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Claudio Fazzone transizione

Come accelerare la transizione energetica. La ricetta di Claudio Fazzone (Comm.ne Energia Senato)

Secondo Fazzone, “dobbiamo accelerare sull’eolico offshore, quale fattore determinante nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, e integrare quanto prima con gli Small Modular Reactors nucleari”

La rivista “Il Pianeta Terra” https://www.ilpianetaterra.it/ , nell’ultimo numero, ha intervistato Claudio Fazzone, presidente della Commissione Ambiente ed Energia del Senato.

Tra i diversi temi affrontati, un focus è stato dedicato al percorso di transizione energetica del nostro Paese.

La politica energetica del Paese vede come obiettivo condiviso quello della transizione energetica del comparto elettrico, con obiettivi vincolanti al 2030, 2040 e 2050. A che punto siamo?

“Siamo ancora indietro: troppe lungaggini burocratiche nell’approvazione dei progetti; personale sotto organico, a partire dalla Direzione Generale Autorizzazioni Ambientali del MASE fino alla Commissione PNIEC-PNRR, mal pagata e sotto di circa 20 componenti.

Dobbiamo accelerare sull’eolico offshore, quale fattore determinante nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, e integrare quanto prima con gli Small Modular Reactors nucleari, previa approvazione della relativa legge. L’industria italiana è pronta ed è altamente qualificata per la loro costruzione”.

Il Consiglio dei Ministri ha varato un DL sulle Aree Idonee che, secondo le analisi territoriali, non lascerebbe spazio per le rinnovabili. Pensa che si possa porre rimedio nel passaggio parlamentare? (Intervista realizzata prima della conversione in legge).

“Assolutamente sì. Avevo depositato alcuni rilevanti emendamenti in tal senso, a mia firma, compresa una norma di salvaguardia per i progetti il cui iter era partito prima dell’approvazione del decreto-legge. Il Senato, in sede di conversione, ha approvato tale emendamento, che introduce un regime transitorio per le procedure in corso alla data di entrata in vigore del decreto, le quali continuano a svolgersi ai sensi della disciplina previgente.

Per procedure in corso si intendono quelle abilitative e autorizzatorie, ivi comprese quelle di valutazione ambientale, per le quali la verifica di completezza della documentazione presentata a corredo del progetto risulti compiuta alla data di entrata in vigore del decreto. Solo nei casi di elevato valore agricolo dell’area, la Regione territorialmente competente può ricorrere al rimedio di opposizione ex art. 14-quinquies della L. 241/90.

È stata approvata altresì un’ulteriore proposta, presentata da me e da altri colleghi, per il riconoscimento di aree idonee agli stabilimenti e impianti industriali, purché non destinati alla produzione agricola, zootecnica e di energia da fonti rinnovabili, sopprimendo la previsione dell’esclusività per gli stabilimenti e impianti sottoposti ad AIA”.

Secondo gli esiti della recente asta GSE, le fonti rinnovabili mature (eolico e fotovoltaico) continuano a dimostrare la loro economicità rispetto alle fossili. Non crede che sia giunto il momento di consentire una loro maggiore diffusione, anche grazie a una corretta informazione?

“Le Comunità Energetiche rappresentano, in tal senso, uno strumento fondamentale per coinvolgere il territorio. Il MASE deve investire di più in termini di divulgazione e lavorare con le associazioni datoriali del comparto agricoltura per coinvolgerle nella promozione dell’agrivoltaico”.

La riduzione delle emissioni, lo sviluppo occupazionale, la riduzione della bolletta, insieme alla maggiore indipendenza energetica che le rinnovabili garantiscono, sono tutti elementi positivi delle FER. Non pensa che potrebbe servire una cabina di regia a livello di Governo per consentirne una maggiore crescita?

“La cabina di regia c’è già, con l’istituzione del Dipartimento Energia al MASE, affidato a personale capace. Il problema è la difficoltà di dialogo con il Ministero dell’Agricoltura e, a tratti, con il Ministero della Cultura, con cui ultimamente ci stiamo confrontando positivamente.

Avocare alla Presidenza del Consiglio la gestione di una cabina di regia potrebbe solo ingolfare l’attività: presso di loro c’è un arretrato preoccupante di procedure VIA, su cui vi è la mancata intesa con il MIC e che devono essere approvate dal Consiglio dei Ministri. Avevo proposto, nel DL sulle Aree Idonee, l’istituzione di una Commissione speciale di esperti per la relativa istruttoria”.

La Commissione che presiede si occupa, oltre che di ambiente, anche di energia, transizione e innovazione: questi temi sono tra loro correlati?

“I temi in oggetto sono fortemente correlati, perché la ricerca sull’impatto ambientale e climatico di determinate attività umane fa progressi, ma anche la ricerca applicata sulla produzione di energia da fonti rinnovabili è in continua evoluzione. Oggi i pannelli fotovoltaici di nuova generazione hanno una superficie ridotta del 50%. L’agrivoltaico sta diventando uno strumento portante per risollevare la nostra agricoltura, economicamente in crisi, mentre le nuove torri eoliche, molto più alte e potenti, dimezzano l’occupazione del suolo. La ricerca sul nucleare fa progressi, sia sugli small reactor sia sulla fusione, e nel 2026 la nuova legge in materia sarà approvata”.

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