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Come e perché TC Energy trivella l’amministrazione Biden sul gasdotto Keystone XL

Keystone Xl

La società energetica canadese chiede al governo degli Stati Uniti 15 miliardi di dollari di danni: l’amministrazione Biden avrebbe violato i suoi obblighi di libero scambio quando ha revocato il permesso per il progetto sul gasdotto Keystone XL

 

Nuova grana per Biden. TC Energy, la società che ha sviluppato il progetto del gasdotto Keystone XL, chiede all’inquilino della Casa Bianca un risarcimento di 15 miliardi di dollari per i danni subiti dopo lo stop al gasdotto. Secondo l’azienda energetica, la nuova amministrazione avrebbe violato i suoi obblighi di libero scambio quando ha revocato il permesso per il progetto.

Lo stop alla realizzazione ha portato al licenziamento diretto di migliaia di lavoratori e ad una svalutazione aziendale di oltre 1,5 miliardi.

LO STOP AL PROGETTO

La compagnia energetica ha annunciato a giugno che sta staccando la spina al controverso progetto del gasdotto Keystone da 9 miliardi, dopo che Biden,  il primo giorno da presidente alla Casa Bianca, ha subito revocato il permesso alla realizzazione dell’infrastruttura. L’annuncio ha concluso più di un decennio di polemiche sul gasdotto, segnando una vittoria per gli ambientalisti che sostenevano che il progetto avrebbe peggiorato la crisi climatica.

LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO

Ma lo stop del gasdotto, che avrebbe dovuto trasportare il petrolio dalle sabbie bituminose del Canada negli Stati Uniti,  potrebbe costare caro a Biden. “Per recuperare i danni economici dalla cancellazione del progetto, TC Energy ha presentato venerdì un avviso di intenti al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per avviare un reclamo in base al Nafta ai sensi dell’accordo Stati Uniti-Messico-Canada”, ha dichiarato la società in una nota. La cosa non sorprende: quando è stata annunciata la cancellazione del permesso, TC Energy ha avvertito che ciò avrebbe “portato direttamente al licenziamento di migliaia di lavoratori”, come riporta la Cnn.

A maggio la società ha registrato una svalutazione di 1,79 miliardi sui risultati del primo trimestre.

NON SOLO KEYSTONE 

Non solo Keystone XL. Il progetto, negli anni passati, è stato oggetto di numerose controversie, accendendo discussioni su questioni ambientali, politiche e di giustizia sociale. Ora lo stop deciso da Biden potrebbe spingere gli ambientalisti a fare pressione per la revoca dei permessi ad altri progetti, tra cui la Linea 3 e il gasdotto Dakota Access.

 

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