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Cosa farà il governo per affrontare l’emergenza gas

Emergenza Gas

Il governo si prepara ad affrontare eventuali ulteriori interruzioni di forniture di gas dalla Russia. Nel piano emergenza anche il coprifuoco

Passano i giorni, aumenta la pressione. L’esecutivo guidato da Mario Draghi si avvicina alla resa dei conti con la Russia. Non da un punto di vista militare o diplomatico bensì energetico. Perché dopo i ricatti delle settimane scorse, il timore che nuove interruzioni possano sconvolgere ulteriormente un quadro già instabile c’è.

CONTRO L’EMERGENZA GAS: RAZIONAMENTI, CENTRALI A CARBONE, AUSTERITY

Draghi e i suoi non vogliono far trasparire allarmismo. Ma serve muoversi concretamente in caso di nuove ritorsioni da Mosca sul gas. Perché, forse, è vero che la Germania può dirsi ancora più preoccupata di noi ma non dev’essere questo il punto. La questione invece è mettere in sicurezza il prossimo inverno, accelerare la fine della dipendenza dalle forniture russe, affrontare il fronte economico di questa situazione.

Come scrive Repubblica, il piano del governo prevede “una serie di interventi che vanno dal “razionamento” del gas alle industrie energivore al maggior utilizzo delle centrali a carbone per la produzione di elettricità. Ma anche l’introduzione di politiche di austerity dei consumi: riscaldamento più contenuto, risparmi sull’illuminazione pubblica”.

Secondo il Messaggero, in questo piano di contenimenti forzati si “ipotizza di abbassare di due gradi la temperatura dei climatizzatori e del teleriscaldamento (fino a 19 gradi per i termosifoni e a 27 gradi nel caso dei condizionatori estivi). Ma è prevista anche la riduzione dell’orario di accensione, visto che il grosso dei consumi residenziali deriva proprio dal capitolo riscaldamento. E si ipotizza il “coprifuoco” la sera per l’illuminazione”.

Verranno coinvolte le città nel loro complesso, oltre al singolo cittadino. In questo caso, l’idea è ridurre l’illuminazione del 40%. “Il che vuol dire accendere un lampione su due di notte. Ma in casi estremi anche gli uffici pubblici potrebbero chiudere in anticipo, alle 17,30. A loro volta, i negozi potrebbero dover anticipare la chiusura alle 19. Infine, anche i locali potrebbero andare incontro al coprifuoco alle 23. Poi toccherebbe alle imprese”.

SERVONO ANCHE LE CENTRALI A CARBONE

Ma c’è anche il carbone, come ribadito più volte. In Italia abbiamo sei centrali che entro il 2025, ad oggi, dovranno affrontare il phaseout. Gli impianti però stanno già operando per tamponare le mancanze di oggi. E “nelle ultime settimane stanno coprendo fino all’8% del fabbisogno di energia elettrica, il doppio della media degli ultimi anni. L’obiettivo è quello di sostituire almeno 5 miliardi di metri cubi di gas”.

IL SENTIMENT DEGLI ESPERTI SUL GAS

Potrebbero, insomma, essere giorni particolarmente delicati sul fronte degli interventi. Ma provando a guardare un po’ più dall’alto la situazione, La Stampa  ha sondato un po’ il mood di alcuni esperti.

Ad esempio, secondo Andrea Giuricin dell’Istituto Bruno Leoni, “quest’inverno l’ipotesi peggiore, quella del razionamento, sarà evitata. La dipendenza italiana dal gas russo è scesa dal 40 al 25%, grazie al raddoppio del flusso attraverso il metanodotto Tap dall’Azerbaigian, a una crescita del 4% dell’estrazione nazionale (che peraltro resta molto al di sotto delle possibilità) e a maggiori arrivi ai rigassificatori. Nel futuro immediato non sarebbe comunque facile fare del tutto a meno del gas russo”.

Meno ottimisti sono apparsi, invece, Giovanni Zorzoli (presidente dell’Associazione italiana degli economisti dell’energia) e Davide Tabarelli di Nomisma Energia. Per il primo, il problema “non sarà tanto la mancanza fisica di metano, ma il suo prezzo, che rischia di mettere in crisi interi settori industriali”. Mentre per il collega, “con questi prezzi i meccanismi di mercato sono completamente saltati. È assurdo che nell’emergenza in cui ci troviamo gli stoccaggi vengano lasciati a presunti meccanismi di mercato”. Insomma, ci sarà ancora da sudare.

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