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Dl Energia febbraio

Dl Energia, Pichetto Fratin annuncia il traguardo: il provvedimento atteso per il mese di febbraio

Il Ministro dell’Ambiente lancia la sfida della competitività industriale sul modello tedesco e prepara una norma sul permitting dei data center. Rinnovato l’accordo con la Francia per il riprocessamento delle scorie nucleari.

Il decreto Energia è ormai entrato nella sua fase di risoluzione e si appresta a sbarcare in Consiglio dei Ministri nel giro di poche settimane. È quanto emerso dalle parole del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che a margine degli Energy Days in corso a Torino ha delineato l’imminente cronoprogramma di un provvedimento atteso con urgenza dal mondo produttivo. La fotografia scattata dal titolare del dicastero di via Cristoforo Colombo descrive un testo ormai definito sotto il profilo tecnico, ma che necessita degli ultimi passaggi politici per la definitiva blindatura.

CONCERTO MINISTERIALE PER L’ULTIMO MIGLIO DEL DECRETO

“Ormai stiamo andando avanti articolo per articolo, sta diventando un treno con tantissimi vagoni: tutta la parte tecnica è praticamente conclusa”, ha spiegato il Ministro rispondendo alle sollecitazioni sui tempi di approvazione. La scelta di non diffondere i contenuti tecnici prima del tempo risponde alla volontà di evitare dibattiti prematuri su regole che, per loro natura, generano consensi e dissensi alterni. Attualmente l’intervento è oggetto di una condivisione interministeriale, un momento di concerto finale tra i tecnici dei vari dicasteri che dovrebbe portare alla pubblicazione ufficiale del Dl Energia entro il mese di febbraio.

LA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ E IL RIFERIMENTO ALLA GERMANIA

L’obiettivo primario dell’azione di governo è il mantenimento della struttura produttiva italiana, con un occhio di riguardo per le imprese che utilizzano la media tensione, ovvero quelle oltre i 16,5 kW. Su questo fronte, Pichetto Fratin è stato netto: “Non possiamo differenziarci troppo dalla Germania. Il nostro riferimento è Berlino, non la Francia che ha il nucleare, né la Spagna che gode del fotovoltaico andaluso e produce a prezzi bassissimi”. L’Italia sconta una scelta fatta quarant’anni fa che l’ha resa fortemente dipendente dal gas. La strategia ora punta ad aumentare la produzione da fonti rinnovabili nonostante le resistenze locali. L’intenzione è arrivare a un disaccoppiamento dei prezzi utilizzando l’energia pulita già disponibile, tenendosi agganciati al governo tedesco che ha recentemente stanziato un piano nazionale da 26 miliardi di euro. “La salvezza dei nostri paesi è tenersi agganciati”, ha ribadito il Ministro citando i recenti incontri bilaterali con la controparte tedesca.

SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI E STOP AL GAS RUSSO

In merito alla sicurezza energetica, il Ministro ha rassicurato sulla tenuta del sistema nonostante lo stop definitivo alle forniture da Mosca. “Per noi non ci saranno effetti perché già nel 2024 ne utilizzavamo poco e nel 2025 il gas in entrata al Tarvisio veniva girato all’Austria”. Sebbene quantitativamente l’Italia sia sicura grazie all’Azerbaigian, alla Libia e ai 28 miliardi di metri cubi di capacità di rigassificazione, resta il problema del prezzo complessivo condizionato dal Ttf e da variabili internazionali come il clima negli Stati Uniti. Pichetto Fratin ha inoltre annunciato una missione in Algeria, primo fornitore nazionale con oltre 20 miliardi di metri cubi. È emersa però una critica alla tassazione Ets sul fossile, che in Italia pesa maggiormente poiché il prezzo dell’energia è determinato dal gas: “Quella che dovrebbe essere una tassa per incoraggiare le rinnovabili, per un paese collinare e montano come il nostro, finisce per scoraggiare l’elettricità incoraggiando l’uso della legna”.

LA ROADMAP SUL NUCLEARE E L’ACCORDO CON LA FRANCIA

Per quanto riguarda il futuro dell’atomo, l’obiettivo dichiarato è chiudere l’iter del disegno di legge delega prima della fine della legislatura. Il confronto parlamentare, attualmente in fase di audizioni alla Camera, dovrà svolgersi nel merito e senza pregiudizi ideologici. Parallelamente, Pichetto Fratin ha annunciato di aver firmato il rinnovo dell’accordo di Lucca con la Francia, che prevede il riprocessamento delle scorie nucleari fino al 2056. Il cronoprogramma prevede il trasferimento delle ultime scorie entro il 2039 e l’inizio del rientro del materiale riprocessato. Sul tema del deposito nazionale, il Ministro ha invocato un approccio scientifico che coinvolga tutto il territorio, superando il vecchio modello a blocco unico: “Dobbiamo distinguere tra alta intensità, che riguarda quantitativi minimi di pochi metri cubi, e bassa o media intensità, come ferro e mattoni del decommissioning o rifiuti ospedalieri, che hanno una natura radioattiva ma una gestione differente”.

NUOVE REGOLE PER IL PERMITTING DEI DATA CENTER

Un’importante novità normativa riguarderà i data center, definiti dal Ministro come grandi consumatori di energia e produttori di calore. Entro pochi giorni verrà emanata una norma per regolamentare le procedure di permitting e la loro localizzazione strategica. Si tratta di un cambio di paradigma: per la prima volta lo Stato si occupa direttamente del grande consumatore per garantirne la fruibilità e l’integrazione nella rete. Le proiezioni indicano per queste infrastrutture una domanda robusta di energia, stimata in circa 20 miliardi di chilowattora tra il 2035 e il 2040.

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