Bruxelles invita i governi a riempire i depositi già da aprile per arginare le speculazioni causate dal conflitto in Iran. L’Italia vanta scorte al 43,9%, il doppio rispetto alla media di Germania e Francia.
L’Unione Europea corre ai ripari per blindare la prossima stagione invernale di fronte a un mercato energetico globale in profonda turbolenza. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche all’agenzia Reuters, la Commissione Europea ha esortato ufficialmente i governi degli Stati membri ad avviare le operazioni di riempimento dei depositi di gas naturale con immediata urgenza.
L’obiettivo della manovra, discussa durante una riunione a porte chiuse a Bruxelles, è quello di anticipare la consueta tabella di marcia sfruttando la finestra di aprile per accumulare scorte strategiche. Nonostante l’esecutivo comunitario rassicuri sulla mancanza di una minaccia immediata alla continuità degli approvvigionamenti fisici, la preoccupazione principale resta la fiammata dei prezzi, che rischia di destabilizzare ulteriormente il tessuto economico del continente.
L’IMPATTO DEL CONFLITTO IN IRAN SUI MERCATI ENERGETICI
Le ragioni di questa accelerazione risiedono nella grave crisi geopolitica scoppiata lo scorso 28 febbraio, con l’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Da quella data, i prezzi del gas in Europa hanno subito un’impennata vertiginosa, crescendo di oltre il 70% in meno di un mese. Il conflitto ha colpito i gangli vitali del commercio energetico: lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale attraverso cui transita il 20% dei flussi globali di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL), è di fatto chiuso.
Parallelamente, le infrastrutture del Qatar hanno subito danni significativi a causa degli attacchi iraniani, provocando una contrazione del 17% nella capacità di esportazione di GNL del Paese arabo. Questa combinazione di fattori ha generato un clima di forte incertezza che spinge Bruxelles a cercare una stabilizzazione preventiva.
LA CLAUSOLA DI FLESSIBILITÀ E IL NUOVO TARGET DI STOCCAGGIO
Per agevolare il compito dei governi e ridurre la pressione finanziaria sulle aziende, la Commissione ha ribadito la possibilità di avvalersi della flessibilità prevista dalla legislazione europea vigente. Nello specifico, agli Stati membri è concesso di puntare a un obiettivo di riempimento dell’80% della capacità totale in vista dell’inverno, discostandosi così dal requisito formale e più stringente del 90%.
Questa misura mira a evitare che le società energetiche, scoraggiate dai prezzi attuali proibitivi, rimandino gli acquisti all’estate inoltrata, innescando una corsa al gas che provocherebbe nuovi picchi speculativi insostenibili. L’invito è dunque quello di spalmare il fabbisogno su un arco temporale più ampio per mitigare l’impatto sui listini.
GRUPPO DI COORDINAMENTO GAS SI CONFERMA PRONTO ALLA PROSSIMA STAGIONE INVERNALE
Nel corso di una riunione del Gruppo di coordinamento del gas tenutasi questa mattina, la Commissione e i paesi dell’UE hanno discusso della sicurezza dell’approvvigionamento di gas dell’UE alla luce delle continue interruzioni in Medio Oriente. La Commissione ha fatto riferimento alla lettera inviata dal Commissario Jørgensen, in cui invitava i paesi dell’UE a utilizzare le disposizioni di flessibilità previste dal regolamento sullo stoccaggio del gas e a valutare la possibilità di ridurre il proprio obiettivo di riempimento all’80% il prima possibile durante la stagione di riempimento, al fine di fornire certezza e rassicurazioni agli operatori di mercato.
Il Gruppo ha discusso con ENTSOG diversi scenari per la preparazione all’inverno. Durante lo scambio, la Commissione e i paesi dell’UE hanno confermato che al momento non si osservano rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento. Sebbene i livelli delle scorte di gas siano inferiori alla media degli ultimi 5 anni, rimangono stabili e un’immissione anticipata nelle scorte consentirà all’UE di beneficiare di un periodo di immissione più lungo e ai paesi dell’UE di adattarsi alle condizioni di mercato, mitigando la pressione sui prezzi ed evitando la corsa al riempimento delle scorte a fine estate.
La Commissione si sta coordinando con i partner internazionali, in particolare in Asia, al fine di condividere la propria esperienza e coordinare le possibili azioni. La Commissione continuerà a monitorare e rivalutare la situazione relativa alla sicurezza dell’approvvigionamento di gas, in coordinamento con i paesi dell’UE.
LO STATO DELLE RISERVE: IL CASO VIRTUOSO DELL’ITALIA
Il quadro attuale delle riserve europee appare insolitamente fragile per questo periodo dell’anno. Stando ai dati forniti da Gas Infrastructure Europe, la media degli stoccaggi nell’UE si attesta appena al 28,45% della capacità complessiva. Tuttavia, l’analisi mostra profonde divergenze nazionali: mentre le potenze industriali come Germania e Francia arrancano, entrambe ferme a una quota del 22%, l’Italia si posiziona in una situazione di relativa sicurezza.
Il sistema italiano vanta infatti scorte pari al 43,92%, un dato ben oltre la media continentale che garantisce a Roma un margine di manovra superiore rispetto ai partner europei. All’estremo opposto si trovano i Paesi Bassi, dove le caverne di stoccaggio sono quasi esaurite, segnando un critico 6% della capacità totale.
DIVERSIFICAZIONE E TENUTA DELLA RETE DI APPROVVIGIONAMENTO
Nonostante la gravità del contesto mediorientale, un portavoce della Commissione Europea ha precisato durante una conferenza stampa che la resilienza del sistema energetico dell’Unione non è attualmente in discussione. La sicurezza dei flussi è garantita dal successo della strategia di diversificazione attuata negli ultimi anni, che ha spostato il baricentro delle importazioni verso fornitori considerati stabili e sicuri.
L’Europa dipende oggi principalmente dalle condotte della Norvegia e dai carichi di GNL provenienti dagli Stati Uniti, riducendo drasticamente l’esposizione verso i produttori dell’area del Golfo colpiti dagli attacchi. La sfida, dunque, non è trovare la materia prima, ma riuscire ad acquistarla a prezzi che non compromettano la competitività e la stabilità sociale dei cittadini europei.


