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Cosa ha approvato il Consiglio dei ministri di ieri: Euro 5, siderurgia ed emissioni

Approvati ieri in CdM tre provvedimenti che intervengono su circolazione dei diesel Euro 5, continuità produttiva degli impianti siderurgici strategici e recepimento della nuova disciplina europea sulle emissioni industriali

La riunione di Palazzo Chigi di giovedì 24 settembre ha portato a una serie di decisioni su dossier che coinvolgono da vicino imprese e territori. I provvedimenti approvati intervengono su termini già fissati, procedure di amministrazione straordinaria e recepimento della normativa europea: per gli Euro 5 il termine delle limitazioni strutturali viene spostato dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027, sul fronte ambientale arriva l’approvazione definitiva del decreto legislativo sulla Direttiva (UE) 2024/1785, mentre per gli impianti siderurgici viene chiarita la possibilità per i Commissari di continuare a pagare i debiti necessari alla continuità produttiva.

EURO 5, UN ANNO IN PIÙ PER LE LIMITAZIONI

Il Consiglio dei ministri, riunito a Palazzo Chigi giovedì 24 settembre 2026, ha approvato il decreto-legge sulle misure urgenti per la circolazione dei veicoli diesel appartenenti alla categoria ambientale “Euro 5”. Il provvedimento sposta dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 il termine a partire dal quale Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna sono tenute a prevedere nei rispettivi piani di qualità dell’aria specifiche limitazioni strutturali alla circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali diesel Euro 5.

La misura non elimina la possibilità di intervenire sulla circolazione prima del 2027. La disciplina mantiene infatti la facoltà delle Regioni di introdurre anticipatamente le limitazioni attraverso l’aggiornamento dei piani di qualità dell’aria. Restano inoltre possibili misure compensative alternative al divieto strutturale, purché assicurino risultati equivalenti nella riduzione degli inquinanti e siano coerenti con gli obblighi europei. In Veneto, per esempio, per la stagione 2026-2027 la Regione ha previsto l’estensione di un’ora dei divieti giornalieri di circolazione dei veicoli inquinanti e la riduzione del periodo annuale di esercizio degli impianti termici.

SIDERURGIA, I COMMISSARI POSSONO CONTINUARE A PAGARE I DEBITI

Nel decreto-legge sulle misure urgenti in materia di giustizia, funzionalità del Ministero dell’interno e impianti di interesse strategico nazionale approvato, è inserita anche una disposizione relativa alle procedure di amministrazione straordinaria degli stabilimenti siderurgici di interesse strategico nazionale. Il testo chiarisce che i Commissari possono continuare a pagare i debiti sorti per assicurare le esigenze indifferibili legate alla continuità produttiva. La disposizione si colloca nel quadro delle misure già adottate per sostenere la funzionalità degli impianti siderurgici sottoposti ad amministrazione straordinaria. Il quadro normativo relativo agli impianti ex ILVA prevede, tra l’altro, interventi per il ripristino, la manutenzione e la continuità produttiva degli impianti.

Il tema della continuità produttiva degli stabilimenti siderurgici è stato oggetto di ulteriori interventi parlamentari nel corso del 2026. Tra le misure esaminate figura anche un fondo destinato alle piccole e medie imprese di autotrasporto, comprese quelle che operano in regime di sub-vezione, che garantiscono la funzionalità e la continuità produttiva degli impianti siderurgici di proprietà della società ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria.

EMISSIONI INDUSTRIALI, VIA LIBERA DEFINITIVO AL RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA UE

Approvato inoltre in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1785 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024, che modifica la Direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali e la Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. Il testo tiene conto dei pareri espressi dalla Conferenza unificata e dalle competenti Commissioni parlamentari.

La direttiva europea, entrata in vigore il 4 agosto 2024, fissava al 1° luglio 2026 il termine per il recepimento nazionale. La normativa interviene sulla prevenzione e sulla riduzione integrate dell’inquinamento prodotto dalle attività industriali e modifica anche la disciplina europea sulle discariche.

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