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Eni San Pietro sala

Con il progetto “Oltre il visibile” Eni svela i lati più nascosti della Basilica di San Pietro

Eni, grazie alle sue competenze e tecnologie, ha realizzato uno studio e un monitoraggio del complesso architettonico della basilica, affinché questa rimanga solida e continui ad essere nel tempo patrimonio dell’umanità

Si chiama “Oltre il visibile”, poiché mira a svelare anche ciò che gli occhi possono solo immaginare riguardo la maestosa Basilica di San Pietro, cuore della cristianità, capolavoro assoluto della storia dell’architettura e monumento patrimonio dell’umanità UNESCO.

L’iniziativa congiunta per lo studio e il monitoraggio integrato della Basilica di San Pietro in Vaticano – promossa da Fabbrica di San Pietro ed Eni nell’ambito delle celebrazioni per il Quarto Centenario della Dedicazione della Basilica (1626-2026) – è stata illustrata nel dettaglio nella mattinata odierna, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella Sala Stampa Vaticana.

All’evento hanno partecipato il Cardinale Mauro Gambetti, O.F.M. Conv., Arciprete della Basilica Papale di San Pietro e Presidente della Fabbrica di San Pietro, Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni, Alberto Capitanucci, Senior Advisor Progetti Speciali della Fabbrica di San Pietro, Annalisa Muccioli, Responsabile Ricerca e Sviluppo e funzioni tecniche di Eni e Jacopo Veneziani, storico dell’arte.

LE TECNOLOGIE DI ENI AL SERVIZIO DELLA BASILICA DI SAN PIETRO

Il progetto riveste particolare rilievo dal momento che tecnologie all’avanguardia consentono a pellegrini e visitatori di tutto il mondo di conoscere, vivere e interagire con la Basilica di San Pietro e il suo Ecosistema Digitale.

In un lavoro minuzioso condotto in modo congiunto con la Fabbrica, Eni ha messo a disposizione della basilica di San Pietro le proprie tecnologie avanzate, realizzando uno studio e un monitoraggio del complesso architettonico, affinché questo rimanga solido e continui a essere nel tempo patrimonio dell’umanità.

Così, in un lavoro di precisione e attenzione ai particolari con la massima cura rispetto verso un’opera di grande valore, non ci si è fermati a ciò che è visibile ma si è andati “oltre il visibile”, oltre quello che i pellegrini vedono e sentono entrando in basilica.

UN SISTEMA DI MONITORAGGIO STRUTTURALE PERMANENTE

Si è scesi nei sotterranei per monitorarne la salute strutturale e valutare quali conseguenze abbia prodotto il passare del tempo. L’attività eseguita ha previsto l’installazione di un sistema di monitoraggio strutturale permanente, l’analisi geologica e idrogeologica del sottosuolo, indagando ciò che non appare agli occhi – come le fondamenta e la geologia areale del sito – e ciò che invece appare visibile, come la parte architettonica e strutturale, al fine di accrescere la conoscenza sulla basilica e garantirne la conservazione nel tempo.

EniProgetti, società di ingegneria del gruppo, ha condotto uno studio tecnico scientifico che ha coinvolto un team multidisciplinare composto da geofisici, geologi, ingegneri, esperti di sicurezza sul lavoro e supervisori tecnico-scientifici, e che ha richiesto oltre 4.500 ore di lavoro sul campo di esperti interni ed esterni a Eni.

GAMBETTI: PAPA LEONE RINNOVA SENZA DEMOLIRE

“Lanceremo nuovi servizi per i pellegrini, come un’app per seguire la liturgia nella basilica, con la traduzione in tempo reale in 60 lingue”, ha dichiarato il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro e Presidente della Fabbrica di San Pietro, che ha aggiunto: “apriremo poi altre aree del complesso monumentale che fino ad oggi non erano visitabili, questo per alleggerire il carico dei pellegrini che vogliono visitare la basilica. Renderemo poi accessibile l’intera terrazza della basilica, permettendo di visitare i 3 ventagli absidali, dove installeremo delle esposizioni multimediali permanenti sulla storia, l’architettura, la tecnica e la manutenzione della basilica.

Svilupperemo poi l’ecosistema digitale con ‘Smart Pass’, un nuovo software per prenotare le visite in basilica. Ci sarà poi un sistema di monitoraggio delle presenze per conoscere i flussi delle persone, anche per la loro sicurezza. Oggi, a differenza dei pontefici del passato, Papa Leone può permettersi di rinnovare senza demolire, grazie alle tecnologie e alle tecniche che Eni e altre società italiane, come Ferrovie dello Stato Engineering, hanno messo a disposizione”.

GRANATA (ENI): ABBIAMO REALIZZATO IL GEMELLO DIGITALE DELLA BASILICA DI SAN PIETRO

“Insieme alla Fabbrica di San Pietro abbiamo lavorato per 18 mesi, studiando il lavoro da fare, poi abbiamo impiegato circa 4.500 ore a raccogliere tutti i dati necessari a monitorare tutti i movimenti che possono avvenire nella basilica, ma anche per essere di supporto alle figure tecniche che hanno la responsabilità di prendere le decisioni”. Così Claudio Granata, direttore Stakeholder Relations & Services di Eni.

“Abbiamo realizzato il gemello digitale della struttura – ha aggiunto Granata -, che permette di monitorare cosa sta avvenendo all’interno dell’intera area della Basilica di San Pietro. Investire nella tecnologia ha un grandissimo ritorno”.

MUCCIOLI (ENI): ORA POSSIAMO CONOSCERE MEGLIO TUTTE AREE DELLA BASILICA

Annalisa Muccioli, Responsabile Ricerca e Sviluppo e funzioni tecniche di Eni, ha ricordato come “nei decenni abbiamo studiato le profondità della Terra e le sue caratteristiche e abbiamo potuto modellizzare il sottosuolo. Forti di queste competenze, abbiamo accettato con entusiamo l’invito a partecipare a questa iniziativa. Abbiamo consultato e studiato a fondo numerosi documenti, che coprono un periodo di tempo che va dal 1600 ai giorni nostri”.

“Abbiamo lavorato – ha aggiunto Muccioli – su modelli digitali ed elaborati cartacei. Il progetto ha coperto circa 80.000 mq di superficie, includendo sia ciò che e visible che quello che non lo è, come le fondazioni della basilica. Abbiamo installato un sistema di monitoraggio permanente e un gemello digitale della basilica, che rappresenta un modello che unisce 3 dimensioni: le geometrie della basilica, la geologia del sottosuolo e i dati raccolti da un sistema di monitoraggio strutturale. È un modello senza precedenti della basilica di San Pietro: oggi, infatti, possiamo conoscere meglio tutte le aree della basilica, incluse le fondamenta e la falda acquifera su cui insiste”.

CAPITANUCCI: DA OGGI LA FABBRICA DI SAN PIETRO CURERÀ ANCHE LA BASILICA DIGITALE

“Con questo progetto – ha commentato Alberto Capitanucci, Senior Advisor Progetti Speciali della Fabbrica di San Pietro – entriamo nelle profondità della basilica di San Pietro. L’iniziativa con Eni ci permette di ricondurre ad un unicum delle misurazioni che sono state effettuate 25 anni fa”.

“Ora – ha aggiunto Capitanucci – è stato installato un raffinato sistema sensoristico, che permette di misurare gli spostamenti all’interno della basilica. Nella documentazione che Eni ci lascia, oltre a un significativo hard disk pieno di dati, c’è anche un lotto documentale cartaceo, la cui utilità non è passata di moda ma, anzi, è ancora importantissima. Ciò ci permetterà di costruire un nuovo corpo documentale della basilica di San Pietro. Otteniamo inoltre delle importantissime informazioni geofisiche sulla basilica. D’ora in poi la Fabbrica di San Pietro avrà una cura della basilica digitale, che affiancherà alla cura fisica”.

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