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Ecco come il Covid ha aiutato i Paesi UE a raggiungere gli obiettivi sulle energie rinnovabili

Europa Energia

In un rapporto per la Commissione Europea pubblicato insieme al rapporto sullo stato dell’Unione dell’energia della Commissione, Guidehouse ha analizzato i rapporti degli Stati membri

Il rallentamento dell’attività economica causato dalla pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto enorme sull’obiettivo di energia rinnovabile dell’Unione Europea per il 2020, consentendo ad undici Stati membri di raggiungere il loro obiettivo nazionale. A rivelarlo è il lavoro di un gruppo di analisti.

Con l’adozione della Direttiva sulle Energie Rinnovabili 2009/28/CE (RED), nel 2009 l’Unione Europea ha fissato un obiettivo complessivo del 20% per la quota di fonti energetiche rinnovabili (FER) nel consumo finale di energia per l’UE e ha introdotto degli obiettivi individuali (target) per ogni Stato membro.

In linea con l’articolo 27 del regolamento sulla governance (2018/1999), gli Stati membri sono tenuti a riferire alla Commissione Europea in merito al raggiungimento dei loro obiettivi nazionali RED e delle quote FER nei settori dell’elettricità, del riscaldamento e del raffreddamento e dei trasporti nel 2020.

In un rapporto per la Commissione Europea pubblicato insieme al rapporto sullo stato dell’Unione dell’energia della Commissione, Guidehouse ha analizzato i rapporti degli Stati membri, compresi i loro progressi in materia di FER, le politiche attuate e i trasferimenti statistici.

I RISULTATI DEI REPORT DEGLI STATI UE

Nel 2020 tutti gli Stati membri, ad eccezione della Francia, hanno raggiunto o superato i propri obiettivi in materia FER, raggiungendo una quota complessiva UE del 22,1%. Rispetto al 2019, la quota FER nell’UE è aumentata notevolmente di 2,2 punti percentuali. La Francia nel 2020 ha mancato il proprio obiettivo nazionale FER di 3,9 punti percentuali, raggiungendo solo il 19,1% nel consumo finale di energia.

Sebbene a prima vista i risultati sembrino favorevoli, gli obiettivi non sono stati raggiunti solo con un aumento della produzione di FER in tutti gli Stati membri. Anche altri fattori hanno avuto un ruolo.

MOLTI STATI DOVRANNO ACQUISTARE I “TRASFERIMENTI STATISTICI”

In sei Stati membri – tra cui Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Olanda e Slovenia – le misure nazionali attuate per promuovere l’energia rinnovabile non sembravano sufficienti per attivare i volumi di energia rinnovabile richiesti per raggiungere i loro obiettivi vincolanti per il 2020 a livello puramente nazionale.

Per raggiungere i loro obiettivi nel 2020, questi Paesi hanno utilizzato i cosiddetti “trasferimenti statistici”, un meccanismo di cooperazione dell’UE che consente ai Paesi che non raggiungono gli obiettivi di acquistare virtualmente l’energia in eccesso da altri Stati membri.

La quota di RES (statistica) acquistata viene quindi registrata sul conto del Paese acquirente. Il crescente utilizzo di trasferimenti statistici dimostra che questo meccanismo di cooperazione dell’UE sta diventando sempre più popolare tra gli Stati membri quando il potenziale delle energie rinnovabili è insufficiente, relativamente costoso o difficile da mobilitare in tempo.

Tuttavia, comporta anche il rischio che il divario tra i Paesi con quote elevate di FER e quelli che non raggiungono i propri obiettivi a livello nazionale continui ad aumentare nei prossimi anni.

IL COVID HA RIDOTTO IL CONSUMO FINALE DI ENERGIA IN UE DELL’8%

L’anno 2020 è stato caratterizzato dall’emergenza Covid, che è diventata rapidamente una pandemia globale. L’impatto sul settore energetico è stato drastico: lockdown e misure restrittive hanno portato ad un drastico calo dei centri di consumo di energia – come le industrie o il settore dei servizi – in tutti gli Stati membri.

Nel 2020, il consumo finale lordo totale di energia (ktep) nell’Unione Europea è diminuito di circa l’8% rispetto al 2019, il livelli più basso registrato dal 1990.

Anche altri fattori – come le fluttuazioni meteorologiche e l’attuazione di politiche di efficienza energetica – nel 2020 potrebbero aver ridotto il consumo finale lordo totale.

La generazione di RES non è stata influenzata in larga misura dai lockdown. Pertanto questo, unito alla bassa domanda storica di energia negli Stati membri, può tradursi in una maggiore quota FER nei Paesi UE, anche se l’effettiva capacità installata e la generazione di FER è pari ai livelli pre-pandemia.

L’IMPATTO DELLA PANDEMIA SUL RAGGIUNGIMENTO DEL TARGET RES 2020

In un’analisi controfattuale indipendente, Guidehouse ha esaminato cosa sarebbe successo con le azioni RES nel 2020 se la pandemia non si fosse verificata, ipotizzando che il consumo energetico sarebbe rimasto ai livelli del 2019.

I risultati sono sorprendenti: 11 paesi non avrebbero raggiunto gli obiettivi vincolanti per le FER del 2020. senza trasferimenti statistici o ulteriori riduzioni della domanda: Belgio, Irlanda, Spagna, Francia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria, Portogallo e Slovenia.

Per tutti gli Stati membri, la quota controfattuale di FER del 2020 sarebbe stata inferiore alla quota effettiva raggiunta nel 2020, se il consumo di energia fosse stato allo stesso livello del 2019. Questo vale anche per l’UE nel suo insieme, che avrebbe raggiunto il 20,6% di quota FER invece dell’attuale 22,1% raggiunto nel 2020.

I PAESI CHE NON HANNO FATTO PROGRESSI SULLE RES

Inoltre, l’analisi rivela che in alcuni Paesi la quota controfattuale FER del 2020 sarebbe stata addirittura significativamente inferiore alla quota effettiva del 2019, se il consumo totale di energia nel 2020 fosse rimasto allo stesso livello del 2019.

In Finlandia, Slovacchia, Romania, Austria e Lettonia la quota RES sarebbe stata inferiore, mentre in Francia, Italia e Slovenia sarebbe stata allo stesso livello del 2019. I risultati indicano che, nel 2020, molti Paesi UE hanno compiuto pochissimi progressi significativi nell’espansione della capacità e della produzione di FER.

L’ESPANSIONE DELLE RINNOVABILI E L’OBIETTIVO 2030

Guardando al futuro, questi risultati hanno implicazioni anche per il raggiungimento della traiettoria dell’obiettivo RES dell’UE al 2030. Nell’ambito del pacchetto Fit for 55, l’UE ha aumentato l’obiettivo della quota FER nel consumo finale di energia entro il 2030 dal 32% al 40%.

A sua volta, nell’ambito del piano REPowerEU presentato nel maggio 2022, la Commissione propone di aumentare ulteriormente l’obiettivo per il 2030 fino a raggiungere una quota del 45% entro il 2030.

Il divario più ampio tra gli obiettivi del 2020 e la prevista ripresa della domanda di energia nel 2021 e nel 2022 renderà il raggiungimento dell’obiettivo proposto per il 2030 più impegnativo di quanto suggeriscano le quote raggiunte nel 2020.

Gli Stati membri e l’UE nel suo insieme, quindi, dovranno intraprendere ulteriori azioni in tutti i settori energetici e portare avanti rapidamente l’adozione di politiche in materia di energie rinnovabili e di efficienza energetica, per realizzare una transizione energetica efficiente ed equa.

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