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Da Usa proposta per ritardare uso combustibili puliti marittimi

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Il rischio secondo gli Stati Uniti, è quello di provocare un aumento dei prezzi petroliferi. Ma secondo due esperti del Center on Global Energy Policy alla Columbia University la mossa americana sarebbe controproducente

Il tentativo statunitense di ritardare l’entrata in vigore delle norme sui combustibili puliti in mare potrebbe involontariamente portare ad un aumento dei prezzi del petrolio e “punire” gli spedizionieri americani. È quanto sostengono Jason Bordoff ex assistente speciale del presidente Barack Obama e direttore del Center on Global Energy Policy alla Columbia University e Antoine Halff senior research scholar sempre al Center on Global Energy Policy in un articolo sul Financial Times.

RITARDARE L’ENTRATA IN VIGORE DELLE REGOLE SUL CARBURANTE MARITTIMO PER EVITARE PICCO PREZZI PETROLIO?

mare rinnovabiliCome scrivono Bordoff e Halff “gli sforzi per ridurre l’inquinamento atmosferico si concentrano spesso sulle emissioni delle centrali a carbone e delle automobili, ma la battaglia per un’aria più pulita non dovrebbe trascurare le navi. Il trasporto marittimo è la linfa vitale del commercio mondiale, ma provoca anche l’inquinamento dovuto all’olio combustibile ad alto tenore di zolfo. Sta per entrare in vigore uno sforzo decennale per ripulire il combustibile per uso marittimo, ma ora si sta dando credito alle richieste di ritardare le regole attese da tempo per evitare un picco del prezzo del petrolio. Tali preoccupazioni sono tuttavia fuori luogo, e gli sforzi per ritardare le regole porterebbero più danni che benefici”.

RIDUZIONE EMISSIONI ENTRO IL 1 GENNAIO 2020

Le nuove norme dell’Organizzazione marittima internazionale (Omi) volte a ridurre le emissioni di anidride solforosa, che causano piogge acide, entreranno in vigore il 1 gennaio 2020. Gli armatori possono adeguarsi rimuovendo lo zolfo dal combustibile utilizzando combustibili a basso tenore di zolfo, o trovando sostituti come il gas naturale liquefatto. “Ma con 14 mesi di anticipo rispetto all’attuazione, poche navi dispongono degli impianti adatti e alcuni analisti del mercato petrolifero stanno lanciando moniti secondo cui la flotta mondiale dovrà attingere massicciamente alla fornitura di carburanti a basso tenore di zolfo. E si teme che ciò ridurrà l’offerta disponibile per autocarri e aerei e farà salire i prezzi. In risposta a ciò, l’amministrazione statunitense avrebbe cercato di ritardare le regole – sottolineano Bordoff e Halff -. Donald Trump ha ripetutamente espresso la sua preoccupazione per i prezzi elevati del petrolio, e queste regole entreranno in vigore proprio quando sarà in procinto del voto rielezione”.

PROCRASTINARE ANCORA MOSSA CONTROPRODUCENTE E DANNOSA PER GLI INTERESSI USA

Secondo i due ricercatori vi sono diverse ragioni per cui una tale mossa sarebbe sconsiderata e forse controproducente e dannosa per gli interessi degli Stati Uniti. “In primo luogo, le norme offrono importanti vantaggi per la salute pubblica. Il trasporto marittimo rappresenta il 13 per cento delle emissioni globali di zolfo, e ben la metà nelle principali città portuali come Los Angeles. L’anidride solforosa delle navi contribuisce, secondo le ricerche accademiche, a determinare tra i 212.000 e i 595.000 decessi prematuri all’anno e 14 milioni di casi di asma infantile. In secondo luogo, la probabilità che un ritardo di utilizzo del combustibile marino ad alto tenore di zolfo, che rappresenta meno del 4% della domanda mondiale di petrolio, accenda i prezzi del petrolio potrebbe essere inferiore a quanto suggerito da alcuni analisti”. In terzo luogo, “la mancanza di tempo per conformarsi alle regole dell’Omi non è mai stata una questione di tempo. L’industria ha avuto molto tempo a disposizione. Dopo che le regole sono state approvate per la prima volta nel 2008, si è ipotizzato che l’Omi potesse rinviare l’attuazione al 2025. Dal 2016, tuttavia, l’Organizzazione si è data da fare per escludere qualsiasi ritardo, proprio per segnalare all’industria la necessità di effettuare investimenti per conformarsi a norme più severe”. emissioni navigazione

PROBABILE COMUNQUE UN PERIODO DI AUMENTO DEI PREZZI DEL CARBURANTE

“Ciò non significa che non ci sarà un periodo di aumento del prezzo del gasolio. Infatti, il differenziale di prezzo tra prodotti “puliti” e “sporchi” si è ampliato, inducendo alcuni esperti a ritenere che le regole potrebbero già avere un prezzo – hanno ammesso Bordoff e Halff -. Qualsiasi ritardo dell’ultimo minuto ora non farebbe che confondere le acque” e “punirebbe ingiustamente coloro che, nei settori della navigazione e della raffinazione, hanno effettuato investimenti per conformarsi”. “Ironia della sorte, anche se la proposta degli Stati Uniti di ritardare le regole si rivelasse alla fine infruttuosa, il semplice parlare di ritardo, aumentando l’incertezza del mercato, probabilmente minerebbe gli sforzi di adeguamento dell’industria”.

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