skip to Main Content

Cosa significa e perché Google e gli altri sono impegnati in energia pulita 24 ore al giorno

Secondo Una Ricerca Condotta Da Princeston Energia Pulita 24 Ore Al Giorno Potrebbe "accelerare La Trasformazione Su Vasta Scala Delle Reti Elettriche”

Secondo una ricerca condotta da Princeston energia pulita 24 ore al giorno potrebbe “accelerare la trasformazione su vasta scala delle reti elettriche”

Un approvvigionamento di energia pilita 24 ore su 24, 7 giorni su 7, contribuirà a creare un portafoglio di risorse di imprese green in grado di integrare l’energia eolica e solare intermittente con lo stoccaggio a lungo termine, la geotermia, il nucleare avanzato e il gas con cattura di CO2. Inoltre, l’approvvigionamento di energia pulita 24 ore su 24, 7 giorni su 7 da parte degli utenti potrebbe “accelerare la trasformazione su vasta scala delle reti elettriche”. È quanto emerge da un’analisi dell’università di Princeston che ha valutato gli effetti di una domanda di energia pulita totalmente soddisfatta da fonti green nell’arco dell’anno.

24-7

COSA SIGNIFICA ESSERE 100% GREEN

Al momento, come si legge su Canary Media, “quanto un’azienda o una città afferma di essere al 100% alimentata da energia pulita, ciò significa nella stragrande maggioranza dei casi che il consumo di energia elettrica è compensato da una parti quantità di Cfe, cioè di energia certificata priva di CO2. Poche realtà, invece, hanno la possibilità di abbinare il consumo con la produzione di Cfe”.

CHI NEGLI USA STA TENTANDO QUESTA STRADA

Negli Stati Uniti, per esempio, l’elenco delle entità negli Stati Uniti che si sono impegnate in una tale pratica è breve: Peninsula Clean Energy (un aggregatore di scelte comunitarie in California) si è impegnata entro il 2025 ; Google, Microsoft e il Distretto dei servizi municipali di Sacramento hanno preso di mira il 2030 ; il Los Angeles Department of Water and Power e, la città di Des Moines, Iowa, puntano il 2035.

L’ESEMPIO DI GOOGLE

Google (che ha anche finanziato la ricerca) afferma che sta facendo progressi e, ad esempio, a maggio ha annunciato un accordo con AES per fornire ai data center della Virginia del Nord il 90% di energia da fonti a emissioni zero su base oraria.

LO SCOTTO DA PAGARE

Tuttavia, avverte Axios in un articolo, “c’è uno scotto di costo potenzialmente significativo per gli apripista, un premio pagato per accelerare l’innovazione, la maturità, la finanziabilità e la disponibilità diffusa di risorse aziendali pulite”.

Back To Top