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shock petrolifero

Ecco chi controlla le riserve di petrolio d’emergenza europee

Nel marzo scorso i Paesi europei hanno contribuito con 107,5 milioni di barili a un rilascio di emergenza da 400 milioni di barili deciso dall’AIE, dopo che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha sconvolto i mercati globali

Per fronteggiare i periodi di crisi energetica, l’Unione Europea dispone di riserve costituite da milioni di tonnellate di petrolio, diesel e altri combustibili. Ma chi gestisce queste scorte fondamentali? L’UE può ordinare l’immissione di petrolio sul mercato o la decisione spetta ai governi nazionali?

La Commissione Europea stabilisce le regole e verifica che i Paesi mantengano sufficienti riserve di petrolio. Le scorte, però, restano sotto controllo nazionale, mentre i grandi rilasci internazionali sono coordinati dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE).

LA DECISIONE SUL RILASCIO DELLE SCORTE DI PETROLIO

Come ha dichiarato ieri ai giornalisti un portavoce della Commissione UE, “la decisione di procedere a un rilascio e la relativa organizzazione spettano all’AIE. Noi siamo pronti a convocare un gruppo di coordinamento sul petrolio o, se necessario, una riunione della task force UE sulla sicurezza energetica per rafforzare il coordinamento tra noi e valutare ulteriormente la situazione”.

Le dichiarazioni sono arrivate dopo il recente annuncio del G7, secondo cui nei prossimi quattro mesi dovrebbero essere immessi sul mercato 100 milioni di barili di petrolio. Per prime dovrebbero essere rilasciate le scorte di diesel, con l’obiettivo di frenare l’aumento dei prezzi e i timori di interruzioni nelle forniture.

Il volume esatto di diesel e petrolio che verrà rilasciato, però, non è chiaro: prima dell’annuncio ufficiale, alcuni diplomatici UE avevano affermato che la quantità sarebbe stata ripartita in modo equilibrato tra i due prodotti. L’AIE non ha risposto alla richiesta di commento di Euronews.

IL RILASCIO D’EMERGENZA DEL MARZO 2026

Nel marzo scorso i Paesi europei hanno contribuito con 107,5 milioni di barili a un rilascio di emergenza da 400 milioni di barili deciso dall’AIE, dopo che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha sconvolto i mercati globali.

Dei 107,5 milioni di barili, 32,7 milioni provenivano da scorte di emergenza di proprietà statale, mentre il resto è stato prelevato dalle scorte obbligatorie dell’industria. Le Americhe hanno fornito 195,8 milioni di barili e la regione Asia-Pacifico 108,6 milioni.

LE RISERVE DI PETROLIO DELL’EUROPA

Secondo le norme UE, ogni Stato membro deve mantenere scorte petrolifere di emergenza pari ad almeno 90 giorni di importazioni nette o 61 giorni di consumo interno. Non esiste però una unica enorme riserva europea di petrolio: le scorte sono gestite a livello nazionale dai governi, tramite agenzie nazionali specializzate, o come riserve obbligatorie detenute dall’industria.

Dei circa 39 milioni di tonnellate metriche di gasolio e diesel di emergenza dell’Unione Europea (circa 290 milioni di barili), la Francia e la Germania detengono circa il 35%.

Le decisioni cruciali restano ai governi nazionali. Bruxelles può fissare le regole, monitorare le scorte e coordinare i governi, ma la Commissione non può semplicemente imporre l’immissione sul mercato di milioni di barili. Spetta quindi ai governi decidere quando liberare le scorte e in quale forma contribuire. Per un intervento di ampia portata a livello internazionale, però, entra in gioco un altro attore.

LA COLLABORAZIONE TRA L’AIE E I PAESI EUROPEI

Il rilascio di petrolio da parte di un singolo Paese non può certo placare una crisi globale di approvvigionamento. Ecco allora che interviene l’AIE, coordinando i rilasci di emergenza tra i Paesi membri e consentendo ai governi di immettere sul mercato grandi volumi di petrolio più o meno nello stesso momento. “Spetta all’AIE gestire i prezzi; poi, gli Stati membri che partecipano a un eventuale rilascio decideranno il livello di trasparenza per sui prodotti concreti oggetto del rilascio”, ha spiegato il portavoce della Commissione UE.

Se lo shock di approvvigionamento è abbastanza grave, il consiglio direttivo dell’AIE può decidere un’azione collettiva coordinata, alla quale i 32 Paesi membri contribuiscono come parte della risposta di emergenza. Dall’inizio del conflitto in Iran del 28 febbraio scorso, il meccanismo è già stato attivato due volte, portando le riserve di emergenza al centro degli sforzi dei governi per contenere le ricadute del conflitto.

Una riunione tra Commissione, governi dell’UE e rappresentanti dell’industria petrolifera, inizialmente prevista per il 15 ottobre, “probabilmente si terrà all’inizio della prossima settimana, con l’obiettivo di valutare in che modo i Paesi UE intendono rispettare gli impegni con l’AIE sulle quantità di diesel da rilasciare nei prossimi 20 giorni, oltre ai piani per i restanti quattro mesi”, ha dichiarato un funzionario dell’Unione Europea.

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