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Clima, interrogazione M5s al Mite sul ‘methane leaking’ italiano

Metano

Tra i siti che rilasciano una quantità significativa di metano vengono citati da un’inchiesta i siti italiani di Minerbio a nord-est di Bologna, di Pineto in Abruzzo e di Panigaglia vicino La Spezia

Giovanni Vianello del Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione a risposta in commissione indirizzata al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani per chiedere se sia a conoscenza dell’inchiesta condotta da Reuters lo scorso 24 giugno nella quale si documentavano le fuoriuscite di metano in vari paesi dell’Unione europea, Italia compresa. E se abbia intenzione di assumere delle iniziative “per tutelare la sicurezza delle persone e dell’ambiente e favorire una più netta presa di posizione nella direzione indicata dall’Europa, anche alla luce sia del percorso verso la neutralità climatica al 2050 che dei piani di ripresa contemplati nel Next Generation EU”.

L’INDAGINE

L’inchiesta, dal titolo “Gas infrastructures across Europe leaking planet-warming methane” è stata condotta attraverso l’ausilio di una telecamera a infrarossi, tramite la quale la ong Clean Air Task Force (Catf) ha documentato la fuoriuscita o lo sfiato delle emissioni di metano dagli impianti di petrolio e gas in 123 siti di lavorazione in Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Polonia e Romania, sottolinea l’interrogazione.

“Il metano ha un effetto serra circa 80 volte più potente della CO2 nei primi 20 anni in cui è immesso nell’atmosfera ed è responsabile di almeno il 25 per cento del riscaldamento globale, oltre a essere un precursore dell’ozono, un inquinante secondario che solo nel 2018 ha provocato 19.400 morti premature nell’Unione europea, di cui 3.000 in Italia, secondo il rapporto 2020 sulla qualità dell’aria della Agenzia ambientale europea; inoltre, le emissioni di metano sono aumentate molto più velocemente di quanto previsto dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi”, sottolinea ancora Vianello nell’interrogazione.

ATTUALMENTE L’UE NON REGOLA LE EMISSIONI DI METANO

“Attualmente l’Unione europea non regola le emissioni di metano nel settore energetico, il che significa che le aziende che gestiscono i siti esaminati da Catf non stanno violando le leggi a causa di perdite o sfiati. Tuttavia, mentre alcuni Stati membri richiedono alle aziende di segnalare alcune emissioni, non esiste un quadro generale che le costringa a monitorare le perdite più piccole o a risolverle – scrive Vianello -. Tra i siti localizzati nei Paesi dell’Unione europea che rilasciano una quantità significativa di metano vengono citati i siti italiani di Minerbio a nord-est di Bologna, di Pineto in Abruzzo e di Panigaglia vicino La Spezia”.

In ogni caso a ottobre 2020, la Commissione europea ha pubblicato la “strategia per il metano” che “funge da punto di partenza per l’adozione di una legislazione che vieti le pratiche di combustione e sfiato di routine e introduca l’obbligo di migliorare il rilevamento e la riparazione delle perdite nelle infrastrutture del gas”, ha ricordato il pentastellato nell’interrogazione.

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