Fact checking e fake news

Edison, M5s chiedono chiarimenti sulla centrale a gas di Presenzano

MIse

I dubbi riguardano le emissioni e autorizzazioni dell’impianto in provincia di Caserta

La centrale termoelettrica a ciclo combinato di circa 810 megawatt di Edison che dovrebbe essere realizzata nel territorio del comune di Presenzano (Caserta), entra nel mirino degli M5S. Rosa Alba Testamento e Margherita Del Sesto hanno infatti chiesto al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dello Sviluppo economico di avere chiarimenti su emissioni e autorizzazioni dell’impianto in una interrogazione a risposta scritta presentata alla Camera.

NELLE PROSSIME SETTIMANE LA CONFERENZA DI SERVIZI PER IL RIESAME COMPLESSIVO DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA)

“Nelle prossime settimane – si legge – dovrebbe essere convocata dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare la conferenza di servizi per il riesame complessivo dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) relativa alla costruzione da parte di Edison di una centrale termoelettrica a ciclo combinato di circa 810 megawatt, alimentata a gas naturale che dovrebbe essere realizzata nel territorio del comune di Presenzano (Caserta); risulta agli interroganti che per la centrale di cui sopra la capacità assegnata a Edison per il 2023 (in base al sistema del capacity market) sia di soli 490 megawatt rispetto agli 810 megawatt complessivi. Questo lascia ipotizzare che dal 1° gennaio 2023 la centrale entri in servizio nella configurazione ‘ciclo a gas semplice’ e che il ciclo combinato gas-vapore oggetto della autorizzazione venga realizzato solo in un secondo momento. La configurazione a ciclo semplice, comporterebbe la mancata installazione del sistema catalitico e, conseguentemente, emissioni di NOx notevolmente più alte di quelle autorizzate. Comporterebbe altresì, il funzionamento della centrale ad un rendimento molto più basso di quello oggetto della autorizzazione (consumi di combustibile ed emissione di CO2 riferite al KWH del 50 per cento superiori)”.

LA QUESTIONE DELLE EMISSIONI

Non solo. “Da un’attenta disamina della documentazione relativa all’impianto di Presenzano presente sul sito del Ministero dello sviluppo economico si evince come l’emissione annuale di CO2 autorizzata (2.096.753 ton/anno) sia più di 3 volte superiore al valore medio rilevato per le centrali dello stesso tipo installate in Italia (Terna, cicli combinati denominati CC: 46,4 TWH prodotti nel 2018 contro 21,8 GW installati; ISPRA 2016: 389,2 gr-C02/KWH)”.

Inoltre, “l’emissione di NOx+NH3 autorizzata è più che doppia rispetto a quella offerta da altri produttori di catalizzatori presenti sul mercato (Siemens, 2ppmv NOx+3NH3, GE, 7,5 ppmv senza catalizzatore), nonché 1,65 volte superiore a quella riportata nelle specifiche del più importante produttore nazionale di energia elettrica. Si è quindi in presenza, dati alla mano, di un impianto che avrà emissioni molto più alte di quanto consentito dalla moderna tecnologia e che, nonostante ciò beneficerà paradossalmente di un contributo economico rientrante in un sistema, quello del capacity market, concepito per condurre il Paese verso l’elettricità verde e ridurre le emissioni a zero”.

COSA CHIEDONO GLI M5S

Da qui le richieste delle due deputate pentastellate: “Se il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare non ritenga opportuno adottare iniziative per prevedere fin da inizio attività della centrale, e non dal terzo anno di esercizio, limiti emissivi espressi in valori medi orari; se il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per quanto di competenza, non ritenga doveroso verificare in quale configurazione la centrale verrà messa in esercizio e, nel caso di configurazione a ciclo semplice, non ritenga che la costruzione della stessa debba essere sottoposta a nuova autorizzazione; se, alla luce della quantità di emissioni autorizzata per l’impianto in questione, molto più alta rispetto ai valori medi previsti per centrali di uguale potenza, il Ministro dello sviluppo economico non ritenga urgente e doveroso verificare la compatibilità del progetto di Edison con il sistema di incentivi del capacity market, pensato per guidare il Paese verso emissioni zero ed elettricità totalmente verde”.