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Ecco perché Edison è protagonista in Europa con Igb ma frena a Rosignano

Edison

L’ultimo colpo di Edison si chiama Igb, il gasdotto di interconnessione tra Grecia-Bulgaria, mentre per ampliare il rigassificatore di Rosignano la battaglia va avanti da 20 anni

Edison protagonista in Europa per le infrastrutture e il trasporto gas. L’ultimo colpo dell’azienda di Foro Bonaparte si chiama Igb, il gasdotto di interconnessione tra Grecia-Bulgaria. Ma se all’estero sembra tutto facile per le nostre imprese, quando si comincia ad operare dentro i confini cominciano i problemi, come quello che sta accadendo con il rigassificatore di Rosignano.

PER EDISON VIA LIBERA A REALIZARE L’IGB

Edison, attraverso Igi-Poseidon – joint venture paritetica con la società greca Depa Sa -, ha firmato gli accordi per l’avvio delle attività di costruzione di Igb. Secondo quanto riferito da Edison la firma è avvenuta a Sofia alla presenza del ministro dell’Energia bulgaro, Temenuzhka Petkova, e del ministro dell’Ambiente e dell’Energia della Repubblica ellenica, Kostis Hatzidakis, che hanno anche firmato un accordo intergovernativo che regola il regime fiscale del progetto.

INTESE COLLATERALI CON SHIPPER, FORNITORI DI TUBI E LA BEI

In aggiunta sono stati firmati anche gli accordi di Icgb, con gli shipper per il trasporto del gas, con Corinth Pipeworks per la fornitura di tubi e con Avax per la costruzione dell’infrastruttura. E le intese con la Banca europea per gli investimenti (Bei) per 110 milioni di euro che, con i contributi europei per 84 milioni di euro e con gli apporti di capitale sociale degli azionisti, assicurano le risorse finanziarie per la realizzazione del progetto.

METTERÀ IN SICUREZZA GLI APPROVVIGIONAMENTI EUROPEI

Il progetto Igb è sviluppato da Icgb Ad – joint venture 50-50 tra Igi Poseidon Sa e Bulgarian Energy Holding (Beh) -, e fa parte dell’ampliamento del Corridoio Sud del gas sponsorizzato dall’Unione europea per diversificare le fonti di approvvigionamento europee da quelle russe: al suo interno si collocali i progetti di Tap, Poseidon ed Eastmed. L’obiettivo è quello di dare maggiore sicurezza energetica, competitività e sostenibilità ai mercati europei. In questo caso ne trarranno beneficio i paesi balcanici a nord della Grecia che potranno diversificare la fornitura di gas naturale nella regione sud orientale del Vecchio Continente.

A ROSIGNANO UNA BATTAGLIA CHE VA AVANTI DA 20 ANNI

Ma se all’estero sembra tutto semplice, in Italia le difficoltà si fanno sentire per l’azienda di Foro Bonaparte. Qualche giorno fa Edison ha presentato appello al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento o la riforma della sentenza del Tar del Lazio del giugno scorso. Tar che aveva accolto il ricorso del Comune di Rosignano relativo alla Variante Progetto Rosignano a giugno. Una battaglia che, scrive Il Tirreno “tra Comune di Rosignano ed Edison Spa” che va avanti “da circa 20 anni”. (qui la documentazione VIA)

IL PROGETTO

Il progetto prevede la realizzazione di un terminale di stoccaggio e rigassificazione di Gnl con una capacità di rigassificazione di 8 miliardi Smc/anno e due serbatoi di stoccaggio con capacità totale di 320.000 mc, nell’area industriale Solvay nel comune di Rosignano Marittimo.

IL SINDACO CONTRARIO

Il sindaco Daniele Donati ha subito replicato: “Stiamo già predisponendo gli atti per costituirci in giudizio con memoria da presentare entro il prossimo 9 novembre per la discussione di secondo grado – si legge su Il Tirreno -. Andremo avanti per ribadire la nostra posizione ossia che quel progetto deve essere sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale. La realizzazione del rigassificatore, così come proposto da Edison, potrebbe produrre impatti significativi sull’ambiente che necessitano di essere valutati nel dettaglio di un nuovo studio di impatto ambientale. In particolare riteniamo che questo progetto, se realizzato, aumenterebbe i livelli di rischio industriale sul territorio. Oggi qualsiasi ipotesi di rigassificatore è superata’”, si legge sempre sul quotidiano.

LA VICENDA

Lo scorso maggio il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso che il Comune di Rosignano aveva presentato nel 2017. Ricorso relativo alla Variante del Progetto Rosignano (Variante diversa dal primo progetto) che prevede appunto la realizzazione del rigassificatore. Progetto presentato da Edison e che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare (Mattm) e la Commissione tecnica di Verifica aveva esonerato dalla procedura di Via presentata nel dicembre 2015, ritenendo di fatto valida proprio la Via ottenuta da Edison il 18 novembre 2010. Questo accadeva nel luglio del 2017: un mese prima la giunta regionale toscana aveva espresso parere negativo sulla realizzazione del progetto. Secondo la sentenza del Tar del Lazio, che dava ragione alle istanze del Comune di Rosignano, il progetto di revisione alla variante doveva invece essere sottoposto a procedura di Impatto ambientale.

L’ASSOCIAZIONE ROSIGNANO NEL CUORE CONTRO

Anche l’associazione Rosignano nel Cuore ha attaccato Edison sul progetto del rigassificatore e ha avanza una serie di richieste al sindaco Donati, si legge sempre su Il Tirreno: “’Apprendiamo dalla stampa – scrive Rnc – che Edison ha presentato appello contro la sentenza del Tar Lazio che ha rimandato a nuova Via (Valutazione di impatto ambientale) il progetto di revisione alla variante di rigassificatore a Rosignano. Edison ha aspettato l’ultimo giorno utile a presentare l’appello”. Per questo l’associazione ha proposto, tra le altre cose, che venga promossa in Parlamento una modifica della legge che applichi la decadenza delle Via dopo 5 anni anche alle Via rilasciate prima dell’entrata in vigore dell’attuale normativa e un’altra legge che dichiari lo stop al metano e promuova le rinnovabili.