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Ecco come la crisi in Medio Oriente potrebbe portare ad un boom del solare e delle batterie

Sebbene i Paesi europei stiano superando livelli di debito pubblico mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale, dispongono di capitale sufficiente per effettuare gli investimenti iniziali necessari per installare pannelli solari e batterie

La guerra in Medio Oriente ha sconvolto i mercati del petrolio e del gas. In uno scenario grave, con ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche, Bloomberg Economics stima che il petrolio potrebbe raggiungere i 108 dollari al barile, con un conseguente aumento significativo dell’inflazione e persino spingendo alcune economie europee sull’orlo della recessione.

Questi shock dei prezzi avranno un impatto globale. Quando si sono verificati picchi simili, nel secolo scorso, i Paesi dipendenti dalle importazioni non avevano altra scelta che pagare un sovrapprezzo o consumare meno carburante. In questo secolo, invece, il calo dei prezzi dell’energia solare e delle batterie offre un’altra opzione.

UN’ENERGIA COMPETITIVA

“Quando una tecnologia diventa competitiva in termini di costi, si arriva a un punto di svolta nell’adozione”, ha affermato Antoine Vagneur-Jones, responsabile commercio e catene di approvvigionamento di BloombergNEF.

Prendiamo il caso dell’Europa, che è precipitata in una crisi del gas dopo l’attacco russo all’Ucraina, quattro anni fa. Subito dopo, la regione ha pagato prezzi elevati per qualsiasi gas naturale liquefatto su cui riusciva a mettere le mani. Negli anni successivi, però, l’Europa ha assistito a un rapido aumento dell’impiego dell’energia solare e a un conseguente boom delle batterie.

Sebbene i Paesi europei stiano superando livelli di debito pubblico mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale, dispongono di capitale sufficiente per effettuare gli investimenti iniziali necessari per installare pannelli solari e batterie. E potrebbero pagare un sovrapprezzo per il gas finché questi nuovi impianti energetici non saranno operativi.

L’IMPATTO DELLA CRISI ENERGETICA DEL 2022 SUI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

La stessa crisi del 2022 ha colpito i Paesi in via di sviluppo molto più duramente: Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka hanno subito blackout devastanti perché semplicemente non potevano permettersi le forniture di GNL. A differenza di Cina e India, questi Stati non hanno grandi riserve interne di carbone su cui fare affidamento.

Di conseguenza, le aziende e le famiglie pakistane che potevano permettersi di acquistare pannelli solari hanno iniziato a comprarli dalla Cina. La domanda è aumentata a tal punto che, nel 2024, il Pakistan si è classificato al quarto posto al mondo, dopo Stati Uniti, India e Brasile, per pannelli importati.

Come in Europa, un anno dopo si è verificato un aumento delle installazioni di batterie. Europa e Pakistan dipendono in gran parte da batterie e pannelli solari importati dalla Cina. In Europa, le preoccupazioni per la sicurezza nazionale hanno portato all’Industrial Accelerator Act, lanciato mercoledì scorso con l’obiettivo di rilanciare la produzione nazionale di tecnologie pulite per ridurre la dipendenza dai prodotti cinesi.

I LIMITI DELL’ENERGIA SOLARE E DELLE BATTERIE

L’energia solare e le batterie di certo non possono sostituire il petrolio nei veicoli a combustione interna esistenti o il gas nell’industria chimica. Inoltre, in alcune grandi economie come la Germania, la forte ripresa dei mercati del gas di questa settimana finora ha avuto un impatto limitato sui prezzi dell’elettricità: senza un aumento sostenuto dei prezzi del gas, l’incentivo a passare ad alternative più pulite potrebbe non essere così forte.

La mancanza di accesso ai finanziamenti rendeva difficile per i Paesi in via di sviluppo realizzare progetti di energie rinnovabili ad alta intensità di capitale. Oggi, però, la situazione è cambiata, poiché gran parte della domanda di energia solare e batterie in Pakistan e Cuba proviene direttamente dai consumatori. Inoltre, i produttori cinesi di energia solare e batterie presentano un’enorme sovraccapacità, che spinge le aziende a cercare nuovi mercati e proporre buone offerte.

GLI SCENARI NEL BREVE PERIODO

Nel 2025 gli impianti solari a livello globale hanno raggiunto la cifra record di 655 GW. Prima dello scoppio della guerra in Iran, gli analisti di BNEF prevedevano una crescita del solare pressoché invariata quest’anno, e che l’accumulo di energia per la rete sarebbe aumentato di oltre il 50%, dato che si prevede un ulteriore calo dei prezzi delle batterie.

Come hanno scritto gli analisti di BNEF in un rapporto pubblicato lunedì scorso, la situazione potrebbe cambiare, se l’interruzione delle forniture di petrolio e gas dovesse durare. Le scorte di tecnologie green sono abbondanti, quindi eventuali problemi nella catena di approvvigionamento probabilmente saranno minimi: “potrebbe spingere i clienti verso tecnologie come il solare e le batterie”, hanno spiegato.

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