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Con l’inverno impennata dei prezzi gas in Italia. Ecco perché

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Sugli aumenti del gas in Italia ha pesato la speculazione che, conoscendo le rigidità del sistema italiano, ha scommesso sulla crescita del prezzo

La brusca discesa delle temperature agevola la speculazione nella creazione di picchi di prezzo; il PSV italiano disallineato rispetto alle altre piattaforme europee

Negli ultimi giorni l’ondata di freddo che si è abbattuto in Italia e in Europa ha fatto salire in modo imprevisto il prezzo del gas. In effetti il brusco abbassamento delle temperature ha portato ad una decisa crescita della domanda di gas ad opera soprattutto delle utenze residenziali, facendo così registrare un imprevisto, quanto marcato, scatto in su dei prezzi al Punto di Scambio Virtuale (PSV), la piattaforma di cessione e compensazione del gas.

COS’È IL PUNTO DI SCAMBIO VIRTUALE

Il PSV non è un mercato borsistico propriamente detto, nel quale cioè è presente un banditore, un regolamento per gli scambi, prodotti finanziari tendenzialmente standardizzati. Molto più semplicemente il PSV è un sito o punto d’incontro, dove Domanda e Offerta scambiano e compravendono gas. Può essere fisico, e perciò le parti dispongono materialmente della commodity (gas) e la scambiano in tempo reale; oppure può essere virtuale – ed è il nostro caso – cioè la transizione è relativa ad uno scambio futuro, in un mercato determinato, ma esterno alla piattaforma. L’acronimo sintetizza molto bene l’insieme delle caratteristiche.

A COSA SERVE IL PSV

Il PSV, che nella storia del mercato dell’energia italiano è stato di parecchi anni precedente alla costituzione del mercato borsistico, ha come primaria funzione quella di permettere ai vari operatori di mercato (fornitori, trader, grossisti, shipper ecc.) di compensare la propria posizione in Rete, ossia di approvvigionarsi o cedere gas in eccesso, al fine di ottenere, nel giorno di consegna, una posizione di equilibrio. Per ogni operatore immissione e prelievo di gas dovranno sempre essere in pareggio di bilancio: tanto viene inserito nel sistema, tanto deve essere prelevato.

PREZZI E SQUILIBRI

In Italia il prezzo medio del PSV nel 2018 è stato pari a 24,55 €/MWh, mentre nei primi 5 mesi di quest’anno si è aggirato intorno a 20 €/MWh, valore più basso perché ancora mancante dell’inevitabile crescita autunnale. Il picco per quest’ultimo biennio è atteso fra i 29 – 30 €/MWh. Incrementi e flessioni sono quindi comuni, anzi naturali, e riflettono le forze di mercato nelle singole stagionalità o nei specifici mesi.

Bisogna, tuttavia, pensare che il prezzo indicato non è quello di una fornitura stagionale, ma solo di un approvvigionamento compensativo, ovvero di un ‘rimpinguamento’, ricercato per essere meglio strutturato in uno specifico giorno. E questo processo di adattamento verso la parità (fine tuning) avviene quotidianamente. Ciò vuol dire che il prezzo al PSV risponde a logiche distinti e lontani da quelli della fornitura di medio – lungo periodo.

COSA È SUCCESSO IN ITALIA SUL PREZZO DEL GAS

Qual è dunque l’elemento dissonante? Ad inizio settimana scorsa si sono verificati dei rincari eccessivamente elevati, per cui si è saliti di oltre 2/MWh nel singolo giorno, ossia oltre l’8% sul prezzo medio annuale. Nelle omologhe piattaforme europee, invece, gli incrementi sono stati meno esplosivi: nell’hub olandese, il TTF, i cui prezzi sono correlati ai nostri, la salita dei corsi è stata della metà, attestandosi a 1,05€/MWh, mentre nell’hub tedesco si è arrivati a 1,25€/MWh ed in quello austriaco a 1,4€MWh.

LA SPECULAZIONE CHE APPROFITTA DELLE IMPASSE ITALIANE

Ma perché si è impennato tanto il prezzo al PSV? In fondo il freddo era atteso; è parte ordinaria della stagione. Fra i trader serpeggia la convinzione che un simile aumento sia frutto anche della speculazione che, conoscendo le rigidità del sistema italiano, ha scommesso sulla crescita del prezzo, unico sfogo possibile in condizione di scarsità a pronti. Come noto il sistema energetico italiano si basa innanzitutto sul gas che viene approvvigionato principalmente via tubo, rifornendo fino al riempimento gli stoccaggi di terra. Gas che serve per le centrali termoelettriche e, soprattutto, per il riscaldamento domestico (80% circa). Impieghi così grandi diventano massicci in condizioni di stress e si può allora facilmente scommettere che ogni operatore vorrà avere una quota di surplus per far fronte alle emergenza. Cosicché la speculazione spinge al rialzo il prezzo anticipando o irrobustendo gli acquisti di gas dei vari operatori.

PERCHÉ NON È AVVENUTO LO STESSO IN ALTRI MERCATI UE

In sistemi più bilanciati i margini per sospingere al rialzo i prezzi sono minori, sia perché acquisti importanti sono meno credibili visto il minor numero di forniture per singola fonte; sia perché la maggior numerosità delle fonti e la loro corretta distribuzione negli usi porta a rendere la commodity non scarsa. In sostanza, dopo oltre un ventennio di apertura del mercato energetico, l’equilibrio di sistema sembra un risultato assai lontano da raggiungere, favorendo ora questa ora quest’altra fonte, a discapito di una visione d’insieme cui facesse seguito una adeguata programmazione.