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elettricità e gas

Dl Bollette bis, salta il via libera in Cdm: coperture e price cap frenano Pichetto Fratin

Pichetto Fratin ha illustrato il provvedimento al Consiglio dei ministri del 5 novembre, ma il via libera non è arrivato. Sul tavolo il disallineamento temporale delle risorse, il confronto con Bruxelles e la ripartizione dei costi del tetto al gas. Il governo punta a riportare il testo in Cdm lunedì 9 novembre

Il decreto Bollette bis non ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri di giovedì 5 novembre. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha illustrato il provvedimento e lo ha incardinato nella riunione, ma l’esame è stato rinviato. È il secondo stop dopo quello di mercoledì 28 ottobre: nel resoconto del Cdm si indica la necessità di una nuova interlocuzione con la Commissione europea e di successive verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il testo, però, secondo quanto riferito da fonti del Mase, è considerato definitivo e l’obiettivo è riportarlo in Consiglio dei ministri lunedì 9 novembre. Il rinvio, tuttavia, lascia aperta la questione politica delle coperture e, soprattutto, di chi dovrà sostenere il costo delle compensazioni previste dal meccanismo.

COPERTURE, LA RAGIONERIA CHIEDE DI ALLINEARE RISORSE E SPESE

La questione finanziaria riguarda anche la misura che dovrebbe ridurre gli oneri di sistema in bolletta per le imprese gasivore, comprese quelle dei comparti della carta, del cemento, dell’acciaio e del vetro. Secondo la ricostruzione pubblicata da La Repubblica venerdì 6 novembre, le risorse derivano dalla vendita di riserve di gas accumulate durante la crisi energetica e sarebbero state trasferite a settembre all’ente pubblico che gestisce gli incentivi. Il beneficio scatterebbe però dal 2027, mentre le entrate sono state contabilizzate nel 2026. Da qui il rilievo della Ragioneria generale dello Stato: non una semplice assenza di copertura, ma la necessità di fare coincidere l’anno di acquisizione delle risorse con quello del loro utilizzo, evitando effetti sui saldi di finanza pubblica. Sempre secondo fonti di governo ,  per rendere operative le risorse sarebbero necessari specifici adempimenti dell’ARERA.

PRICE CAP A 58,9 EURO, L’INTESA CON BRUXELLES NON HA CHIUSO IL DOSSIER

Il secondo fronte riguarda il meccanismo centrale del decreto: un tetto di 58,9 euro per megawattora al gas utilizzato per produrre elettricità. La bozza prevede un intervento sulle offerte dei produttori nel mercato elettrico, ispirato al modello spagnolo del tope, non un limite generalizzato alle tariffe finali del gas o dell’elettricità. Il riferimento è il prezzo TTF di Amsterdam, che mercoledì 4 novembre era pari a 88,3 euro/MWh. Secondo le stime circolate con la bozza, il meccanismo potrebbe portare il prezzo elettrico a circa 160 euro/MWh e generare un beneficio sulle bollette nell’ordine del 10%. Ma si tratta di valutazioni previsionali, non di riduzioni già acquisite.

COMPENSAZIONI AI PRODUTTORI E PROSSIMO PASSAGGIO IN CDM

Resta ora da definire come finanziare il ristoro ai produttori termoelettrici per la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il tetto riconosciuto. L’ipotesi sarebbe quella di prevedere una ripartizione dell’onere tra produttori e clienti con contratti indicizzati, che beneficerebbero della riduzione del prezzo all’ingrosso, mentre sarebbero esclusi i clienti con contratti a prezzo fisso: ma qui il confronto con il settore elettrico si è fatto serrato. Elettricità Futura ha contestato l’impatto delle misure, stimando in 3,5-4,5 miliardi di euro il costo del solo decreto, che salirebbe a 6-7 miliardi considerando anche l’incremento dell’Irap previsto dalla manovra: le tensioni sono arrivate a determinare l’uscita di Elettricità Futura da Confindustria.

Il prossimo passaggio indicato dalle fonti del Mase è il Consiglio dei ministri di lunedì 9 novembre. Prima del voto dovranno essere sciolti il disallineamento contabile, gli adempimenti regolatori e il confronto europeo sulla distribuzione delle compensazioni.

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