lo sviluppo della metodologia e la definizione dei valori massimi per l’intensità di metano.
Qualora la relazione rilevi ostacoli attuativi o pericoli per la stabilità delle forniture dell’Unione, l’esecutivo europeo dovrà presentare adeguate proposte di modifica al regolamento. Concluso il passaggio d’aula, il Parlamento europeo è pronto ad avviare i triloghi con il Consiglio per giungere alla versione definitiva del testo. L’iter è stato affrontato con la procedura d’urgenza per conferire immediata certezza giuridica al settore, con l’obiettivo di far entrare in vigore le modifiche il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

