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Ecco cosa sta accadendo tra AcegasApsAmga e Hera

Hera

Se però l’operazione dovesse decollare Padova, Trieste, Udine e Gorizia avrebbero a che fare con una società con sede a Verona, con una maggioranza in consiglio espressa da Verona, Vicenza ed Hera

“‘La proposta di Hera non ci preoccupa perché significherebbe allargare il mercato a Verona e Vicenza conquistando ottime prospettive di crescita per la società’. Il sindaco Pietro Fontanini ha accolto con favore la manifestazione di interesse presentata da Hera per conquistare il ruolo di partner industriale della nascente multiutility del Veneto determinata dalla fusione fra Agsm Verona e Aim Vicenza. Anche se l’operazione prevede la cessione di buona parte delle attività di AcegasApsAmga alla nuova realtà il che porterebbe inevitabilmente a ridisegnare gli equilibri all`interno del consiglio di amministrazione”. È quanto scrive il Messaggero Veneto.

RISCHIO PERDITA DI PRESENZA NEL CDA PER I TRE ENTI LOCALI

“Nell’attuale Cda di AcegasApsAmga che ha 7 componenti siedono i rappresentanti di Padova, Trieste e Udine (Devis Casetta, Marina Monassi e Giorgio Cudicio). Ma se l’offerta di Hera venisse accettata i tre enti locali quasi sicuramente perderebbero la presenza in Cda, visto che a indicare l’ad e i due consiglieri sarebbe Hera. Il rischio di non incidere più sulle scelte sarebbe alto. ‘Di questi aspetti non abbiamo parlato – assicura il sindaco che nei giorni scorsi insieme all`assessore alle Partecipate, Francesca Laudicina ha incontrato il presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano e l’amminstratore delegato, Stefano Venier -, ma onestamente mi preoccupa di più il rischio di restare isolati'”.

COSA ACCADREBBE CON IL DECOLLO DELL’OPERAZIONE

“Se però l’operazione dovesse decollare Padova, Trieste, Udine e Gorizia avrebbero a che fare con una società con sede a Verona, con una maggioranza in consiglio espressa da Verona, Vicenza ed Hera per la distribuzione di energia elettrica e gas nei loro territori. In cambio della cessione degli asset AcegasApsAmga, Hera (ovviamente in caso di valutazione positiva da parte di Verona e Vicenza) otterrebbe però un terzo del capitale della nuova società ma anche la possibilità di consolidare il bilancio della nuova multiutility del Veneto. In pratica, i risultati di questa ultima concorrerebbero a determinare il bilancio del gruppo bolognese e, di conseguenza, gli utili e i dividendi che lo scorso anno hanno portato più di 4 milioni nelle casse di palazzo D’Aronco”, ha concluso il quotidiano.