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Come funzioneranno il Ppa, il contratto di Pancaking e come si applica l’Irap nel Dl bollette

Il Servizio Studi di Senato e Camera ha analizzato il pacchetto di riforme energetiche pensate per il 2026, finalizzate a una redistribuzione fiscale che allevi il peso dei costi per le piccole e medie imprese, introduca sconti volontari per le famiglie e risolva le asimmetrie del mercato del gas.

L’iter per la conversione in legge del cosiddetto Decreto Bollette entra nel vivo con l’approdo del testo alla Camera dei Deputati. Il provvedimento è stato formalmente assegnato alla Commissione X Attività Produttive in sede referente, e il percorso parlamentare vedrà il coinvolgimento, attraverso i pareri, di numerose altre Commissioni: Affari Costituzionali, Bilancio e Tesoro, Ambiente, Trasporti, Agricoltura e Politiche UE, oltre alla Commissione per le questioni regionali e al Comitato per la legislazione. La conduzione politica del dossier è stata affidata ai relatori Giorgia Andreuzza per la Lega e Riccardo Zucconi per Fratelli d’Italia. In questo scenario, il Servizio Studi di Senato e Camera ha analizzato il pacchetto di riforme energetiche pensate per il 2026, finalizzate a una redistribuzione fiscale che allevi il peso dei costi per le piccole e medie imprese, introduca sconti volontari per le famiglie e risolva le asimmetrie del mercato del gas.

LA NUOVA BACHECA PPA E IL RUOLO DI GARANTE DEL GSE

Uno dei pilastri fondamentali della manovra risiede nell’impulso ai contratti di compravendita di energia rinnovabile a lungo termine, meglio noti come Power Purchase Agreements (PPA). La piattaforma dedicata viene radicalmente trasformata: da semplice vetrina diventa una sede operativa di negoziazione, strutturata in due sezioni distinte. La prima riguarda le negoziazioni libere, dove gli operatori possono pubblicare annunci e manifestare interessi in totale autonomia; la seconda, definita “qualificata”, è riservata a soggetti prequalificati dal GSE per stipulare contratti di durata non inferiore ai tre anni, potendo contare su un solido sistema di garanzie statali. (…)

LA RIFORMA EUROPEA E IL MERCATO ALL’INGROSSO

La necessità di tali riforme è la fotografia scattata dal Servizio Studi parlamentare, che evidenzia le criticità del “mercato del giorno prima” (MGP). In questo sistema, i prezzi sono determinati dal cosiddetto impianto marginale, ovvero l’ultimo necessario a coprire la domanda, spesso alimentato a gas o carbone e quindi più costoso. La crisi energetica ha dimostrato che l’impennata dei combustibili fossili trascina l’intero mercato all’ingrosso, penalizzando le fonti rinnovabili che hanno costi marginali inferiori. (…)

CONTRASTO AL PANCAKING E SERVIZIO DI LIQUIDITÀ PER IL GAS

Il mercato del gas all’ingrosso italiano sconta storicamente prezzi più alti rispetto al Nord Europa a causa del “pancaking”, ovvero l’accumulo di costi di entrata e uscita che il gas paga attraversando ogni confine nazionale. Per compensare questo svantaggio, l’articolo 10 introduce un servizio di liquidità regolato da Arera. Il meccanismo prevede che Snam selezioni tramite procedure competitive operatori pronti a immettere gas in Italia a prezzi allineati all’indice olandese TTF, ricevendo in cambio un premio regolatorio. Questa misura, finanziata con 200 milioni di euro derivanti dalla vendita degli stoccaggi di ultima istanza, mira ad allineare il Punto di Scambio Virtuale (PSV) italiano ai parametri europei. Nello scenario di azzeramento dello spread, il risparmio stimato per il sistema è di 1,6 miliardi di euro annui, ripartito equamente tra consumatori di gas e utenti elettrici. Inoltre, l’articolo 9 stanzia circa 410 milioni di euro per tagliare gli oneri di trasporto e distribuzione per le imprese gasivore e per quelle con consumi superiori a 80.000 smc/anno. (…)

L’AUMENTO DELL’ALIQUOTA IRAP PER IL COMPARTO ENERGETICO

Per finanziare queste misure, il Governo ha previsto un innalzamento di due punti percentuali dell’aliquota Irap per le grandi imprese operative nell’estrazione, raffinazione e distribuzione di energia e gas, portandola dal 3,9% al 5,9%. Questo incremento dovrebbe generare circa 431,5 milioni nel 2026 e 501 milioni nel 2027. Queste risorse saranno convertite in uno sconto sulla componente Asos della bolletta elettrica per le utenze non domestiche, con un risparmio previsto per le PMI di circa 3,5 euro per ogni megawattora consumato.

Stando alla documentazione tecnica del Servizio Studi, l’Irap continuerà ad applicarsi sul valore della produzione netta secondo i principi di “derivazione dal bilancio”, “correlazione” (tra componenti positivi e negativi) e “inerenza” dei costi all’attività d’impresa. (…)

La notizia completa è visionabile nella sezione “Agenzia di Stampa” del sito.

 

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